5 novità a ottobre su Amazon Prime Video, da Donnie Darko a Jason Blum

Andiamo alla scoperta dei migliori film arrivati recentemente nel catalogo di Amazon Prime Video, da The Mothman Prophecies a Ritrova te stesso.

speciale 5 novità a ottobre su Amazon Prime Video, da Donnie Darko a Jason Blum
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Affascinanti mystery thriller di inizio millennio, grandi cult visionari ancor oggi oggetto di discussione, recenti horror esclusivi, divertenti heist-movie e sequel d'autore. Nel nostro nuovo appuntamento dedicato ai titoli da poco disponibili nel catalogo di Amazon Prime Video parliamo di The Mothman Prophecies con Richard Gere, del Donnie Darko di Richard Kelly, della nuova produzione Blumhouse Ritrova te stesso, del godibile The Art of Steal - L'arte del furto e di Il cattivo tenente: Ultima chiamata New Orleans con Nicolas Cage, seguito del classico di Abel Ferrara firmato da Werner Herzog.

The Mothman Prophecies

John Klein, rinomato giornalista del Washington Post, è prossimo a traslocare con la moglie in una nuova casa. La sera prima la coppia è vittima di un incidente d'auto dopo il quale la donna scopre di avere una rara forma di tumore al cervello.
Prima di morire, soltanto qualche giorno dopo, confida al marito di aver visto un'ombra "tagliar loro la strada" e di esserne ancora perseguitata in ospedale; anche i disegni lasciati su un'agenda ritrovata da John sembrano confermare questo sospetto.

Un solido thriller dalle contaminazioni mystery, nel quale la suggestiva narrazione si accompagna a una messa in scena capace di originare una strisciante dose di inquietudine, con la convincente ossessione di un Richard Gere pronto a tutto pur di vederci chiaro, che riesce a coinvolgere lo spettatore per quasi due ore fino alla spettacolare "resa dei conti" finale.

Donnie Darko

Il giovane Donnie Darko è in cura psichiatrica per problemi comportamentali che lo portano ad avere difficoltà nei rapporti relazionali. Il ragazzo vive con i genitori e le due sorelle, la maggiore Elizabeth e la più piccola Samanta, ed è proprio nella casa di famiglia che una notte avviene una potenziale tragedia: il motore di un aereo infatti cade nella camera del protagonista, distruggendola completamente.
Donnie in quel momento però si trovava altrove in quanto vittima di un misterioso attacco di sonnambulismo, durante il quale ha incontrato un inquietante essere vestito con un costume da coniglio antropomorfo. Il bizzarro interlocutore gli ha comunicato che il mondo avrà fine tra 28 giorni, 6 ore, 42 minuti e 12 secondi e Donnie si risveglia il mattino successivo in un campo da golf.

L'esordio del poi perdutosi Richard Kelly è un'opera magnetica che coniuga grintosi istinti di genere a una narrazione complessa e stratificata che riporta alla mente, anche per relative scelte stilistiche, i migliori deliri lynchiani, in un'estasi fantastica dove i viaggi nel tempo e rispettivi paradossi fanno da contorno al tortuoso percorso di crescita di un adolescente problematico scampato miracolosamente alla morte.
Horror, sci-fi, commedia generazionale (con)vivono con raro equilibrio nelle due ore di visione, tra scene madri in serie e una coesione narrativa delle grandi occasioni che riesce a far tornare tutto pur lasciando molto alla libera interpretazione dello spettatore e a complesse teorie ancor oggi oggetto di dibattito.

Ritrova te stesso

Nolan è rimasto vedovo in seguito a un tragico incidente stradale, nel quale ha perso anche la memoria. L'uomo si ritrova ora da solo a crescere la figlia Ava, ma è spesso vittima di comportamenti poco consoni, tanto che vi è il forte rischio che i servizi sociali gli portino via la bambina. In seguito all'ennesimo smacco professionale dato dalla sua condizione, Nolan è sempre più determinato a riappropriarsi dei ricordi e a cercare di rimettere in piedi la propria vita.
L'amico Gary gli suggerisce di rivolgersi a una stimata collega specializzata nella cura di problemi psichici, la dottoressa Lillian. La donna sta sviluppando un rivoluzionario metodo di cura legato all'ipnosi e tramite un avveniristico congegno cerca di far tornare a Nolan la memoria.

Un onesto titolo di genere in cui le atmosfere di stampo horror sono ridotte al minimo indispensabile in favore di uno schema da thriller psicologico con sfumature mystery.
Novanta minuti di visione che risentono soprattutto il peso di una sceneggiatura non esente da difetti e forzature, con tanto di palesi rimandi alle derive tecnologiche di Black Mirror.
Un'operazione godibile ma derivativa e spesso intuibile, con il colpo di scena finale parzialmente telefonato.

The art of steal - L'arte del furto

Crunch Calhoun, formidabile centauro di mezz'età che partecipa a spettacoli fieristici, è il leader di un'organizzatissima banda di ladri dove milita anche il fratellastro Nicky. Durante il loro ultimo colpo le cose non vanno però come previsto e Crunch finisce dietro le sbarre a causa del tradimento di Nicky, che ha fatto il suo nome dopo essere stato arrestato dalla polizia locale.
Trascorsi cinque anni e mezzo nelle prigioni polacche, Crunch esce di galera e decide di dedicarsi a una vita onesta insieme alla nuova compagna ma, quando i debiti diventano sempre più ingenti, comprende come tornare al vecchio "mestiere" sia l'unica soluzione possibile.

Heist-comedy veloce e scattante che si affida ai canoni estetici del cinema pulp, qui ammorbidito in una versione soft a prova di grande pubblico. The art of steal - L'arte del furto è esteticamente avvincente ma narrativamente imperfetto, capace a ogni modo di scorrere veloce e senza tempi morti donando eguale spazio a tutti i personaggi coinvolti, interpretati da un cast di lusso, capitanato da Kurt Russell e Matt Dillon, in ottima forma.

Il cattivo tenente: Ultima chiamata New Orleans

Il tenente Terence McDonagh soffre di forti dolori alla schiena dovuti a un incidente e cerca così il sollievo nella droga. Quando si trova a indagare sull'omicidio di un'intera famiglia, inizierà la sua discesa nel baratro, umano e professionale.

Werner Herzog dissipa sin da subito i timori di un anonimo remake del classico di Abel Ferrara: il suo Cattivo tenente è completamente un altro film, ricco di spunti altrettanto interessanti.
A cominciare da un Nicolas Cage in gran forma, che riesce a dare anima, ma soprattutto (dolente) corpo, al suo personaggio, continuamente in bilico tra la vita e la morte.
I gustosi squarci visionari, gli scatti d'ira e gli sguardi di un'anima persa nei meandri del delirio sono calibrati alla perfezione dal regista tedesco, che riesce a infondere il suo tocco personale alla storia.

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