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5 novità su Netflix, da Close a IO

Andiamo alla scoperta di alcuni film arrivati nelle ultime settimane nel catalogo Netflix, da Un'ultima risata a The Ring 3.

speciale 5 novità su Netflix, da Close a IO
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Sono ben quattro le produzioni originali Netflix presenti nel nostro speciale settimanale dedicato, come tradizione, agli ultimi titoli arrivati nel catalogo della popolare piattaforma streaming. Parliamo di film che toccano diversi generi, dalle atmosfere sci-fi/post-apocalittiche del controverso IO ai toni da commedia senile di Un'ultima risata, dall'intensa lotta per la sopravvivenza di Noomi Rapace nel thriller Close alla missione di vendetta in cui è impegnato, su un'isola piena di criminali, il protagonista dell'action coreano Revenger.
L'unico titolo esterno di quest'appuntamento è The Ring 3, terzo capitolo americano della popolare saga horror che tenta, senza successo, di dare un nuovo inizio al franchise.

Revenger

In una realtà distopica i criminali più pericolosi vengono confinati su un'isola al di fuori dal mondo, dove da anni ha luogo una violenta disputa tra un gruppo di piccoli delinquenti, perlopiù pacifici, e gli uomini capeggiati dal crudele Khun, un individuo misterioso il cui volto e il corpo ustionati sono nascosti da fitte bende.
Quando una madre e sua figlia, in cerca di vendetta per il brutale omicidio a sangue freddo del marito/padre, si trovano alla mercé degli avversari, vengono salvate dall'intervento di un nuovo arrivato, il detective Yool, giunto anch'esso sul posto con una missione personale da portare a termine. L'uomo si dimostra abilissimo nelle arti marziali ed elimina senza troppi problemi i membri della gang.
Sarà solo l'inizio di un lungo percorso di sangue che lo porterà infine all'agognato scontro con Khun. Action movie di produzione coreana che è palco d'esibizione per le abilità marziali dell'ex stuntman Bruce Khan, capace a cinquant'anni di età di mostrare fisico e atletismo invidiabili. L'ambientazione ridotta e una storia semplice lasciano spazio a un film di genere senza infamia e senza lode.

Un'ultima risata

Al Hart è un ex agente dello spettacolo che, dopo la morte della moglie, vive da solo nella sua vecchia casa. Al fine di svegliarlo dal torpore, l'amata nipote Jeannie gli consiglia di "ritirarsi" in un centro per anziani dotato di ogni comfort, ma l'uomo è restio ad accettare l'avanzare dell'età: la sua intenzione sembra cambiare quando, in visita alla struttura, scopre che tra i clienti vi è il suo vecchio amico Buddy Green, un comico che aveva tentato di lanciare al successo cinquant'anni prima.
Ad Al balena così la geniale idea di ritentare nuovamente la fortuna con il socio di un tempo e organizza una serata in un vicino locale di cabaret. Per i due sarà solo l'inizio di un tour on the road... Commedia senile giocata su toni dolci-amari, imbastita su una comicità old-school forse demodé ma ancora piacevole, anche e soprattutto grazie alle ottime performance dei protagonisti Chevy Chase e Richard Dreyfuss.

Close

Sam, bodyguard ed esperta dell'antiterrorismo spesso impiegata come guardia di sicurezza in missioni in Medio Oriente, è da poco tornata dal suo ultimo incarico quando viene contattata per un nuovo lavoro: la donna dovrà prendersi cura della giovane Zoe, una ricca ereditiera da poco orfana di padre e in burrascosi rapporti con la matrigna, prossima a concludere un importante accordo commerciale proprio nei Paesi Arabi.
Quello che per Sam sembra un compito di routine, si complica quando le due donne vengono attaccate da un gruppo di individui armati e finiscono, a loro insaputa, nelle grinfie di corrotti agenti della polizia locale. Ora devono fare affidamento l'una sull'altra per ritornare vive a casa e scoprire, nel frattempo, chi si celi dietro il tentativo di rapimento/omicidio.
Un thriller old/school canonico, con la particolarità che sia dietro che davanti la macchina da presa vi sia un approccio femminile. A dirigere infatti troviamo la regista inglese Vicky Jewson, mentre nel ruolo di protagonista vi è Noomi Rapace, tosta al punto giusto e maggior punto di forza di un'operazione godibile ma poco originale.

The Ring 3

Il franchise di The Ring torna con il terzo capitolo holllywoodiano della saga nata in terra nipponica, e tenta la via del reboot per catturare un pubblico più giovane. Ancora una volta è una vhs a generare una lunghissima scia di morte: tra le persone coinvolte vi sono in quest'occasione la giovane Julia e il suo fidanzato Holt i quali, dopo essere incappati in momenti diversi nella visione del disturbante filmato, hanno solo sette giorni per scoprire come fermare la maledizione prima che questa, nelle sembianze della ragazzina dai lunghi capelli bagnati, li conduca a miglior vita.
Un'operazione stanca e superflua che adatta gli archetipi dell'iconico franchise a istinti teen-horror, ma la paura è la grande assente nonostante, in una manciata di sequenze, il regista F. Javier Gutierrez dimostri un certo stile, purtroppo affossato dalla sceneggiatura claudicante e da un cast forse non all'altezza.

IO

In un prossimo futuro la Terra è ormai resa invivibile dalle condizioni climatiche estreme, con l'ossigeno che scarseggia nella maggior parte del pianeta e poche zone dove è ancora possibile respirare aria pura senza l'ausilio di maschere e bombole. Proprio per questo l'umanità è emigrata in massa su delle colonie spaziali, con la scoperta di un potenziale astro gemello che dovrebbe garantire una vita simile a quella terrestre.
Non tutti però hanno deciso di abbandonare le speranze e la giovane Sam vive in solitudine in un osservatorio abbandonato, con l'attigua presenza di una serra e di un alveare con i quali procacciarsi i viveri necessari alla sopravvivenza. E mentre è in continuo contatto, tramite computer, con il suo fidanzato che ha deciso di avventurarsi nello spazio, la ragazza riceve l'inaspettata visita di uno straniero giunto con un pallone aerostatico e in cerca del di lei padre.
Vi era grande attesa attorno a questa nuova produzione originale di fantascienza, ma le aspettative sono purtroppo state deluse per via di una sceneggiatura lenta all'inverosimile, con una scarsità di eventi e la forzata gestione del rapporto tra i due protagonisti. Per un bignami di genere che, anche nei suoi lati più intimi e umanistici, sfigura di fronte a produzioni ben meno reclamizzate.