5 novità a maggio su Amazon Prime Video, da Green Room a The Congress

Andiamo alla scoperta dei film arrivati recentemente nel catalogo di Amazon Prime Video, da Ghiacciaio di sangue a Les amours imaginaires.

speciale 5 novità a maggio su Amazon Prime Video, da Green Room a The Congress
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Inquietanti horror dal retrogusto anni '80, raffinate opere sospese tra live-action e animazione, tesi thriller firmati da moderni maestri del genere, raffinate commedie romantiche di enfant prodige del cinema e fantasy di produzione russa. Nel nostro nuovo appuntamento dedicato ai titoli da poco disponibili nel catalogo di Amazon Prime Video parliamo in quest'occasione dell'emoglobinico Ghiacciaio di sangue, dell'ambizioso The Congress con una "doppia" Robin Wright, del folgorante Green Room di Jeremy Saulner, del delizioso secondo lavoro di Xavier Dolan Les amours imaginaires e di Dragon, adattamento per il grande schermo di un romanzo fantastico a sfondo young adult.

Ghiacciaio di sangue

Un team di ricercatori, tre uomini e una donna, si trova da mesi in un rifugio sulle Alpi svizzere per indagare sulle conseguenze del riscaldamento globale.
Durante una giornata di esplorazione Janek e un suo collega scoprono un ghiacciaio coperto da uno strano liquido rosso: gli studi della biologa portano alla conclusione che si tratti di un microorganismo di origine sconosciuta.
La notte stessa Janek si imbatte nei pressi dell'accampamento in una creatura mostruosa, per metà volpe e per metà insetto, ma conoscendo la sua dipendenza dall'alcool gli altri non credono alla sua versione dei fatti.
Per di più il giorno seguente è attesa la visita di un ministro del governo, accompagnata da un gruppo del quale fa parte anche Tanja, l'ex fidanzata di Janek.

Un horror dal sapore classico, orgoglioso delle sue derivazioni da sana serie B e dell'esasperato citazionismo, in particolar modo nei confronti de La cosa (1982). Ghiacciaio di sangue diverte e intrattiene con ingredienti non nuovi ma riproposti con una notevole attenzione per i personaggi e le atmosfere, e sfrutta al meglio il design delle creature mostruose per una volta tanto non succubi della moderna computer grafica.
Lo stile anni '80 infonde alla visione una personalità ferale che, addentrandosi anche nello splatter e in una sprezzante e sottile (auto)ironia di genere, mantiene sempre alta l'attenzione.

The Congress

La carriera di Robin Wright è sull'orlo del tramonto e quando l'attrice riceve la proposta del boss della Miramount di far scannerizzare interamente il proprio corpo, diventando di fatto la prima "interprete digitale" della cinematografia, accetta controvoglia dovendo fare inoltre i conti con una soluzione per la quale la sua persona reale svanisca per sempre dallo star system.
Vent'anni più tardi l'attrice si trova a vivere in una società radicalmente cambiata dove, tramite una nuova droga, chiunque è in grado di entrare in una realtà alternativa, e lei stessa ne finisce catturata.

Cinque anni dopo l'acclamato inno contro tutte le guerre di Valzer con Bashir (2008), il regista israeliano Ari Folman realizza un'altra opera rivoluzionaria e ambiziosa che unisce live-action e animazione e rende pienamente giustizia al romanzo di Stanislaw Lem - autore di uno dei capisaldi della fantascienza letteraria e poi filmica come Solaris (1972) - dal quale è tratta.
The Congress è una creatura imperfetta e al contempo affascinante, che vola alta nelle sue ambizioni etiche offrendo spunti di riflessioni originali e attuali sul mondo moderno, con la straordinaria doppia interpretazione di Robin Wright nei panni di se stessa, sia in carne e ossa che animata.

Green Room

Pat, Sam, Reece e Tiger formano il gruppo punk The Ain't Rights, attualmente in tour per gli States. A corto di denaro, la band accetta di suonare in un locale isolato nei pressi di una foresta, ignorando che questi sia il luogo di ritrovo di una confraternita di nazisti. Nonostante qualche provocazione da parte del gruppo, il concerto si conclude nel migliore dei modi, ma quando Sam si accorge d'aver dimenticato il telefono e torna indietro per riprenderlo, si imbatte nel cadavere di una ragazza.
I The Ain't Rights vengono così momentaneamente bloccati dagli addetti della sicurezza all'interno della struttura, mentre i proprietari decidono il da farsi attendendo gli ordini del boss Darcy, loro leader, che ritiene di dover eliminare gli scomodi testimoni per nascondere l'accaduto alle autorità.

Il terzo film di Jeremy Saulnier - dopo il folgorante Blue Ruin (2013) - è un ispirato e intenso thriller che vede tra i protagonisti anche il compianto Anton Yelchin. Ambientato quasi totalmente tra le quattro mura della stanza del titolo, Green Room raggiunge altissimi livelli di tensione emotiva e psicologica, con una sana dose di realistica violenza che inquieta in più occasioni, trasformando la lotta per la sopravvivenza in un diabolico gioco del gatto col topo nel quale niente è dato per scontato.

Les amours imaginaires

Marie e Francis sono grandi amici. Etero lei, omosessuale lui, si innamorano entrambi di Nicolas, un giovane appena arrivato dalla campagna. La loro amicizia si trasforma così in una sfida passionale senza esclusione di colpi.
Deliziosa commedia romantica che coniuga cinema classico e moderno, citazionista verso i grandi maestri (echi di Rohmer, Truffaut e Godard) ma capace di ritagliarsi una sua personalità affascinante e conturbante.

Alla sua seconda prova dietro la macchina da presa l'enfant prodige Xavier Dolan (anche co-protagonista nei panni di Francis), dopo un'opera prima già apprezzata dalla critica e dal pubblico quale J'ai tué ma mère (2009), si riconferma autore talentuoso.
Il regista canadese strizza l'occhio al pubblico con una colonna sonora in perfetta sintonia con le immagini - un marchio di fabbrica della sua intera carriera - e riempie il menage a trois di riferimenti colti e con un mood malinconico che, anche con una sana e furba malizia, appassiona lo spettatore fino ai titoli di coda.

Dragon

In un ipotetico medioevo, la popolazione di un villaggio russo è solita sacrificare delle giovani fanciulle a dei giganteschi draghi, sperando di placare la fame distruttiva delle creature.
Un giorno uno degli amanti di una delle ragazze decide di ribellarsi e recarsi all'isola dove la bestia dimora, uccidendola alla fine di un violento combattimento.
Decenni dopo la bella principessa Miroslava sta per sposarsi con Igor, il pro-nipote del dragonslayer, e il futuro marito organizza una cerimonia nella quale viene recitato l'antico canto di invocazione.
Nel bel mezzo della festa un drago fa la sua comparsa e rapisce la fanciulla, che si risveglia in una caverna e fa la conoscenza di un misterioso ragazzo con cui comunica da una fessura tra le rocce, mentre Igor e i suoi uomini si mettono sulle tracce della leggendaria isola dove la bestia dimora.

Libero adattamento di un romanzo fantasy/young-adult, Dragon inizia nel migliore dei modi ma solo il prologo e l'epilogo sono pregni di una sana epica di genere, con il lungo spezzone centrale che finisce schiavo delle moderne derive romantiche tipiche del filone, in una sorta di versione aggiornata per le nuove generazioni di un classico come La bella e la bestia.
Un romanticismo scontato e all'acqua di rose, con effetti speciali più che discreti a caratterizzare un film dalla doppia anima che con un maggior equilibrio e una profondità di sguardo a più ampio respiro avrebbe potuto garantire emozioni ben diverse.

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