5 novità a Luglio su Amazon Prime Video, da The Voices a Cogan

Andiamo alla scoperta di alcuni film arrivati recentemente su Amazon Prime Video, da Monsters: Dark Continent a Mortal Kombat - Distruzione totale.

speciale 5 novità a Luglio su Amazon Prime Video, da The Voices a Cogan
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Intensi thriller notturni, sequel di osannati monster-movie, commedie pulp fuori di testa, polizieschi hongkonghesi e improbabili adattamenti di videogiochi di culto. Nel nostro nuovo appuntamento con le ultime uscite nel catalogo filmico di Amazon Prime Video andiamo a parlare in quest'occasione del noir Cogan - Killing them softly con Brad Pitt, del seguito Monsters: Dark Continent, del folle The Voices con uno "schizzato" Ryan Reynolds, del crime orientale Confession of pain e di Mortal Kombat: Distruzione totale, secondo capitolo cinematografico tratto dal videogame made in Midway.

Cogan - Killing them softly

Due piccoli delinquenti accettano la proposta di un loro conoscente su un colpo in una bisca clandestina. La colpa del furto dovrebbe ricadere sul gestore, già reo in passato di un fatto simile. Ma le cose non vanno come dovrebbero, e sulle loro tracce si mette Jackie Cogan, un temibile killer conosciuto per uccidere le sue vittime "dolcemente"...

Il terzo film di Andrew Dominik, il secondo con Brad Pitt protagonista dopo il riuscitissimo assolo western di L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, è un noir moderno tratto da un romanzo del 1974 e aggiornato al periodo d'uscita, sotto la presidenza Obama e con la crisi economica che incombeva.
Nonostante a tratti sia troppo verboso, e con alcuni passaggi ridondanti nella parte centrale, il regista neozelandese è riuscito a catturare la torbida atmosfera degli ambienti malavitosi, con alcune scene ricche di tensione e un crescendo finale da pelle d'oca. Cast in gran forma, su tutti lo stesso Pitt, convincente e credibile nei panni dell'implacabile assassino protagonista, supportato da interpreti del calibro di Ray Liotta, James Gandolfini, Richard Jenkins, Ben Mendelsohn e Sam Shepard.

Monsters: Dark Continent

Sette anni dopo gli eventi del primo Monsters (2010) la "zona infetta" si è diffusa a macchia d'olio in tutto il pianeta, concentrandosi soprattutto nei territori del Medio Oriente, già gravati da un'insurrezione di massa dei popoli arabi. La storia segue le vicende di due soldati, un veterano e una giovane recluta, che insieme ai loro compagni dovranno effettuare una missione di soccorso proprio nel bel mezzo della zona in cui proliferano sia i terroristi che le enormi creature.

Il regista Tom Green, subentrato in corsa, ha cercato con questo sequel di continuare il percorso di intenti sociali del primo film, sbagliando però i toni e i modi. L'attenzione alla questione mediorientale è raccontata attraverso le banalità tipiche dei war-movie più scontati, con un uso copioso della violenza, psicologica e fisica, e risvolti spesso forzati. Le sequenze più suggestive dal punto di vista visivo/spettacolare, coadiuvate da buoni effetti speciali, rimangono ovviamente quelle con protagonisti i mostri, più umani forse degli uomini stessi.

The Voices

Jerry, impiegato in una fabbrica di consegne, soffre fin dalla nascita di disturbi mentali che lo portano a parlare con i suoi animali domestici, il cane Bosco e il gatto Mr. Whiskers. Quando il protagonista, che da alcune settimane non assume le medicine prescrittegli dalla sua terapeuta, la dottoressa Warren, conosce le dipendenti della sezione contabilità, si innamora della bella Fiona, ma la ragazza non sembra attratta da lui e una sera, dopo un incidente in macchina, le cose finiscono in tragedia.

Un film crudo e divertente che dosa con perspicacia il suo mix di generi, passando anche in una stessa scena dall'horror psicologico alla commedia nera, con scelte stilistiche particolari e un Ryan Reynolds totalmente dentro al personaggio. Marjane Satrapi, regista di Persepolis (2007), firma un'altra opera originale e spiazzante.

Confession of pain

Ching e Bong sono due poliziotti, amici fraterni. Il secondo ha lasciato il distretto dopo la scomparsa della moglie, suicida, ed è diventato un detective privato. Anni dopo, quando il suocero di Ching viene trovato misteriosamente ucciso, la figlia chiede aiuto proprio a Bong per indagare sull'accaduto. E un lontano segreto del passato sarà prossimo a venire alla luce.

Nessun patto con il diavolo questa volta per Andrew Lau, che incapperà in problemi quanto mai terreni e poco infernali. Confession of pain non raggiunge neanche lontanamente il fascino della trilogia di Infernal Affairs, da cui Scorsese ha tratto The Departed - Il bene e il male, e si rivela un polpettone confuso e poco avvincente, nonostante le buone interpretazioni di star del calibro di Tony Leung, Takeshi Kaneshiro e Shu Qi. Manca il ritmo, latita la tensione, il colpo di scena è rivelato troppo presto e nega al finale il giusto pathos. Non tutto è da bocciare, rimangono infatti una bella atmosfera notturna e alcune avvincenti scene tra il noir e l'action, ma da un regista e un cast di tale livello ci si attendeva certamente qualcosa in più.

Mortal Kombat - Distruzione totale

Dopo gli eventi del primo film troviamo i nostri eroi (Liu Kang, Kitana, Sonya Blade, Johnny Cage e Raiden) alle prese con Shao Kahn, re dell'Outworld, che contravvenendo alle regole del torneo intende conquistare la Terra nell'arco di sei giorni. Dopo la crudele uccisione di Johnny Cage, Raiden e gli altri sopravvissuti fuggono per cercare di riorganizzarsi e trovare un modo di sconfiggere il crudele tiranno.

Scult nel senso più assoluto del termine, Mortal Kombat - Distruzione totale si appoggia a una sceneggiatura inverosimile (che gioca per eccesso, inserendo personaggi su personaggi presi direttamente dal videogame) e a effetti speciali inguardabili (lo scontro in stile kaiju-eiga su tutti). Una messa in scena oltre il trash che fa rivalutare anche il mediocre primo capitolo diretto da Paul W.S. Anderson.

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