5 novità a Luglio 2021 su Netflix, da Prime Time a The 8th Night

Andiamo alla scoperta di alcuni film arrivati nelle ultime settimane nel catalogo Netflix, da La guerra dei mondi a Lo specialista.

5 novità a Luglio 2021 su Netflix, da Prime Time a The 8th Night
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Un mix tra moderno e passato nel nostro nuovo appuntamento con i titoli usciti da pochi giorni nel catalogo Netflix, che si arricchisce di film provenienti sia da recenti festival che dalla cinematografia degli ultimi trent'anni e da lidi esotici.
In quest'occasione vi parliamo di due (s)cult action, seppur di diversa caratura. Il primo è Lo specialista, operazione pirotecnica con le allora sexy-star Sylvester Stallone e Sharon Stone, mentre il secondo è un b-movie in piena regola come Sfida tra i ghiacci, diretto e interpretato dal granitico Steven Seagal.
Ci troviamo avanti di qualche anno con lo spettacolare remake de La guerra dei mondi firmato da Steven Spielberg, con protagonisti Tom Cruise e una piccola, ma straordinaria, Dakota Fanning.
Concludiamo infine con due recenti aggiunte, in esclusiva assoluta come original, quali il teso thriller polacco Prime Time e l'horror demoniaco di produzione coreana The 8th Night.

Lo specialista

Nel 1984 nella giungla di Bogotà, in Colombia, il capitano Ray Quick e il colonnello Ned Trent si trovano per tendere un attentato esplosivo a un trafficante di droga: l'ordigno è programmato per esplodere al passaggio del criminale su un ponte. Ma nella macchina dell'obiettivo predestinato vi è anche una bambina e Ray vorrebbe abortire la missione, trovando il netto rifiuto da parte del compagno. La deflagrazione avviene ma l'evento causerà per sempre un reciproco astio tra i due ufficiali, con Ray che denuncia Ned causandone l'espulsione dalla CIA.

Diretto dal regista peruviano Luis Llosa, Lo specialista mette insieme per la prima e unica volta due star/sex-symbol del calibro di Sylvester Stallone e Sharon Stone, ma finisce per sprecare il carisma di entrambi in un action-movie concettualmente mediocre, la cui scombinata sceneggiatura si rivela proprio l'elemento più debole.
Personaggi senz'anima all'interno di un racconto che vive su forzature e assurdità in serie, tra tradimenti, doppi giochi e tante, tante esplosioni, che avvengono per la pressoché totalità grazie all'"ingegno" del protagonista, un esperto dinamitardo riciclatosi come killer freelance.
Villain di cartapesta, dinamiche action gratuite nella loro ricerca di uno spettacolo roboante a tutti i costi, un'ironia mal calibrata tra battute a effetto, improbabili esecuzioni e un torrido, quanto spento, sussulto erotico tra le due figure principali fanno delle quasi due ore di visione un insieme improbabile ed eccessivamente gratuito.

La guerra dei mondi

Ray Ferrier è un lavoratore portuale che vive in un piccolo quartiere del New Jersey. Divorziato dalla moglie, riceve in custodia per il fine settimana i suoi due figli: la piccola Rachel e l'adolescente ribelle Robbie, con il quale non ha un buon rapporto.
Improvvisamente in cielo comincia a formarsi una strana nube mai vista prima, dalla quale ben presto viene scagliata un'impressionante serie di fulmini che manda in blackout qualsiasi apparecchio elettronico, macchine incluse. Raggiunto il centro città per controllare la situazione, Ray si imbatte in un misterioso cratere dal quale esce un gigantesco congegno tentacolare, che comincia a spargere il terrore uccidendo decine di persone con dei raggi laser. Scampato miracolosamente alla carneficina, Ray riesce a trovare una vettura funzionante e fugge con i suoi figli, mentre intorno a lui si scatenano panico e distruzione.

Con un comparto tecnico di prima grandezza, una regia curata nel dettaglio ed effetti speciali da far strabuzzare gli occhi - mano di Spielberg d'altronde - La guerra dei mondi avrebbe potuto essere un titolo epocale. Purtroppo però una certa leggerezza in fase di scrittura ha trasformato la narrazione in un confuso gioco del gatto col topo che sfiora in più passaggi i confini dell'improbabile, affidandosi sin troppo sulle preparate spalle di Tom Cruise e quelle più esili ma già solide della piccola Dakota Fanning.

Prime Time

Polonia, 1999, vigilia di Capodanno. Il giovane Sebastian ha intenzione di salire alla ribalta dell'opinione pubblica per portare avanti un ideale, quello di leggere in diretta televisiva e far sapere agli spettatori di tutto il Paese il contenuto di un suo personale messaggio, che intende diffondere a più persone possibili per far conoscere la sua non semplice storia passata.
Decide perciò di irrompere con la forza in un'emittente televisiva che in quel momento sta trasmettendo uno show di vincite telefoniche, sequestrando uno degli agenti di sicurezza e la conduttrice. Il loro destino ora è in mano dell'audience e delle scelte che i piani alti dell'emittente decideranno di prendere, mentre negoziatori della polizia e forze speciali tentano in ogni modo di dissuadere il neo-criminale dal suo scopo. Sarà una lunga notte per tutti.

Prime Time trova ragione di esistere e di essere mostrato sullo schermo grazie alla magistrale interpretazione dell'attore polacco Bartosz Bielenia che, nonostante la giovane età, è interprete maturo e consapevole e salva il film da evidenti errori di sceneggiatura e regia. Il senso di attesa e la tensione sono spesso messe in dubbio da momenti sottotono e solo il protagonista regge i fili di una storia non sempre precisa.

The 8th Night

Due milioni e mezzo di anni fa Buddha pose fine a una sanguinosa guerra combattuta tra entità benevole e malvagie, e alla fine riuscì a rinchiudere il cosiddetto occhio rosso - causa del Male - e a nasconderlo nelle profondità del deserto.
Qualora il rosso e il nero si trovassero nuovamente fianco a fianco, l'inferno si scatenerebbe sulla Terra e il ritrovamento da parte di un archeologo sembra poter portare a questa tragica eventualità. Questi riesce a risvegliare quell'arcano e crudele potere, che inizia a diffondersi tra la popolazione trasformando ignari cittadini in una specie di potentissimi zombie pronti a uccidere. Mentre le indagini della polizia brancolano nel buio, un giovane monaco buddista segue l'ordine dell'anziano maestro e si mette sulle tracce di un suo ex allievo per eliminare la minaccia.

L'ansia e la fretta con cui il regista e sceneggiatore coreano Kim Tae-Hyung vuole arrivare alla fine di una storia che procede velocissima senza un attimo di tregua sono palpabili. Due ore sono troppo poche per raccontare una vicenda dove gli eventi si susseguono in serie, macinando thriller, horror e antiche leggende legate al diavolo in maniera confusa e imprecisa.
Protagonisti come detto del tutto anonimi, il frenetico montaggio dovuto a quanto scritto sopra e una resa dei conti forzata da vari colpi di scena completano un quadro mediocre, in cui solo l'impatto estetico/visivo raggiunge una risicata sufficienza.

Sfida tra i ghiacci

Michael Jennings, CEO della compagnia petrolifera Aegis operativa in Alaska, è un uomo senza scrupoli che non esita a mettere a rischio la sicurezza ambientale e l'incolumità delle popolazioni native del luogo. Per gestire al meglio la situazione ha assunto l'esperto Forrest Taft, specialista del settore con molti anni di esperienza.
Dopo il licenziamento di Hugh Palmer, un suo vecchio amico che aveva denunciato dei problemi alle apparecchiature con possibilità di un ingente inquinamento climatico, Taft inizia a indagare scoprendo gli illeciti commessi da Jennings, incurante delle conseguenze che questi potrebbero comportare verso la natura e le tribù che vivono in quel luogo incontaminato. Taft decide di ribellarsi e di unirsi alla lotta della popolazione Inuit.

Steven Seagal dietro e davanti la macchina da presa firma un'operazione dall'imprinting ambientalista da lui fortemente voluta in quanto attivista. Un film che ha tutti i limiti stilistici di un b-movie d'esordio, ma il fascino del paesaggio, un'azione avventurosa e pirotecnica (che ha ben sfruttato i 50 milioni di budget) e un paio di star co-protagoniste come Michael Caine e Joan Chen lo rendono assai più gustoso del previsto.