5 novità a dicembre su Prime Video, da High Life a Victoria

Andiamo alla scoperta dei migliori film arrivati recentemente nel catalogo di Amazon Prime Video, da The Promise a Un lungo viaggio nella notte.

speciale 5 novità a dicembre su Prime Video, da High Life a Victoria
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Avvincenti revenge-movie in salsa maori, spettacolari kolossal fantasy, visionarie opere sci-fi, magistrali drammi orientali e incredibili film one-shot. Nel nostro nuovo appuntamento dedicato ai titoli da poco disponibili nel catalogo di Amazon Prime Video parliamo dell'esotico action The Dead Lands, dell'avventuroso The Promise, del fantascientifico High Life con Robert Pattinson, del magnifico Un lungo viaggio nella notte e di Victoria, girato in un solo piano sequenza lungo oltre due ore.

The Dead Lands

Hongi, figlio di un capo-maori, ha solo sedici anni quando la sua tribù viene sterminata in seguito al bieco tradimento da parte di una banda nemica. Il ragazzo si trova così a vagare per le misteriose terre selvagge, luogo considerato maledetto dalle leggende locali, alla ricerca degli assassini e si imbatte in un misterioso e feroce guerriero. Questi decide di addestrare il ragazzo all'arte della guerra affinché possa ottenere vendetta.

Co-produzione tra Regno Unito e Nuova Zelanda, The Dead Lands - La vendetta del guerriero ha la particolarità di declinare il classico topos del revenge-action movie in un ambiente esotico e culturale raramente indagato prima dal genere.
Proprio nei suoi variopinti caratteri folkloristici, con tanto di danze haka di guerra (che riportano alla mente quelle sportive degli All-Blacks) a precedere alcuni dei numerosi scontri ad arma bianca, il film trova un'energica personalità.
Splendidi paesaggi, rimandi spirituali e una gustosa, ma non gratuita, dose di violenza rendono la visione avvincente al punto giusto e portano una ventata di originalità nella messa in scena al filone, per un'esperienza peculiare dalla quale farsi affascinare e trascinare senza limiti.

The Promise

Qingcheng, una bambina orfana in tempi di guerra, sopravvive derubando provviste dal corpo dei cadaveri. Un giorno la piccola si imbatte nella dea Manshen, che la mette di fronte a una scelta: potrà diventare una bellissima principessa adulata da ogni uomo, ma non potrà mai innamorarsi senza sacrificare la vita dell'amato, a meno che non accada l'impossibile, ovvero che la neve cada in primavera e i morti tornino in vita.

Chen Kaige, storico regista cinese autore di capolavori come Addio mia concubina (1993), firma un fantasy visionario e spettacolare, tecnicamente incostante ma capace di regalare vibranti slanci emozionali.
Un folle e ispirato percorso d'astrazione dalla realtà, che spinge a immergersi in atmosfere epiche e leggendarie, impreziosite da un suggestivo comparto visivo che, salvo rare imperfezioni, si offre magnificamente quale palcoscenico del tormentato e tragico destino dei protagonisti.

High Life

Una nave spaziale è alla deriva oltre il sistema solare. Monte e la figlia, Willow, vivono insieme a bordo del veicolo in completo isolamento dopo essere sopravvissuti a una spedizione di detenuti condannati all'ergastolo verso un buco nero. Immersi nel vuoto affrontano insieme il loro avvenire cercando di sopravvivere in una dimensione dove il tempo e lo spazio cessano di esistere.

Uno straordinario Robert Pattinson, nell'ennesima grande performance della carriera recente, è al centro di un film pregno di un'atmosfera strisciante e pulsante di emozioni trattenute, pronte a deflagrare in scene chiave di cieca violenza.
Claire Denis si cimenta con la fantascienza per raccontare altro, mettendo in scena un'affascinante e tetra fiera degli orrori per riflettere su temi contemporanei. Tra rimandi a classici più o meno recenti del filone come Interstellar (2014) e Solaris (1972), il film sa come e dove colpire, prendendosi i propri tempi per trascinare lo spettatore in uno psicologico viaggio all'inferno dove l'umanità può e deve ancora esistere, nonostante tutto.

Un lungo viaggio nella notte

Il vero e proprio capolavoro che ha visto la luce delle sale nell'estate di quest'anno, quando andare al cinema sembrava ancora possibile. Il film racconta il ritorno di Luo Hongwu a Kaili, la città natale dalla quale era fuggito molti anni prima: il funerale del padre è anche la triste occasione per ricordare la morte di un vecchio amico, Wildcat, e mettersi sulle tracce di un antico amore perduto, Wan Qiwen, che ancora oggi continua a perseguitarlo.

Un dramma noir spiazzante, melanconico e visionario, messo in scena dal regista Gan Bi con uno stile affascinante e catalizzante, memore della lezione di Wong Kar-wai ma assolutamente personalissimo nella sua idea di un cinema senza compromessi, tra estasianti piano-sequenza e raffinati trucchi di camera, al fine di ripercorrere con un tocco dolce e amaro una love-story tra passato e presente, su quel che poteva e non è stato, sulla poesia dell'essere e sulla caducità del tutto.
Un lungo viaggio nella notte, titolo italiano che ben si adatta allo svolgimento della narrazione, è un continuo piacere per gli occhi e per lo spirito, capace di riconciliare con il lato artistico del cinema senza mai risultare petulante o retorico, ma anzi dannatamente sincero nell'affrontare la sfera dei sentimenti con uno sguardo così personale e atipico, che rifugge da ogni castrante definizione.

Victoria

Victoria, una ragazza spagnola trasferitasi da qualche mese a Berlino, dopo una serata passata in discoteca conosce quattro coetanei del posto, i quali si offrono di mostrarle il vero volto della città.
Tutto sembra procedere per il meglio almeno fino a quando uno dei ragazzi, un duro dal cuore d'oro, scopre di dover ripagare da lì a brevissimo tempo un vecchio debito d'onore, risalente al periodo in cui era dietro le sbarre. Victoria finirà così coinvolta nella preparazione di una rapina alla banca, da compiere allo scoccare dell'alba.

Girato in un unico piano-sequenza di oltre due ore, nel film di Sebastian Schipper niente è quello che sembra e dopo le ansie iniziali le atmosfere pseudo-romantiche lasciano spazio a un un magistrale crescendo tensivo, che deflagra in una crudezza emotiva che non concede un attimo di respiro.
Un'opera magnifica nel suo attaccamento sincero e viscerale alla vicenda e ai personaggi, interpretati con la giusta e febbrile intensità dall'ottimo cast (il risultato definitivo è quello ottenuto al terzo e ultimo tentativo rimasto) la cui richiesta improvvisazione ha donato alla storia quella dose di credibile naturalezza, necessaria alla riuscita della complessa operazione.

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