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5 novità a dicembre su Netflix, da The Irishman a Seven Sisters

Andiamo alla scoperta di alcuni film arrivati nelle ultime settimane nel catalogo Netflix, da 47 metri a Kung Fu Jungle.

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Esaltanti film di arti marziali, inquietanti futuri distopici, moderni capolavori del cinema gangsteristico, avvincenti action/sci-fi e tensivi survival movie. Nel nostro nuovo appuntamento dedicato agli ultimi arrivi nel catalogo di Netflix la varietà non manca di certo: in quest'occasione puntiamo lo sguardo su Kung Fu Jungle, con Donnie Yen che sfida vecchie e nuove glorie del cinema di genere hongkonghese, sul fantascientifico Seven Sisters (con Noomi Rapace nella multipla parte di sette sorelle), sull'attesissimo The Irishman firmato da Martin Scorsese e con protagonisti Al Pacino, Robert De Niro e Joe Pesci, sull'adrenalinico Lockout in cui Guy Pearce è degno erede di Jena Plissken e sul sorprendente drama - horror acquatico 47 metri, inaspettata e intensa incursione nel filone degli shark movie.

Kung Fu Jungle

Fung Yu-sau è un esperto di arti marziali che, dopo la scomparsa della moglie, decide di affrontare ed eliminare tutti i più grandi campioni di kung-fu per dimostrare di essere il migliore. L'unico a poter affrontare il temibile serial killer sembra essere Hahou Mo, un ex istruttore della disciplina che si trova in galera da tre anni per aver ucciso un suo rivale durante un combattimento. La detective della polizia a capo delle indagini decide di concedere al prigioniero un periodo di libertà vigilata affinché questi possa darle una mano a risolvere il caso.

Nonostante una sceneggiatura derivativa e ricca di forzature, Kung Fu Jungle può contare su una componente action solida ed efficace, con un mix di diversi stili di combattimento ottimamente eseguiti dalla star Donnie Yen e dalla nemesi Qang Baoqiang. Il film dello specialista Teddy Chan si rivolge ai fan di vecchia scuola del genere che, oltre alla bellezza delle coreografie, potranno scovare in più occasioni camei di volti che hanno fatto la storia del cinema di Hong Kong.

Seven Sisters

In un prossimo futuro le forze governative obbligano le famiglie ad avere solo un figlio, al fine di arginare il fenomeno della sovrappopolazione. Una legge che colpisce sette sorelle gemelle, costrette a vivere come fossero una persona sola per evitare di essere scoperte, alternando la loro presenza nel mondo esterno. Questo fino a quando una di loro non scompare nel nulla e le altre decidono di mettersi alla sua ricerca...

Tour de force per Noomi Rapace, qui alle prese con ben sette personaggi (uguali solo fisicamente) in questo thriller distopico che regala tensione e colpi di scena in serie. Dirige il norvegese Tommy Wirkola, autore del cult Dead Snow (2009), il quale cerca di rimasticare un immaginario distopico visto in tanti classici a tema per raccontare sprazzi della società odierna, dove tutti siamo controllati e spiati.
Il risultato, pur non senza qualche sbavatura, offre un gradevole intrattenimento di genere che si affida soprattutto alla performance della sua "multipla" protagonista, tra parrucche e look sempre originali per differenziare i suoi numerosi alter-ego.

The Irishman

The Irishman è un'epica saga criminale nell'America del dopoguerra raccontata attraverso gli occhi del veterano della Seconda Guerra Mondiale Frank Sheeran, un imbroglione e sicario che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più famose del ventesimo secolo.
Attraversando decenni, il film racconta uno dei più grandi misteri irrisolti della storia americana, la scomparsa del leggendario boss sindacale Jimmy Hoffa, e offre un viaggio monumentale attraverso i corridoi nascosti del crimine organizzato: i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica.

Martin Scorsese sbarca su Netflix con un capolavoro del cinema moderno, un film fiume (della durata di tre ore e mezza) nel quale ripercorre con la solita maestria tutti i topoi del suo cinema gangsteristico attraverso le magnifiche performance dei suoi protagonisti, da Al Pacino e Robert De Niro fino a Joe Pesci, Harvey Keitel e tanti altri iconici volti del genere in ruoli più o meno secondari.
Se gli effetti digitali che ringiovaniscono gli attori creano sensazioni a volte stranianti, con le movenze di corpi d'età avanzata alle prese con gesta da "giovani", il resto della messa in scena e relativa narrazione rimane su livelli altissimi dall'inizio alla fine della visione.

Lockout

2079, Washington. Snow, agente della CIA, viene arrestato per l'omicidio dell'agente sotto copertura Frank Amstrong. Snow è in realtà innocente nonché amico della vittima, che prima di morire gli ha consegnato una preziosa valigetta contenente segreti governativi che avrebbero messo nei guai un traditore all'interno dell'organizzazione. Ma il direttore dei servizi segreti Scott Langral lo ritiene colpevole e lo condanna a trent'anni di stasi sulla stazione orbitante MS One, un enorme carcere planetario.
Sulla struttura si trova Emilie Warnock, la figlia del presidente degli Stati Uniti, in missione per conto di organizzazioni umanitarie. Sulla stazione qualcosa va storto e i carcerati ne prendono il controllo. L'unica speranza del Presidente per salvare la figlia, ora in ostaggio, risiede proprio in Snow: l'uomo accetta l'incarico, nella speranza inoltre di trovare delle prove che lo scagionino dall'accusa di omicidio...

Un ottimo cast capitanato da Guy Pearce, un personaggio e una trama sci-fi citazionista (1997: Fuga da New York e Jena Plissken sono i rimandi più evidenti) e improntata all'azione, rendono Lockout un guilty pleasure per tutti gli amanti del genere. Effetti speciali di discreto livello e una storia scontata ma in grado di appassionare, uniti a solide dinamiche action, ne fanno un perfetto e accattivante esponente del filone.

47 metri

Le sorelle Lisa e Kate sono in vacanza in Messico. In una serata di festa le giovani conoscono due coetanei del luogo che le propongono di partecipare il giorno successivo a un'escursione marina alla ricerca di squali. Il viaggio ha luogo a bordo di un'antiquata imbarcazione di proprietà dell'esperto capitano Taylor, sulla quale avrà anche luogo un'immersione a cinque metri di profondità all'interno di una gabbia di metallo per poter osservare da vicino i pescecani.
Quando viene il turno delle consanguinee tutto sembra inizialmente procedere per il meglio, ma dopo alcuni minuti il cavo di metallo che regge la struttura si rompe e le due finiscono per trovarsi sul fondale marino a quasi cinquanta metri di profondità, con l'impossibilità di uscire per il pericolo degli assalti dei predatori marini e la quantità di ossigeno che diminuisce progressivamente con lo scorrere dei minuti.

Ambientato per maggior parte del minutaggio sui fondali oceanici, 47 metri trova una chiave di lettura più convincente del solito per raccontarci l'ennesima storia avente come "nemesi" dei feroci squali. Con un forte impatto claustrofobico, dato dalla gabbia di metallo contenente le due protagoniste. e una corsa contro il tempo esasperata dalle limitate scorte di ossigeno, i novanta minuti di visione offrono una carica tensiva e drammatica a tratti destabilizzante, resa ancor più emozionante grazie alle ottime interpretazioni di Mandy Moore e Claire Holt.