5 novità su Amazon Prime Video, da Hugo Cabret a Sweet Virginia

Andiamo alla scoperta di alcuni film arrivati negli ultimi giorni su Amazon Prime Video, da Elephant White a Vicolo cieco.

speciale 5 novità su Amazon Prime Video, da Hugo Cabret a Sweet Virginia
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Da classici fantastici pensati per un pubblico cinefilo raffinato, che omaggiano con passione le origini stesse della Settima Arte, a produzioni di genere, più o meno solide, uscite negli ultimi anni: in quest'appuntamento dedicato alle novità disponibili nel catalogo di Amazon Prime Video ci troviamo a parlare di pellicole assai diverse tra loro.
Il titolo di maggior peso arrivato negli ultimi giorni è sicuramente Hugo Cabret, ispirato adattamento del romanzo di Brian Selznick firmato dal maestro Martin Scorsese. Gli altri quattro film che vanno a completare la consueta cinquina settimanale sono il moderno noir Vicolo cieco, con Patrick Wilson e una splendida Jessica Biel, il solido e amaro thriller Sweet Virginia, l'action di ambientazione thailandese Elephant White (con Djimon Hounsou e Kevin Bacon) e Shark Lake, b/z-movie nel quale il granitico Dolph Lundgren deve vedersela con un famelico squalo.

Sweet Virginia

Tre uomini (Lou, Tom e Mitchel) si trovano in un bar di proprietà di uno di loro, intenti a bere birra e giocare a poker. All'improvviso, con il locale già chiuso, un individuo sconosciuto pretende che gli venga servito il piatto del giorno. Dopo aver ricevuto un netto rifiuto ed essere stato cacciato, il cliente fa ritorno nel locale con una pistola e uccide a sangue freddo gli occupanti.
La moglie di Tom, Bernadette, rimane sconvolta dalla morte del marito, nonostante i due non avessero rapporti intimi da anni e lei frequenti da diverso tempo Sam, amico del deceduto nonché gestore del piccolo motel cittadino. La coppia di amanti, a maggior ragione dopo la tragedia, cerca di tenere nascosta a tutti la loro relazione, mentre le indagini sull'orrendo crimine ancora brancolano nel buio.

Lia, la giovane vedova di Mitchel, risulta presto essere direttamente coinvolta nel delitto, essendone la mandante: il suo scopo però era solo quello di eliminare il compagno per intascarne l'eredità, salvo poi scoprire che questi era in bancarotta ed essere così impossibilitata a saldare i conti con il killer assoldato per il compito.
Quest'ultimo ha preso alloggio proprio nell'albergo di proprietà di Sam e instaura con l'uomo, ignaro di tutto, una sorta di rapporto amichevole. Intenso action/thriller ambientato in un'America periferica, perfetto teatro per una vicenda di segreti e bugie destinata a deflagrare nella più cieca violenza. La suggestiva e tetra ambientazione, un ritmo lento ma dalla tensione crescente e l'ottimo cast capitanato da Jon Bernthal rendono la visione di notevole interesse per gli appassionati del genere.

Vicolo cieco

Walter Stackhouse è un ricco architetto che cova aspirazioni da scrittore, i suoi approcci nello scrivere un romanzo poliziesco però cadono sempre nel vuoto per mancanza d'ispirazione. L'uomo è sposato da quattro anni con la bella Clara, una donna ossessionata dalle continue interferenze della madre e preda di violente crisi depressive che rischiano di mandare all'aria quello che, almeno agli occhi dei conoscenti, appare come un matrimonio perfetto.
Quando Walter conosce la bionda Ellie, cantante in locali notturni con la quale scatta subito un inaspettato feeling, rischia di incrinare ulteriormente il legame coniugale. Nel frattempo il protagonista, sempre alla ricerca di nuove fonti per dare una decisiva svolta al suo libro, legge sul giornale locale del brutale omicidio di una donna, moglie del libraio Marty Kimmel, per il quale non è ancora stato catturato un colpevole e le indagini brancolano nel buio.

Walter rimane suo malgrado coinvolto nel caso e l'ostinazione e i sospetti del coriaceo detective Corby rischiano di far crollare la vita da sogno che si era costruito. Un noir moderno che pecca di eccessi stilistici, soprattutto negli spinti cromatismi, per tentare di nascondere le falle di una sceneggiatura che, minuto dopo minuto, percorre strade sempre più forzate e improbabili fino all'assurdo finale.
La messa in scena e il buon cast, con Patrick Wilson, Eddie Marsan e le bellezze complementari di Jessica Biel e Haley Bennett, evitano il completo tracollo.

Shark Lake

Il trafficante di animali rari Clint Gray, colto in flagrante durante l'attività criminale, viene condannato a una reclusione di cinque anni. La figlia piccola dell'uomo è stata affidata alla poliziotta Meredith Hernandez, ora timorosa dell'imminente scarcerazione del padre della bambina, a cui ormai si è affezionata.
La bella agente ha però altri grattacapi a cui pensare: un pescatore è stato ritrovato orribilmente mutilato sulla riva del vicino lago, e le analisi dell'oceanografo Peter Mayes confermano che la vittima è stata uccisa da uno squalo.
Squalo che era stato liberato involontariamente proprio da Gray durante l'inseguimento che portò al suo passato arresto. Ora l'ex trafficante, deciso a costruirsi una nuova vita per riabbracciare la figlia, è costretto da un gangster a recuperare il terribile predatore.

Dolph Lundgren affronta uno squalo di dimensioni assai più ridotte di quello con cui ha avuto che fare di recente il collega Jason Statham in Shark - Il primo squalo (2018) ma comunque assai pericoloso, in questa produzione di serie b/z che si prende troppo seriamente, evitando quell'animo trash che avrebbe potuto garantirgli almeno l'etichetta di scult moderno.

Hugo Cabret

Parigi, inizio anni '30. Il dodicenne Hugo vive nella stazione di Montparnasse dove, all'insaputa di tutti, ha sostituito lo zio nel ruolo di tecnico orologiaio. Il suo vero scopo, però, è quello di aggiustare un automa al quale aveva iniziato a lavorare insieme al padre, orologiaio di professione, morto durante un incendio.
Hugo, pur di sistemarlo, ruba dei pezzi dal negozio dell'anziano giocattolaio della stazione ma viene colto in flagrante e costretto a lavorare per riparare al suo danno. L'incontro con il burbero giocattolaio e la sua figlia adottiva lo risucchierà in una magica e misteriosa avventura che cambierà per sempre la sua vita!

Martin Scorsese adatta il romanzo del 2007 di Brian Selznick per rendere un malinconico omaggio alla magia del cinema che fu, aggiornandolo con rispetto e ispirazione al contemporaneo mondo dei blockbuster per famiglie. Un film che trasuda eleganza e stile da ogni sequenza, riuscendo a ibridare alla magnifica messa in scena un substrato emotivo che è al contempo percorso di formazione e iconico viaggio alla riscoperta della Settima Arte, con tanto di Georges Meliès interpretato da un magnifico Ben Kingsley. Per un viaggio tra sogno e realtà che è una vera e propria dichiarazione d'amore al pubblico cinefilo.

Elephant White

Curtie Church è un killer professionista di altissimo profilo che in Thailandia si trova a essere pagato per decimare una gang criminale che opera nel circuito della prostituzione minorile. A ingaggiarlo un padre disperato per una figlia finita tra le mani della gang in questione, drogata e costretta a prostituirsi.
Church con l'aiuto di Jimmy l'inglese (un intrallazzatore locale che commercia in armi e informazioni), si armerà di tutto punto e comincerà a seminar cadaveri nella gang. Mentre è impegnato in una delle sue incursioni, proprio Church incontra Mae, una graziosa ragazzina che diventerà per lui una sorta di coscienza, gli starà vicino nei momenti più difficili e gli mostrerà che esiste una strada per la redenzione anche per chi come lui toglie la vita per mestiere.

Prachya Pinkaew, regista thailandese noto per i cult marziali Ong-Bak - Nato per combattere (2003) e Chocolate (2008), esordisce in una produzione hollywoodiana comunque ambientata nel suo Paese natale. Un action thriller che tratta lo scomodo argomento della prostituzione minorile in un contesto di genere, con tanto di atmosfere sovrannaturali che guardano al folklore locale nella ricerca di giustizia da parte del protagonista interpretato da Djimon Hounsou, accompagnato da un'altra guest star del calibro di Kevin Bacon.
Ci troviamo davanti a un'operazione che non racconta nulla di realmente nuovo ma svolge il suo compitino di pura serie b con relativa scorrevolezza.

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