5 novità ad agosto su Amazon Prime Video, da Upgrade a Freaks

Andiamo alla scoperta dei migliori film arrivati recentemente nel catalogo di Amazon Prime Video, da Film Bianco a J'ai tué ma mère.

speciale 5 novità ad agosto su Amazon Prime Video, da Upgrade a Freaks
Articolo a cura di

Avvincenti revenge-movie in salsa sci-fi, raffinate opere prime di ex enfant-prodige, drammi familiari tra fantascienza e horror, grandi classici del cinema d'autore e strazianti catarsi firmate da affermati maestri. Nel nostro nuovo appuntamento dedicato ai titoli da poco disponibili nel catalogo di Amazon Prime Video parliamo dell'esaltante e brutale Upgrade di Leigh Whannell, dell'esordio dietro la macchina da presa di Xavier Dolan ossia J'ai tué ma mère, del sorprendente Freaks, del secondo tassello della trilogia dei colori di Krzysztof Kieslowski ovvero Film Bianco e di Ritorno alla vita, cupo dramma sul senso di colpa diretto da Wim Wenders.

Upgrade

Grey Trace vive con l'amata moglie Asha, in un futuro dove ogni cosa è controllata dalla tecnologia.
L'uomo è un meccanico che cura auto d'epoca per clienti privati e il suo ultimo incarico è per il ricco e giovane magnate Eron Keen, intenzionato a sviluppare un innovativo microchip dalle potenzialità illimitate.
Una sera Grey e Asha rimangono vittime di un'aggressione, con l'uomo gravemente ferito e la moglie uccisa a sangue freddo. Il protagonista, tetraplegico e distrutto nell'animo, grazie all'intervento di Keen sembra avere ancora speranze di tornare a una vita normale.

Tra revenge-movie e body-horror, il film di Leigh Whannell è un titolo consapevole dei propri mezzi e della propria appartenenza al genere, con una violenza nuda e cruda che si fa strada in un futuro ben caratterizzato dal punto di vista visivo.
Un'operazione abile nell'aggiornare il filone della vendetta alle nuove tecnologie, qui per gran parte dirette evoluzioni di quelle contemporanee. E con un ottimo Logan Marshall-Green nel ruolo principale.

J'ai tué ma mère

Hubert ha sedici anni e vive con la madre, dopo che il padre li ha abbandonati quando lui era ancora un bambino. Ma i rapporti tra la donna e il figlio sono sempre più tesi, e la loro vita insieme si trasforma, giorno dopo giorno, in un campo di battaglia.

Aveva esordito come attore già a cinque anni in una serie televisiva, ma il ruolo che gli ha dato visibilità è stato quello nel cult horror Martyrs (2008).
A vent'anni Xavier Dolan, vero e proprio enfant prodige ormai apprezzato e osannato dalla critica e anche dal pubblico cinefilo, esordisce dietro la macchina da presa, affidandosi la parte di co-protagonista.
J'ai tué ma mère, con qualche ingenuità perdonabile in un'opera prima, prepara la strada ai titoli futuri, dimostrando tutta la sua versatilità anche in fase di sceneggiatura, dalla quale escono personaggi ottimamente caratterizzati e una storia tanto "piccola" e intima quanto stracolma di significati.
Dolan dimostra di saper utilizzare alla perfezione la componente sonora, con canzoni rock-pop d'atmosfera che si ibridano magnificamente all'intensità delle scene madri.

Freaks

Chloe, una bambina di sette anni, vive reclusa in casa fin dal giorno in cui è nata.
Il padre, rimasto vedovo, fa di tutto per evitare che la figlia entri in contatto con il mondo esterno, sbarrando porte e finestre come in una sorta di moderno bunker.
La piccola è stanca di trascorrere la sua intera esistenza tra le quattro mura domestiche e vuole a ogni costo comprare un gelato dal misterioso Mr. Snowcone, un venditore itinerante che col suo furgoncino sosta spesso vicino casa.
Il genitore sostiene che le precauzioni da lui prese siano esclusivamente per la protezione di Chloe, la quale nel frattempo è sempre più spesso vittima di inquietanti allucinazioni riguardanti la madre o delle coetanee che abitano nel vicinato.

Uno sci-fi con le idee chiare che, dopo un inizio parzialmente intimista e dai toni mystery, inanella una serie di rivelazioni e colpi di scena che instradano la storia su territori più spettacolari e action-oriented, in grado di sfruttare al meglio il budget a disposizione con effetti speciali sobri e molto "classici".
La sceneggiatura dissemina indizi attirando l'interesse e la curiosità dello spettatore e l'anima ludica si accompagna a una notevole dose di tensione a tema e a sussulti più oscuri affini all'horror.

Film Bianco

Karol, uomo di origini polacche che vive da tempo in Francia, è costretto dalla moglie a divorziare poiché incapace di consumare il matrimonio.
L'uomo viene abbandonato sulla strada senza un soldo e privo di passaporto, ma riesce a tornare in patria grazie all'aiuto di un connazionale. Qui farà fortuna e cercherà un modo per vendicarsi della donna.

Il secondo film della Trilogia dei colori di Krzysztof Kieslowski è una commedia dolce-amara, un'opera ispirata che riesce a orchestrare nel migliore dei modi un'atmosfera al contempo luminosa e in grado di scavare con lucidità nell'animo dei personaggi, regalando diversi colpi di scena fino a un finale da incorniciare.
Tra crudeltà e tenerezza, un viaggio appassionato e appassionante nella vita di Karol, la cui ascesa e caduta nell'arco di breve tempo è accompagnata da una perfetta colonna sonora e dalla straordinaria performance di Zbigniew Zamachowski, e con un duo femminile delle grandi occasioni formato da Julie Delpy e Juliette Binoche.

Ritorno alla vita

Lo scrittore Tomas investe accidentalmente uno slittino con a bordo due bambini: il più grande si salva, mentre il fratellino perde purtroppo la vita.
Incolpevole dell'accaduto, l'uomo non riesce ad affrontare la situazione e complica ulteriormente la relazione, che si trovava già in un periodo di profonda crisi, con la compagna Sara.
Nel frattempo anche Kate, la madre del piccolo, scossa dal comprensibile ed enorme dolore, non riesce a levarsi di dosso quell'opprimente senso di colpa.
Nell'arco di dodici anni le vite di Tomas e Kate torneranno a intrecciarsi nella speranza di raggiungere infine una sorta di liberatoria catarsi.

Wim Wenders si conferma in gran forma con la macchina da presa e la direzione degli attori, ma si perde a tratti in un film che soffre di una poco equilibrata coralità nella gestione degli sbocchi narrativi, penalizzati anche dalla vicenda che si srotola nell'arco di ben dodici anni, una durata a tratti esasperante.
In Ritorno alla vita le emozioni arrivano soprattutto grazie all'ottimo cast - con James Franco, Charlotte Gainsbourg e Rachel McAdams - e a un'atmosfera torbida e stagnante, seppur lontana dai migliori capolavori del maestro tedesco.

Quanto attendi: Amazon Prime Cinema

Hype
Hype totali: 120
73%
nd