5 novità ad Agosto su Amazon Prime Video, da Black Death a Lawless

Andiamo alla scoperta di alcuni film arrivati recentemente su Amazon Prime Video, da Shutter a I due volti di gennaio.

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Epiche avventure in costume, ambientate ai tempi della peste nera o della Magna Carta, inquietanti horror provenienti dall'estremo Oriente, raffinati thriller di matrice hithcockiana e gangster-movie aventi luogo nel periodo del proibizionismo. Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta delle proposte disponibili nel catalogo di Amazon Prime Video e in quest'occasione andiamo a parlare di Shutter, teso racconto spiritico proveniente dalla Thailandia capace di generare anche un incolore remake hollywoodiano, del chirurgico I due volti di gennaio con Viggo Mortensen, Kirsten Dunst e Oscar Isaac, della tesa epopea criminale di Lawless (con Tom Hardy e Shia LaBeouf) firmata da John Hillcoat e degli avventurosi Black Death, a sfondo pagan-horror con Sean Bean nei panni di un indomito cavaliere, e di Ironclad, eroica storia di resistenza contro la tirannia.

Shutter

Dopo una serata trascorsa con gli amici, un giovane fotografo e la sua ragazza investono con l'auto una donna che stava attraversando la strada. Il ragazzo decide di fuggire, ma ben presto si accorge che una strana presenza ha cominciato a perseguitarlo, prima apparendo in alcune fotografie e in seguito manifestandosi in modi sempre più pericolosi che mettono a repentaglio la sua vita e quelle delle persone a lui care.

Dalla Thailandia un horror efficace e coinvolgente, che offre momenti di puro terrore grazie a una tensione sempre elevata e a un ritmo più frenetico e spaventoso rispetto ai classici j-horror allora tanto in voga. La storia, pur non essendo esente dall'utilizzo di abusati cliché, sia a livello narrativo che di dinamiche tra i vari personaggi, riesce a catalizzare quanto basta l'interesse del pubblico di appassionati, confermando Shutter come l'ideale per una serata di puro brivido senza troppi pensieri. Da non confondere con l'omonimo remake americano di quattro anni successivo, assai più banale e stereotipato.

I due volti di gennaio

Chester MacFarland e sua moglie Colette si trovano in vacanza ad Atene, dove si imbattono nel connazionale Rydal, residente lì da tempo e che si guadagna da vivere come guida turistica. Chester però nasconde dei segreti e quando un investigatore privato, assoldato da misteriosi creditori, si presenta nella sua camera d'albergo, le cose si complicano in maniera imprevedibile: Chester si troverà così a chiedere aiuto proprio a Rydal per uscire dai guai. Peccato che quest'ultimo sia attratto, forse reciprocamente, dalla bella Colette...

Un thriller di gran fascino in cui emergono influenze sia dal cinema di Roman Polanski che, soprattutto, da quello del maestro del brivido Alfred Hitchcock: una sceneggiatura torbida, tratta dall'omonimo romanzo pubblicato da Patricia Highsmith nel 1964, nella quale l'ottimo trio di protagonisti (Viggo Mortensen, Kirsten Dunst e Oscar Isaac) si muove con le giuste sfumature ambigue e drammatiche, in una sequela di colpi di scena e tradimenti che lascia con il fiato sospeso fino alle fasi conclusive dei cento minuti di visione.

Black Death

Un gruppo di cavalieri, guidati da un giovane frate, è mandato a indagare per conto del vescovato su un villaggio rimasto immune alla terribile piaga della peste. Si sospetta che il "mancato" arrivo della Morte Nera sia dovuto a pratiche di stregoneria, e voci ricorrenti dicono che gli abitanti adorino un Negromante.

Interessante mistery/horror in costume, che offre spunti interessanti sul dramma religioso che ha contraddistinto il Medioevo, tra pratiche pagane e intolleranza cristiana, roghi di presunte streghe e riti magici. L'impronta data dal regista è oscura, a tinte forti, con una violenza che nell'ultima mezz'ora raggiunge alte vette, fisiche ma soprattutto psicologiche, con un (semi) colpo di scena finale davvero intenso, e un drammatico epilogo.
Ottimo il cast, con i personaggi principali provenienti direttamente da Game of Thrones: se Sean Bean in panni cavallereschi è ormai una garanzia, la prova di una glaciale Carice van Houten è di quelle che non si dimenticano. Nei panni del giovane frate troviamo invece il futuro premio Oscar Eddie Redmayne.

Ironclad

Inghilterra, 1215. Il re Giovanni Senzaterra infrange l'editto dalla Magna Carta, firmato soltanto poco tempo prima coi baroni inglesi, dando inizio ad una vera e propria guerra. Il sovranno assolda un esercito di guerrieri danesi, capeggiati dal rude Tiberius, e inizia a prendere possesso di tutte le fortezze nel sud del Paese. Ma per i baroni vi è ancora un'ultima speranza: difendere sino allo stremo la fortezza di Rochester, considerata inespugnabile e punto di passaggio obbligato per Giovanni. La missione viene affidata al prode cavaliere templare Thomas Marshal e al barone Guglielmo d'Albini che, al comando di un esiguo manipolo di uomini, sono pronti a trincerare la costruzione sino alla morte.

Epica e realismo, violenza e amore sono i tratti salienti di Ironclad, action-adventure in costume ambientato durante una delle fasi cruciali della storia dell'Inghilterra. Con un budget limitato rispetto ad altre produzioni a tema, il regista Jonathan English punta su un'azione solida e scattante e non priva di sequenze efferate, supportato da un cast che, sia tra i comprimari che tra i protagonisti, si rivela azzeccato: tra i tanti James Purefoy, Brian Cox, Paul Giamatti, Kate Mara e Charles Dance.

Lawless

È ancora il cantautore Nick Cave, dopo aver già firmato la sceneggiatura di La proposta - The proposition (2005), a curare lo script di Lawless, segnando una nuova collaborazione con il regista John Hillcoat: un gangster movie ambientato ai tempi del proibizionismo che ci introduce alle vicende dei fratelli Bondurant (interpretati da Shia LaBeouf, Tom Hardy e Jason Clarke), venditori illegali di sostanze alcooliche. La loro impresa criminale verrà però messa a dura prova dall'arrivo in città del violento poliziotto Charlie Rikes (un magnifico Guy Pearce).

Un film teso e violento che guarda agli archetipi del cinema western in un contesto più moderno, con un notevole impatto drammatico e un sano senso dello spettacolo di genere. In questo adattamento del romanzo di Matt Bondurant La contea più fradicia del mondo qualche sbavatura nella fase narrativa è evidente, ma lo sguardo del cineasta cattura con efficacia i caratteri dei personaggi in gioco e appassiona il pubblico al destino di questi antieroi in un periodo storico controverso per la storia americana. Con una manciata di sequenze action, finale in primis, che lascia il segno.

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