5 commedie con sfumature drammatiche da vedere su Netflix

Nell'immenso ventaglio di opportunità fornite dallo streaming di Netflix abbiamo selezionato le cinque commedie drammatiche migliori.

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Quella conturbante sensazione che ci accompagna per il tempo successivo alla visione di un film è spesso la benzina che muove tantissimi appassionati di cinema, bisognosi di essere travolti da sentimenti forti, che li possano lasciare sconvolti e arricchiti. È il trattore che ara il pubblico, quello che Sergej Ejzenstejn realizzava con il montaggio, che oggi sempre di più si affida a storie che lasciano tanto di non detto, aprendo spiragli infiniti sulle interpretazioni e dando vita a dibattiti che arricchiscono la letteratura attorno a una pellicola. Nell'ostico compito di segnalarvi le cinque commedie drammatiche da recuperare su Netflix vogliamo farvi addentrare al meglio in questo excursus al magone e all'ansia prodotta da un certo tipo di cinema all'apparenza innocuo ma che nei fatti non lo è...

Se mi lasci ti cancello

Purtroppo esiste una traduzione italiana del titolo del film di Michel Gondry, scritto da Charlie Kaufman. Uno degli sceneggiatori più illuminati che abbia avuto modo di mettere in scena, a Hollywood, le sue visioni sul mondo della psicologia. Kaufman è l'autore di delicatissime vicende al limite della follia umana come Essere John Malkovich e Il ladro di orchidee, una falsa autobiografia su come egli stesso non riuscisse a scrivere una sceneggiatura per un nuovo film, interpretata da Nicolas Cage e... Nicolas Cage.
In Se mi lasci ti cancello - The Eternal Sunshine of the Spotless Mind, Kaufman viaggia nuovamente nei poemi di Alexander Pope, elemento ricorrente nelle sue opere, e con uno dei più esperti professionisti dell'immagine digitale, nonché delle scenografie in movimento, mette insieme una storia straziante, che merita di essere vista e rivista.

Protagonisti del film sono Joel Barish (Jim Carrey, in una delle sue migliori interpretazioni di sempre) e Clementine Kruczynski (Kate Winslet), una coppia che, arrivata all'ennesimo litigio, ha deciso di risolvere la relazione nel modo più drastico possibile: cancellandone i ricordi.
Entrambi si rivolgono così alla Lacuna Inc., un'azienda che oblitera la memoria delle coppie che soffrono per l'abbandono.
In un viaggio vorticoso all'interno della mente di Jim Carrey, protagonista di alcune scene oniriche che sono patrimonio moderno della regia cinematografica, scopriamo le meraviglie del nostro cervello, nonché dell'amore, quello assoluto, che può vincere qualsiasi ostacolo.
La sceneggiatura di Kaufman vinse l'Oscar nel 2005 e la Winslet fu candidata come miglior attrice protagonista.

Il lato positivo

Jennifer Lawrence nel 2013 strinse tra le mani l'Oscar grazie al film scritto e diretto da David O. Russell. Il percorso creativo dell'attrice era appena iniziato e nel 2012, anno di uscita de Il lato positivo, il suo esordio in Hunger Games l'aveva già messa sotto i riflettori. Dall'altro lato Bradley Cooper, nei panni del protagonista, arrivava da una serie di commedie come Una notte da leoni, ma anche da lavori come Limitless o il remake di A-Team a firma di Joe Carnahan.
La storia gira intorno a Patrizio Solitano, un uomo che ha perso tutto ed è costretto a vivere dai suoi genitori, dopo aver trascorso otto mesi in un istituto psichiatrico a causa del suo disturbo bipolare.
Pat vuole ricostruire, dimenticandosi di aver beccato la moglie con un altro, e incontra Tiffany Maxwell, una ragazza che dopo la morte del marito ha deciso di abbracciare una vita sessuale promiscua e priva di limiti.

I loro mondi si scontrano creando un'esplosione di difficoltà, eppure le due psiche si intrecciano in un'amicizia che spinge Tiffany ad aiutare Pat a recuperare il rapporto con la moglie, ma anche quello con il padre (Robert De Niro), uno scommettitore incallito altrettanto problematico.
Il film ottenne otto candidature all'Oscar, tra cui anche miglior regia, miglior film e miglior attore protagonista a Bradley Cooper: vinse solo la Lawrence, alla fine, ma Il lato positivo resta nel novero dei film da vedere per la capacità di trattare tematiche ostiche con la leggerezza di una commedia che anela alla riabilitazione agli occhi del pubblico di persone deviate.

Lei

Una donna tiene sotto scacco Joaquin Phoenix, che nei panni di Theodore Twombly scopre l'amore per un'intelligenza artificiale.
Spike Jonze si aggiudica l'Oscar alla miglior sceneggiatura originale e racconta la dilaniante vicenda amorosa che vede come protagonista un uomo solo e introverso, Theodore, in grado di incontrare una donna che possa sostituire la compagna dalla quale ha divorziato.
Trova così un'IA, doppiata da Scarlett Johansson (in Italia da Micaela Ramazzotti), alla quale dà il nome di Samantha.

Spike Jonze realizza un film estremamente delicato e allo stesso tempo malinconico, profondo, arrivando anche a sperimentare il sesso telefonico tra un uomo e un'intelligenza artificiale.
I risvolti della storia danno la possibilità anche a Samantha di rivedere le proprie priorità e andare oltre il suo essere inanimata, priva di corpo, dando vita a una serie di eventi che metteranno Theodore dinanzi all'evidenza di aver cambiato la propria esistenza in maniera drastica.
Dopo aver diretto Essere John Malkovich e Il ladro di orchidee, era quasi inevitabile per Jonze trionfare nel dramma psicologico. Tra l'altro Lei è l'ultimo film uscito a firma del regista, che dal 2013 non è più tornato dietro la macchina da presa, in attesa di Jackass 4.

Whiplash

Anni fortunati per la commedia drammatica quelli della prima metà del decennio. Soprattutto perché dopo un timido esordio avvenuto nel 2009, Damien Chazelle ha trovato il proprio compimento con Whiplash, nato dall'espansione di un suo cortometraggio omonimo distribuito l'anno precedente. Prima di arrivare a La La Land, Chazelle, a oggi il più giovane vincitore dell'Oscar alla regia, scrive una storia a tema musicale che lascia col fiato sospeso per l'intera durata del film, lasciandoci alcuni sparuti istanti di riposo per ragionare su cosa stia accadendo a schermo, dove un mattatore eccezionale come J. K. Simmons confeziona una tartassante lezione di vita e di musica a Miles Teller. Il protagonista è un batterista che sogna di diventare il migliore nel campo del jazz ed entrare nell'orchestra di Terence Fletcher.
Una serie di fortunati eventi gli permettono di dimostrare le proprie qualità agli occhi dell'impassibile direttore, che non perde occasione per intralciare il percorso verso il successo, arrivando a molestarlo psicologicamente.
Nonostante questo, Whiplash mette in scena la tenacia e la perseveranza di un ragazzo dinanzi ai propri sogni, fino allo scontro finale con quello che non è un direttore d'orchestra ma un mostro che alberga dentro di noi e che prima o poi viene debellato.

Storia di un matrimonio

Chiudiamo la nostra cinquina con il più recente capolavoro del genere che stiamo snocciolando: Noah Baumbach porta agli Oscar Netflix, con una produzione che gli permette di tornare a lavorare con il suo attore feticcio, Adam Driver. Galvanizzato sicuramente dall'esperienza Star Wars che ne ha massificato la conoscenza e il talento, ma che finalmente può tornare a esprimersi in tutta la sua espressività al fianco di Scarlett Johansson in uno straziante film sul rapporto di coppia. In più di due ore di pellicola, Baumbach racconta la separazione di due persone profondamente innamorate, costrette a lasciarsi per le emergenti difficoltà nel gestire il rapporto anche professionale tra un visionario regista teatrale e un'attrice che ambisce a risultati migliori.
Nel delicatissimo ruolo dell'avvocato di lei un'ottima Laura Dern, che va a completare il trittico che permette a Storia di un matrimonio di essere un film pungente, drammatico, scottante, ma a tratti anche divertente per l'intrecciarsi dei vari rapporti.
Con una fotografia naturale che rende il dramma quotidiano, Baumbach realizza il Kramer contro Kramer del ventunesimo secolo, straziando lo spettatore e regalandoci una delle migliori interpretazioni attoriali del 2019, quella di Adam Driver, e l'Oscar alla miglior attrice non protagonista a Laura Dern.