5 classici da rivedere su Amazon Prime Video, da Il gladiatore a Shrek

Andiamo alla scoperta di alcuni cult da tempo disponibili nel catalogo di Amazon Prime Video, da Ace Ventura - L'acchiappanimali a L.A. Confidential.

speciale 5 classici da rivedere su Amazon Prime Video, da Il gladiatore a Shrek
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Tenebrosi horror anni '80, epici peplum d'inizio millennio, cult del cinema d'animazione moderno, irriverenti commedie fuori di testa e ispirati noir. Torniamo a tuffarci nel catalogo di Amazon Prime Video per riscoprire grandi classici già presenti da tempo sulla piattaforma ma sempre meritevoli di (re)visione. In quest'occasione andiamo a rispolverare l'inquieto Cimitero vivente, primo adattamento per il grande schermo dell'omonimo romanzo di Stephen King, l'impetuoso kolossal Il gladiatore diretto da Ridley Scott e con protagonisti due straordinari Russell Crowe e Joaquin Phoenix, il one-man-show di Jim Carrey nel demenziale Ace Ventura - L'acchiappanimali e il magnifico poliziesco L.A. Confidential, popolato da un cast delle grandissime occasioni.

Cimitero vivente

Il dottor Louis Creed si trasferisce con la moglie Rachel e i figli Ellie e Gage (di soli tre anni), in una piccola cittadina del Maine, dove ha trovato lavoro come medico dell'università locale. La nuova casa è vicina a una strada provinciale spesso trafficata dai tir, inoltre l'anziano vicino di casa Jud Crandall porta i Creed a visitare un attiguo cimitero degli animali, confinante con un lugubre luogo funerario dei nativi indiani.
Quando il gatto di Ellie rimane ucciso sotto un camion l'uomo decide, approfittando dell'assenza dei suoi cari, di seppellirlo nel cimitero indiano: secondo quanto riferito da Jud, infatti, quella misteriosa struttura tombale sarebbe capace di resuscitare i morti. Ma come ben presto il dottore scoprirà, sarà solo l'inizio di un incubo senza via d'uscita.

Cimitero Vivente è una solida trasposizione dell'opera originaria (non a caso lo stesso Stephen King, autore del romanzo alla base, ne ha firmato la sceneggiatura in prima persona), con la messa in scena tipica delle produzioni a tema del cinema di genere ottantiano che regala un'atmosfera inquieta e familiare al contempo. Tra ingegnosi trucchi old school e interessanti soluzioni stilistiche, la tensione è garantita fino al giungere dei titoli di coda, accompagnati dall'iconica canzone dei Ramones.

Il gladiatore

All'alba del nuovo millennio Ridley Scott firma un kolossal straripante, capace di riportare una sana epica di stampo classico all'attenzione del grande pubblico, ricca di dialoghi e scene madri che ancor oggi ne fanno uno dei più grandi cult a tema, e non solo, del cinema recente.
Il gladiatore, oltre a lanciare le future star Russell Crowe (vincitore dell'Oscar) e Joaquin Phoenix (la cui candidatura quest'anno per Joker appare più che certa), brucia di ardente passione filmica nel raccontare la personalissima vendetta dell'ex generale Massimo, costretto a combattere nelle arene per ottenere giustizia nei confronti del crudele imperatore Commodo, colpevole di aver trucidato per gelosia e bramosia di potere la sua famiglia.

Dall'inizio alla fine la visione è caratterizzata da sanguinose e furenti battaglie e scontri all'arma bianca, con un intenso impatto melodrammatico, per un'opera che unisce magnificamente sostanza e apparenza (pur a dispetto di una Roma ricreata per buona parte al computer e di diverse incongruenze storiche).

Shrek

L'orco Shrek, abitante solitario di una piccola palude, vede la propria quotidianità messa a soqquadro da un editto del subdolo Lord Farquaad, le cui clausole hanno spinto tutti i personaggi delle fiabe a riversarsi in massa proprio nei pressi della casa del protagonista.
Quest'ultimo accetta così la proposta/ricatto del nobile relativa alla salvezza e relativo recupero di una principessa, rinchiusa da anni in un castello sorvegliato da un temibile drago: a missione compiuta, Farquaad cancellerà l'editto. Ma Fiona, questo il nome della nobile da salvare, si rivelerà una donna tutta d'un pezzo e inizierà un'incredibile avventura in compagnia dello stesso Shrek e del logorroico Ciuchino, un simpatico quanto irritante asinello parlante.

Il primo episodio della saga Dreamworks ha quasi vent'anni (l'uscita è datata 2001) ma si rivela ancor oggi attualissimo e perfetta macchina di divertimento, ricolma di citazioni e non priva di anima e cuore. Un titolo a suo modo rivoluzionario nel mondo dell'animazione, sia per lo spettacolare impianto estetico che per una sceneggiatura che guarda con freschezza e gustosa irriverenza parodica all'universo delle fiabe classiche, tra battute in serie, omaggi più o meno palesi all'intero panorama cinematografico e al modernismo della società contemporanea, della quale va a vivisezionare immaginari e luoghi comuni, per dar vita a un racconto originale e pieno di sorprese.

Ace Ventura - L'acchiappanimali

Ace Ventura è un investigatore privato specializzato nel ritrovare animali smarriti. Quando la mascotte dei Miami Dolphins, il delfino Fiocco di Neve, scompare nel nulla pochi giorni prima dell'atteso Superbowl, i dirigenti della squadra assumono proprio il particolare detective per la ricerca del cetaceo.
Con l'aiuto della bella capo-pubblicista Melissa Robinson, Ace scoprirà che il colpevole è un ex-membro del team dei Dolphins della stagione 1984, ma è ignaro dell'identità dell'uomo. A mettergli i bastoni tra le ruote è anche l'ostile atteggiamento delle forze dell'ordine, capitanate dall'inflessibile tenente di polizia Lois Einhorn.

Ace Ventura - L'acchiappanimali è uno di quei titoli nei quali la totalizzante performance dell'attore protagonista riesce a far passare in secondo piano difetti narrativi e registici: Jim Carrey trasforma l'intera operazione in un irresistibile one-man-show in cui le gag sono tutte giocate sulla sua mimica fisica ed espressiva. Tra volgarità assortite e scene che parodiano con efficacia i leit-motiv del cinema poliziesco e spionistico, gli ottanta minuti di visione scorrono in un lampo regalando risate spesso di grana grossa ma per buona parte, e per i meriti sopraccitati, contagiosamente irrefrenabili.

L.A. Confidential

1952, Los Angeles. Nel distretto di polizia si incrociano i destini di tre agenti con una diversa concezione della legge. Jack Vincennes è un detective della narcotici che, famoso per aver risolto casi riguardanti volti noti dello star system, lavora anche come consulente per una nota serie televisiva.
Bud White è un uomo tutto d'un pezzo solito utilizzare metodi poco ortodossi per applicare l'ordine, con il dente avvelenato in particolar modo nei confronti di stupratori e molestatori di donne. Ed Exley, "figlio d'arte" (il padre detective venne ucciso anni prima in servizio in un caso mai risolto), rispetta invece il protocollo alla lettera.

Curtis Hanson firma con L.A. Confidential un poliziesco impeccabile, adattando magistralmente il romanzo di James Ellroy. Il regista aggiorna il noir tramite una messa in scena esteticamente appagante e una narrazione capace di emozionare a più riprese, anche grazie alle notevoli sfumature dei personaggi.
Personaggi impegnati in un serrato confronto privato, che idealizzano altrettanti modi di intendere la legge, beneficiando inoltre delle magistrali performance delle punte di diamante di un cast delle grandissime occasioni, ossia Russell Crowe, Guy Pearce e Kevin Spacey.

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