2001: Odissea nello Spazio secondo Kubrick, il regista spiega il finale del film

In una vecchia intervista, "incisa" su una VHS, Stanley Kubrick avrebbe svelato il significato di 2001: Odissea nello Spazio a un producer giapponese.

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Il 3 aprile del 1968, esattamente 50 anni fa, nei cinema americani debuttava un film epocale, destinato a cambiare per sempre la settima arte e la stessa umanità, 2001: Odissea nello Spazio.
Lo sguardo visionario di Stanley Kubrick ha creato uno squarcio culturale e filosofico andato ben oltre le immagini su schermo, comunque colme di un'innata potenza. È riuscito inoltre a fare tutto questo in un'epoca in cui gli effetti visivi non erano certo evoluti come oggi, affidandosi alla fantasia come al più puro senso di artigianato, creando illusioni e inquadrature capaci di danzare con gli elementi del set e con il pubblico stesso.
Il risultato è un insieme di sequenze senza tempo dal significato soggettivo, ballerino, ambiguo, con l'autore che ha costantemente negato una sola verità assoluta. Molto, di 2001, è a discrezione dello spettatore, del suo background culturale, della sua fede, delle sue convinzioni a proposito di Dio, della scienza, del passato come del futuro.
Eppure, grazie alla scoperta di un'intervista sepolta dagli anni, sembra che almeno una volta nella sua vita il regista si sia "sbottonato" a proposito del significato profondo della sua Odissea nello Spazio.

Pura intelligenza

Le frasi relative al significato di 2001: Odissea nello Spazio sono state ritrovate su una vecchia VHS, contenente un datato documentario giapponese dedicato proprio a Stanley e Vivian Kubrick. La voce del regista americano (naturalizzato britannico) viene fuori, come da un'altra dimensione, da un antiquato telefono a filo.
Ciò che il regista afferma è pressoché questo: "Ho cercato di non spiegare il significato del film una volta uscito, perché quando racconti un'idea suona subito stupida. Ho lasciato che fosse il racconto a custodirlo per renderlo viscerale, o almeno è quello che ho tentato di fare. Nell'idea originaria il protagonista del film viene prelevato da entità simili a delle divinità, fatte di intelligenza e pura energia, senza forma."
"Lo inseriscono all'interno di quello che per noi potrebbe essere uno zoo, uno zoo umano in cui viene studiato e osservato. Lui in effetti passa tutta la sua vita all'interno di quell'ambiente dal momento del 'rapimento' in poi. Lui non ha più il senso del tempo, così anche lo spettatore lo perde, tutto accade come nel film, a velocità indefinita."


Eternità

Lo spezzone relativo a 2001: Odissea nello Spazio finisce qui, Kubrick dunque non ha spiegato il film nella sua interezza, ha solo diffuso la sua idea originaria rispetto al finale, nella famosa stanza asettica protagonista - da decenni - di dibattiti e speculazioni di ogni tipo. Frasi che comunque non possono intaccare l'alone di mistero appartenente al film, ancora oggi pietra miliare assoluta della cinematografia mondiale.
Tutto questo è dimostrato non solo dall'infaticabile amore degli appassionati, anche dal recente successo che la pellicola ha ottenuto tornando in sala per il cinquantenario.

Pellicola in senso letterale, poiché grazie a Christopher Nolan - con cui abbiamo parlato all'ultimo Festival di Cannes - l'opera è stata completamente restaurata in celluloide e in 70mm (prima di esser masterizzata in 4K), il formato originale usato dallo stesso Kubrick nel '68. Grazie a questo l'opera fisica è pronta a sopravvivere almeno per un altro secolo, il suo significato invece rimarrà ambiguo e soggettivo finché esisterà un'umanità sulla Terra.

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