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17 Again, Peggy Sue e Big: tornare bambini per diventare adulti e viceversa

Quale adulto non vorrebbe tornare bambino? Dopo il (secondo) successo di 17 Again, ecco i migliori film che giocano con l'età dei loro protagonisti.

17 Again, Peggy Sue e Big: tornare bambini per diventare adulti e viceversa
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Quanto spesso vi capita di chiedervi cosa sarebbe successo se da adolescenti aveste preso decisioni diverse, se vi foste impegnati di più nello studio, se foste usciti con quella ragazza o con quel ragazzo o se aveste scelto la facoltà universitaria che vi piaceva, senza ascoltare i vostri genitori? Se la risposta a questa domanda è qualcosa come "tutti i giorni", sappiate che non siete soli. Nelle ultime settimane sembra essere tornata in voga su Netflix la commedia teen 17 Again - Ritorno al liceo, pellicola a metà tra sentimentale e demenziale diretta da Burr Steers (più noto per i suoi cameo in Le Iene e Pulp Fiction che per le sue regie), che si chiede proprio cosa potrebbe succedere se un adulto tornasse ad avere 17 anni e avesse una seconda chance per cambiare la propria vita. Vediamo dunque quali sono i principali film su questa stessa falsariga e quelli che vanno in direzioni diametralmente opposta.

Il sogno di tornare bambini

La commedia di Steers, uscita nel 2009 al cinema e diventata (relativamente) famosa perlopiù perché aveva nientemeno che Zac Efron come protagonista, è scivolata nel dimenticatoio negli ultimi anni, finendo nel mare magnum del database di Netflix, insieme a horror di serie B e disaster movie di vecchia data.

In realtà, come scrivevamo ormai 13 anni fa nella nostra recensione di 17 Again, la pellicola ha un suo perché, con una comicità creativa e genuinamente divertente e con una trama che, pur utilizzando tutti i cliché del proprio sotto-genere, riesce a intrattenere il pubblico e a farlo entrare in empatia con il protagonista Mike O'Donnell. Ad attirare gli spettatori verso la visione di 17 Again, però, è sicuramente l'idea alla base della sua narrazione, ovvero quella di tornare adolescenti e ripartire da capo, cercando di correggere quelli che, da adulti, si percepiscono essere stati degli sbagli giovanili. Benché 17 Again tragga ispirazione da Ritorno al Futuro, tanto che il cult di Robert Zemeckis viene omaggiato con una citazione all'interno di 17 Again, il teen movie di Burr Steers non parla di viaggi nel tempo - per quelli, se vi va, potete dara un'occhiata alla nostra top 5 dei migliori film sul viaggio nel tempo.

La pellicola più simile a quella con protagonista Zac Efron è, fin dal titolo, la commedia americana del 1988 18 Again!, che tenta di mescolare il cliché del ritorno ad un'adolescenza ormai perduta con una trama che ricorda il Canto di Natale di Charles Dickens, raccontando la storia di un anziano milionario senza cuore che, dopo un incidente d'auto, si ritrova nel corpo del nipote di otto anni, con la possibilità di rivivere la propria vita (quasi) dall'inizio e di porre riparo ai suoi errori.

Il film è chiaramente indirizzato ad un pubblico giovane o alle famiglie, dal momento che il suo regista, Paul Flaherty, è stato uno degli scrittori dello show dei Muppets e del Tracy Ullman Show, già noto per aver dato i natali ai Simpson. Più famosa, benché sulla stessa falsariga, è invece la commedia Peggy Sue si è sposata, diretta da Francis Ford Coppola, che vanta tra i suoi protagonisti anche Nicolas Cage. Il titolo, uscito nel 1986, racconta la storia di Peggy Sue (Kathleen Turner), una donna scontenta della propria vita da adulta che, durante una reunion con la sua classe del college, sviene e si risveglia nel passato, poco prima di finire le scuole superiori. Morale della storia: mai partecipare alle rimpatriate di classe. L'anno dopo, nel 1987, arriva invece nelle sale dei cinema americani Tale padre tale figlio, commedia del regista televisivo Rod Daniel (famoso per uno spin-off di Mamma ho perso l'aereo del 2003, Mamma ho allagato la casa) che racconta dello scambio di corpi tra un medico e suo figlio, scomodando anche un altro cliché della commedia demenziale, quello del confronto tra adulti "bacchettoni" e giovani "trasandati".

La responsabilità di diventare adulti

Dal lato opposto e, paradossalmente, complementare rispetto a questi film troviamo le pellicole in cui un bambino o un adolescente cresce improvvisamente, vivendo per qualche giorno come un adulto fatto e finito, comprendendo i sacrifici dei più grandi e imparando a empatizzare con loro, o almeno a rispettarli.

Questa categoria è sicuramente quella che dà più soddisfazioni all'Italia, poiché tra le pellicole di questo sotto-genere non possiamo non citare Da Grande, diretto da Franco Amurri, che vanta la partecipazione come protagonista di Renato Pozzetto. Il , infatti, interpreta la versione adulta di Marco, bambino di otto anni che, il giorno del suo compleanno, esprime il desiderio di diventare adulto di colpo. Da Grande è una piccola perla nascosta della commedia italiana degli anni Ottanta: il consiglio è quello di recuperare il film e, intanto, di riscoprire che fine ha fatto Renato Pozzetto, che ormai ha superato gli ottant'anni di età e si è ritirato a vita privata.

La stessa idea narrativa si ritrova alla base di Big, commedia con Tom Hanks del 1988 diretta da Penny Marshall (Risvegli, I ragazzi della mia vita). Di gran lunga il titolo più conosciuto tra quelli citati finora, Big narra la storia di Josh Baskin, bambino innamorato di Cynthia Benson, una sua compagna di scuola molto più grande di lui. Per conquistare Cynthia, Josh chiede di diventare adulto ad una macchinetta magica in un Luna Park, trasformandosi in un aitante trentenne (Tom Hanks).

Premesse simili anche per la commedia romantica 30 anni in un secondo, diretta da Gary Winick (La tela di Carlotta) e che vede tra i suoi protagonisti, benché in un ruolo non di primo piano, anche Mark Ruffalo, l'Hulk dell'MCU. In realtà, 30 anni in un secondo ha raccolto tantissime star Marvel, tra cui Judy Greer (apparsa nei due Ant-Man), Andy Serkis (Klaw nell'MCU) e persino Brie Larson, che nell'Universo Cinematografico Marvel interpreta nientemeno che Captain Marvel.

Estremamente comuni sono poi i film in cui padre e figlio o madre e figlia si scambiano i corpi, vivendo nella personalità del congiunto a causa di una non meglio precisata "maledizione" e sfruttando il tempo trascorso nel corpo altrui per imparare più cose sul familiare e sulla sua generazione. Tra le pellicole di questo filone vi segnaliamo Tutto accadde un venerdì, uscito nel 1976 e che vanta anche la partecipazione di Jodie Foster, che nello stesso anno aveva sconvolto mezzo mondo con il suo ruolo in Taxi Driver di Martin Scorsese. Altra visione consigliata, se vi è piaciuto 17 Again, è poi Viceversa, due vite scambiate, produzione del regista inglese Brian Gilbert (Wilde) che riprende il tema di un divorzio difficile da superare per il protagonista, il quale deve anche fare i conti con il trasferimento della sua mente nel corpo del figlio di 11 anni (e viceversa) a causa della maledizione di un teschio tibetano.

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