Le 10 donne che hanno cambiato il cinema

Attrici, registe, produttrici, montatrici e sceneggiatrici: le donne che hanno cambiato il cinema rendendolo più ricco e inclusivo.

Le 10 donne che hanno cambiato il cinema
Articolo a cura di

L'industria del cinema sta fortunatamente cambiando. L'aria di trasformazione si respira ormai da diversi anni negli studios internazionali, che accolgono sempre di più le minoranze per troppo tempo escluse da un club solo per uomini bianchi eterosessuali. I movimenti sociali e culturali hanno avuto una rilevanza fondamentale nella rivoluzione di un panorama che ha portato i presupposti del MeToo e del Black Lives Matter all'interno della cinematografia mainstream e non solo, dando una nuova identità più inclusiva a un'arte che da sempre è rivolta a tutti e che finalmente può dimostrare che anche chi ne fa parte dietro lo schermo rappresenta quei principi di libertà e inclusione che tanto abbiamo amato in pellicole e storie.

Sicuramente il contributo femminile all'interno di Hollywood e dintorni ha aiutato a sdoganare alcuni preconcetti che per troppo tempo hanno escluso le donne dalle fila dei più importanti settori dell'intrattenimento, ma che quest'ultime sono comunque riuscite a conquistare grazie ad una spiccata lungimiranza e al loro talento. E sono alcune di quelle personalità che hanno trasformato la settima arte che vi riproponiamo, dieci donne che hanno cambiato il modo di fare cinema davanti e dietro la macchina da presa.

Kathryn Bigelow

È impossibile non partire con Kathryn Bigelow. Regista, sceneggiatrice e produttrice, la cineasta è stata la prima donna nella storia degli Oscar a vincere la statuetta per la Miglior regia. Un evento epocale, che ha segnato la vittoria per la donna grazie a The Hurt Locker, un racconto che si svolge durante la guerra in Iraq. Un'opera che ha guadagnato ben sei statuette tra cui quella al Miglior film, rendendo il 2010 una data incredibilmente importante all'interno dell'immaginario cinematografico - peccato che per bissare questo risultato ci siano voluti più di dieci anni, ma ne parleremo tra poco.

Kathryn Bigelow ha sempre dimostrato la grande qualità del sapersi approcciare ad un cinema solido e sporco quando per l'opinione pubblica sembrava ancora assurdo vedere una donna poter realizzare pellicole come Point Break - Punto di rottura, Strange Days e Zero Dark Thirty. Uno stile muscolare che l'ha condotta fino al premio dell'Academy, rendendola una pioniera.

Lina Wertmüller

La strada di Kathryn Bigelow era stata però spianata dalla nostra Lina Wertmüller. L'autrice italiana fu la prima donna nella storia degli Oscar a venir quanto meno candidata ai riconoscimenti più importanti del cinema internazionale arrivando, checché ne dica Nanni Moretti, alle nomination per Miglior film straniero, Miglior sceneggiatura originale, ma soprattutto alla candidatura come Miglior regista per Pasqualino Settebellezze nel 1977.

Una cineasta in grado di realizzare opere piene di grottesco mescolato ad un forte pathos che hanno caratterizzato il suo stile e l'hanno resa un'icona a cui aspirare. E se negli anni Settanta non le è stata conferita la statuetta è stato nel 2020 che la regista ha stretto tra le proprie mani l'Oscar onorario alla carriera.

Chloé Zhao

Sulla scia degli Academy Awards è impossibile non nominare Chloé Zhao che nel 2021 ha ribaltato le carte in tavola all'interno dell'establishment cinematografico diventando la seconda donna ad aggiudicarsi il riconoscimento per Miglior film e Miglior regia agli Oscar con Nomadland, nonché la prima asiatica, portando addirittura alla terza vittoria in carriera come Miglior attrice alla sua l'interprete Frances McDormand (recuperate la nostra recensione di Nomadland).

In più Chloé Zhao ha dato dimostrazione al pubblico e all'industria del potenziale che due forze come quella commerciale e quella autoriale possono esercitare all'interno di un film come Eternals - di cui abbiamo approfonditamente parlato nella nostra recensione di Eternals. Il titolo Marvel è arrivato nella carriera di Zhao dopo una serie di pellicole indipendenti totalmente all'opposto di quelle dell'azienda capitanata da Kevin Feige, dimostrando che l'unione tra differenti stili cinematografici è possibile.

Nora Ephron

Dopo una serie di donne registe è il momento di concentrarsi su chi ha cambiato il modo di scrivere per il cinema. Il nome di Nora Ephron non può che saltare fuori quando si parla di una storia della sceneggiatura che è totalmente mutata dopo l'arrivo della giornalista e sceneggiatrice americana.

Ricordando i canoni classici, ma apportandoli alla modernità di temi e scrittura, le opere di Ephron hanno rivoluzionato l'importanza della rom-com e hanno affinato la commedia sofisticata rendendola appetibile per il largo pubblico in cult come Harry, ti presento Sally... e C'è posta per te. Una scrittura impeccabile da una delle penne più importanti della filmografia mondiale.

Thelma Schoonmaker

Quando si pensa ai linguaggi dei film a venir nominate per prime sono sempre la regia e la sceneggiatura. In verità, però, c'è un elemento senza cui entrambi i fattori citati non potrebbero sussistere, dando concretamente ritmo e forma a ciò che definiamo film. Quello del montaggio è da sempre l'aspetto fondamentale per ogni buona pellicola e lo sa bene Thelma Schoonmaker, che debuttando nel 1967 assieme a Martin Scorsese col suo primo titolo Chi sta bussando alla mia porta non ha mai abbandonato il regista italoamericano.

Una collaborazione che va avanti da un'intera vita e che sottolinea quanto a dare uno stile al film non sia solo il regista, ma un intero sistema che vede nel montaggio una propria personalità riconoscibile. Una carriera votata a costruirsi la propria poetica, non stando mai un passo dietro a Scorsese, bensì perfettamente accanto.

Katharine Hepburn

Disse Frank Capra:"Ci sono donne e donne, e poi c'è Kate. Ci sono attrici e attrici, e poi c'è Hepburn". E aveva proprio ragione. Classe 1907, non solo Hepburn detiene il record per i suoi quattro Oscar vinti come miglior interprete durante la carriera, ma è stata d'esempio e di ispirazione per tantissime colleghe venute dopo l'artista nata a Hartford. Oltre alla risonanza ricevuta tramite alcuni film come Susanna!, Scandalo a Filadelfia, La regina d'Africa e Indovina chi viene a cena? Katherine Hepburn ha dimostrato un lato della comicità femminile che non si era mai visto sullo schermo.

Una spigliatezza che le permetteva di comportarsi da "maschiaccio" anche in un'epoca dove non le era permesso, continuando a spingere sul proprio talento e impressionando per la naturalezza innata. Ha sdoganato i pantaloni addosso alle donne esprimendo anche attraverso il vestiario il suo stile. Un faro seguito da molte altre, che illumina ancora la strada di tantissime interpreti e non solo.

Lucille Ball

Se parliamo di trasformazioni al cinema bisogna guardare anche in territori che riguardano altri media, in cui le varie influenze sono poi andate a convergere sul grande schermo. È impossibile non citare l'importanza di una comica come Lucille Ball che in TV col suo I Love Lucy dimostrò che anche le donne sapevano far ridere - come abbiamo visto nella recensione di Being the Ricardos e nella recensione di Lucy and Desi, documentario a lei dedicato.

Spirito che l'attrice portò al cinema osando e non tirandosi indietro quando il pudore intimava a molte di fermarsi, mentre la rossa più fiammeggiante dell'industria dell'intrattenimento non faceva altro se non dare spettacolo. Una temperanza che inserì completamente nella comicità slapstick della serie che la vede protagonista, che ha proposto nella sua carriera sia al cinema che in televisione, dando modo a tantissime interpreti nel futuro di poter sfruttare anche il loro corpo come fonte comica d'eccezione.

Kathleen Kennedy

Le donne che sono in grado di poter cambiare il cinema sono anche coloro che riescono a raggiungere e a ricoprire ruoli di potere. E sicuramente poche sono al di sopra di Kathleen Kennedy quando si tratta di produzione.

Fondatrice assieme al marito Frank Marshall della The Kennedy/Marshall Company nel 1991 e sotto contratto con la Universal Pictures, Kennedy ha anche dato vita assieme a Steven Spielberg alla casa produttrice Amblin che ha regalato film imprescindibili per la filmografia mondiale come E.T., Indiana Jones e Ritorno al futuro. Nel 2012 subentra a George Lucas prendendone il posto nella Lucasfilm. Kathleen Kennedy è la produttrice che vanta i maggiori incassi al botteghino della storia.

Agnès Varda

Per fare la storia bisogna essere anche dei grandi innovatori. Agnès Varda lo è stata. La regista ha rivoluzionato il panorama mondiale, ma nel particolare quello europeo, andando ancora più nello specifico in quello francese.

L'autrice si è andata affermando negli stessi anni della nascita e dello sviluppo della Nouvelle Vague, ma mentre i suoi colleghi uomini si conformavano a determinati stilemi che nel tempo hanno circoscritto un vero e proprio stile, Varda ha mantenuto una libertà che pochi altri cineasti al mondo hanno mai saputo esprimere con tale brio e gioco. Quasi un filone a parte di un percorso francese che ha invaso poi tutti gli altri continenti, rendendo Agnès Varda un'icona unica della Settima Arte.

Jane Fonda

Chi è più poliedrica di Jane Fonda? Figlia dell'attore Henry Fonda, ma convinta fino all'adolescenza di non voler assolutamente intraprendere la strada del padre, l'interprete è stata una figura che ha mostrato la possibilità per le donne di essere trasversali, facendola passare dal cinema per spostarsi poi alle manifestazioni, all'attivismo finanche alle cassette di aerobica.

Una donna che, attraverso lo schermo, ha dimostrato come l'esistenza possa portarti su più strade e non è un male imboccarne ognuna. Una fonte di ispirazione per tutti coloro che l'hanno ammirata in pellicole come Klute - che le valse la statuetta agli Oscar -, ma anche ammanettata per protestare in ciò in cui crede, perfino a ottant'anni. Un'attrice che ha cambiato il cinema perché ha dimostrato la potenza mediatica che può suscitare, sfruttandolo per delle giuste cause.

Che voto dai a: Eternals

Media Voto Utenti
Voti: 72
6.9
nd