007: i migliori 10 villain di sempre della saga di James Bond

I cattivi di James Bond hanno sempre definito il protagonista, andando ad aggiungere tante interessanti variabili al franchise action.

007: i migliori 10 villain di sempre della saga di James Bond
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No Time to Die, in questi giorni nelle sale italiane (qui la nostra recensione di No Time To Die), è l'ultima incarnazione del James Bond di Daniel Craig, che, dopo 15 lunghi anni, ci lascia orfani di un'interpretazione davvero intensa e peculiare del personaggio, lontana dai precedenti e proprio per questo affascinante e particolare. Se ci guardiamo alle spalle di questo traguardo e leggiamo il franchise di 007 dal punto di vista narratologico, tra molte delle caratteristiche iconiche e ripetitive della serie sicuramente dobbiamo menzionare gli antagonisti della spia britannica, alcuni di questi tra i punti di forza dell'era Craig.

Classicamente, i villain di una storia, oltre a creare un bilanciamento interno nei film, fungendo da contraltare del protagonista, sono sempre stati diretta espressione dell'eroe di turno, rubando, in alcuni casi, anche la scena al personaggio principale perché caratterizzati in maniera impeccabile. In particolare, l'epopea spionistica più famosa del mondo del cinema ha sempre visto l'alternarsi, su schermo, di cattivi decisamente sopra le righe (ai quali hanno dedicato anche un gioco da tavolo su James Bond), con piani altisonanti e irrealizzabili, ma anche dotati di caratteristiche estremamente moderne, e anche di elementi volutamente stereotipati che però vanno letti in un contesto ben preciso. La saga di James Bond ha senza dubbio contribuito a ridefinire la figura del villain sul grande schermo e per questo motivo abbiamo provato a stilare una classifica delle 10 nemesi di Bond migliori di sempre.

Dr. Kananga (Agente 007 - Vivi e lascia morire)

Iniziamo tenendo in considerazione un cattivo che trae il suo fascino non tanto dal carisma, ma dal background che lo circonda.

Il Dr. Kananga (interpretato da Yaphet Kotto, scomparso recentemente) instilla terrore usando trucchi derivati dalla cultura popolare, facendosi forza del mito del Barone Samedi, uno dei Loa del mondo vudù associato alla morte. Per quanto la motivazione del villain sia piuttosto debole, in questo caso è il contesto che fa la differenza, con resurrezioni artificiali, spaventosi cortei di gente mascherata (la scena iniziale di Spectre deve molto a tale elemento) e un continuo rimando alla vita ultraterrena che aggiunge tanto pepe alla storia. Se tra l'altro mettiamo in luce il fatto che Agente 007 - Vivi e lascia morire è tra i migliori dell'era Moore (se invece volete i migliori 10 film di James Bond li trovate qua), ecco che Kananga ha i suoi grandi momenti di gloria, anche se involontari e di riflesso. Questo però ci interessa poco ai sensi della classifica, perché spesso i personaggi riescono ad avere potere non da sé, ma come incarnazione a livello concettuale e funzionale per la trama.

Hugo Drax (Moonraker - Operazione spazio)

Hugo Drax (Michael Lonsdale), apparso nel quarto film che vede protagonista il James Bond di Roger Moore, Moonraker - Operazione spazio, ha in serbo per la nostra amata spia un piano tutt'altro che banale e completamente fuori scala.

Si può dire che la sua missione è così più grande di lui da oscurare quasi la sua presenza, ma stavolta il personaggio ha qualche sorpresa nascosta nel suo arsenale. Tralasciando per un secondo la magniloquente sequenza nella base spaziale in cui l'ambiente diventa l'epicentro di sparatorie furiose ed esplosioni minacciose, concentriamoci un attimo su cosa rappresenta Drax che, ricordiamo, vuole sterminare l'intera razza umana con un gas nervino e creare una comunità galattica da zero facendo accoppiare persone scelte.

Vi ricorda per caso qualcosa? Il fantasma del nazismo, con questo villain non particolarmente intelligente ma spaventoso in quello che simboleggia, emerge prepotentemente in un modo del tutto inaspettato. Certo, forse il personaggio è un po' goffo ed estremamente macchiettistico, ma riesce nel compito di sensibilizzare la memoria nei confronti di uno degli orrori più indicibili della Storia del nostro pianeta.

Oddjob (Agente 007 - Missione Goldfinger)

Stavolta andiamo un po' controcorrente, coinvolgendo una figura che non è propriamente un antagonista di punta della saga di James Bond, ma uno sgherro secondario.

Infatti nel gergo bondiano fa parte degli henchman (tirapiedi), in questo contesto il braccio dell'iconico Auric Goldfinger (lo trovate più giù).Parliamo di Oddjob (Harold Sakata), un simpatico e sgarbato tuttofare del personaggio sopracitato, che si diverte a dare del filo da torcere a James Bond in più di un'occasione (questa volta Sean Connery). Come si fa però a valutare un villain che non pronuncia nemmeno una parola perché è muto? Semplice, dal suo atipico cappello, che utilizza a mo' di frisbee tagliente e affilato. Una caratteristica spaventosa che si va ad aggiungere alla sua incredibile forza fisica (non a caso l'uomo che lo interpreta era un'atleta di origine giapponese dal curriculum davvero notevole). Oddjob, con questo mix di letalità fisica e ingegneristica, rimane scolpito assolutamente negli annali, anche perché oggigiorno non è semplice trovare un cattivo dotato di un copricapo così tanto pericoloso.

Francisco Scaramanga (Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro)

Christopher Lee è uno degli attori più iconici di sempre e, nella sua lunga carriera, ha trovato anche spazio per interpretare un cattivo del tutto speciale di 007. Il leggendario divo britannico ha portato su schermo, in Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro, Francisco Scaramanga che, al di là del suo piano piuttosto inflazionato, è dotato di un carisma tutto suo.

Elegante, affascinante e con una mira infallibile (e in possesso anche di tre capezzoli), il personaggio è un perfetto avversario di James Bond ed è equipaggiato di un'arma che rimane nella storia del cinema: una pistola interamente d'oro che spara proiettili dorati modificati. Solo una scena basta per renderlo un'icona immortale: il combattimento finale tra lui e Bond giocato sulle illusioni e sulla precisione, ovviamente vinto a mani base da 007. Tutti elementi che lo rendono memorabile.

Jaws (La spia che mi amava)

Anche stavolta coinvolgiamo uno sgherro e non propriamente un antagonista principale, ma ci sono delle valide motivazioni per questa scelta.

Jaws (incarnato da Richard Kiel), grazie ai suoi denti meccanici, non solo è stato omaggiato più volte nella storia della settima arte, ma la sua peculiarità è stata anche parzialmente ripresa nell'era Craig di Bond (i denti del Silva di Bardem). La sua particolare dentatura da squalo, appunto, lo rende un temibile avversario, ma anche vulnerabile agli attacchi della spia britannica. Se poi teniamo conto della sua possanza fisica, ecco che James Bond deve riflettere bene sulla decisione da prendere. Un'arma umana che a livello narrativo funziona brillantemente e che non ha bisogno di parole per essere caratterizzata a dovere: parla direttamente, senza intermediari particolari, la sua prorompente fisicità. Se poi pensiamo che è uno dei pochi cattivi a comparire in più film di Bond e che durante la seconda apparizione, in Moonraker - Operazione spazio, aiuta addirittura il nostro protagonista, non abbiamo dubbi nel dedicargli un posto in classifica.

Dr. Julius No (Agente 007 - Licenza di uccidere)

Il Dr. No (Joseph Wiseman) è il cattivo che inaugura la saga di 007 nel migliore dei modi possibili. La presenza di questo villain, infatti, fa veramente la differenza. Se si pensa all'epopea di Bond, il personaggio è tra i più rappresentativi. È il primo che, in maniera un po' stereotipata, ma classicissima, fa di un difetto fisico la sua bandiera (le sue mani sono sostituite da due terrificanti protesi), ma non solo.

È affascinante nella sua caratterizzazione, ha un covo visivamente peculiare (citato visivamente, tra l'altro, anche in No Time to Die) e, soprattutto, palesa in modo chiaro ed esplicito la sua affiliazione alla Spectre, terrificante agenzia criminale rivale dell'MI6, che ha messo più volte i bastoni fra le ruote a James nel corso della saga.Tutte caratteristiche degne di nota e importanti che hanno un valore ancora maggiore se si considera che il Dr. No è una sorta di prototipo del cattivo di Bond per eccellenza e senza di lui non avremmo mai avuto altri iconici antagonisti costruiti più o meno sulla stessa scia.

Le Chiffre (Casino Royale)

L'era di Craig, nella saga di James Bond, è una vera e propria rivoluzione copernicana e ciò è chiaro, soprattutto, già a partire da Casino Royale.

Oltre ad assistere a un Bond impacciato, legnoso, che sembra poco adatto per il ruolo di spia silenziosa, veniamo rapiti da uno dei cattivi meno bondiani di sempre: Le Chiffre. Il personaggio, interpretato da un Mads Mikkelsen in gran lustro, non è per nulla autoritario, anzi, svela a più riprese la sua fragilità e il suo difetto fisico, ovvero un occhio di vetro, lo rende più debole e poco minaccioso. L'unico momento in cui dimostra di essere realmente pericoloso è quando ha 007 tra le sue grinfie e lo tortura percuotendolo con un battipanni sui genitali (come volesse privarlo di un machismo di cui anche lui è sprovvisto). Triste fine la sua: ucciso non dalla spia inglese, ma da un emissario della Spectre, una morte ignobile che contribuisce ancora di più a rendere la figura totalmente aliena dall'universo degli antagonisti del franchise e, proprio per questo motivo, tra le più interessanti di sempre.

Auric Goldfinger (Agente 007 - Missione Goldfinger)

Si torna a parlare di Agente 007 - Missione Goldfinger, tra i film più belli dell'intera saga di Bond, per scomodare stavolta il villain principale della realizzazione, ovvero Auric Goldfinger che ha il volto di Gert Fröbe. Un multimilionario dalla passione smodata per l'oro che ha in mente di far esplodere una bomba nella riserva aurea di Fort Knox per svalutare la moneta e guadagnare sui suoi giacimenti: un avido e creativo avversario.

La sua fama, al di là delle taglienti battute che rivolge al protagonista, è dovuta al modo peculiare di uccidere, ricoprendo di oro totalmente il corpo dei malcapitati. È questa la fine di Jill Masterton nel lungometraggio che è rimasta negli annali del cinema, rimanendo vivida nella memoria di tanti. Può una singola sequenza, che peraltro non vede al centro il suddetto personaggio, farlo entrare nell'Olimpo dei più carismatici cattivi di 007? Assolutamente sì, e a confermarlo ci pensa anche l'American Film Institute che, nel 2003, lo ha inserito tra i migliori villain di sempre della Settima Arte.

Raoul Silva (Skyfall)

Ancora una volta l'era craigiana di 007 è al centro di una nostra disamina, ora con Skyfall, uno dei capitoli più apprezzati e iconici tra gli ultimi lungometraggi di James Bond.

E tra motivi vi è anche lo stesso antagonista, Raoul Silva (un gigantesco Javier Bardem), vecchia conoscenza di M (Judi Dench) che medita vendetta nei suoi confronti. Ha in mente un mega hackeraggio informatico volto solo alla distruzione di un individuo, a partire dalla propria immagine e seguito da un attentato in grande stile. Il fatto di essere un ex agente giustifica una serie di elementi straordinari del cattivo, oltre a consacrarlo come perfetto villain in quanto preciso contraltare di Bond stesso.
Come se non bastasse, si rende protagonista di battute iconiche, un elegante modo di vestire e parlare e, soprattutto, una motivazione sì criminale, ma anche personale, che va a intaccare direttamente gli affetti del protagonista. Una rottura piuttosto incisiva rispetto ai soliti cattivoni che vogliono dominare il mondo: stavolta tutta la rabbia e la frustrazione ricadono su una persona specifica, mentore tra l'altro sia di Bond che di Silva stesso. Un antagonista che va oltre, riuscendo a superare i rigidi dettami imposti della tradizione, divenendo quasi un antieroe tragico.

Ernst Stavro Blofeld (svariati film della saga)

Ed eccoci a Ernst Stavro Blofeld, il cattivo più famoso della storia del franchise, apparso per la prima volta in Agente 007: Dalla Russia con amore, ospite fisso in diversi capitoli e, ovviamente, portato su schermo da più attori (anche se l'interpretazione di Donald Pleasence rimane forse la più iconica e memorabile). Il capo della potente Spectre, che vediamo inizialmente con il volto celato e tra le braccia un magnifico gatto bianco, è un villain spettacolare.

Per prima cosa ha una caratterizzazione dinamica che si realizza mano a mano che i film vanno avanti (piano piano scopriamo qual è il suo reale volto), è colui che mette più alle strette il nostro eroe ed è la massima espressione di tutti i villain apparsi nel franchise, con poche eccezioni, ovvero quelli della fase Craig.
Purtroppo la versione alternativa interpretata da Christoph Waltz in Spectre (che è presente per poco anche in No Time to Die) non ha reso giustizia a un personaggio decisamente molto più complesso e sfaccettato, che si sarebbe meritato un trattamento più preciso e dettagliato anche nell'ultima parte "moderna" della saga.

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