Rubrica Film del mese - Febbraio 2015

Passiamo in rassegna i titoli migliori usciti al cinema a febbraio 2015 e... scopriamo insieme chi si merita la corona di Film del Mese!

rubrica Film del mese - Febbraio 2015
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Febbraio 2015 è stato un mese sicuramente ricco di uscite, denso di sorprese ma anche portatore di qualche piccola delusione cinematografica: abbiamo vissuto l'incredibile successo di 50 Sfumature di grigio ma anche i risultati non eccellenti di titoli promettenti come Mortdecai, Il settimo figlio e Automata. Abbiamo anche visto film più che discreti ma che “potevano essere di più” (Jupiter - Il Destino dell'Universo, Taken 3 - L'ora della verità). Sono arrivati nelle sale diversi film animati (come l'ultimo dei Pokémon: Diancie e il bozzolo della distruzione, o Lupin III vs Detective Conan) ma anche pluripremiati film “da Festival” come Timbuktu e Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza. Ma, soprattutto, abbiamo avuto modo di assistere ad ottimi lungometraggi di ogni genere, come vedremo nella nostra classifica-non classifica mensile, che questo mese vede l'inclusione di titoli per tutti i gusti: dal thriller all'animazione, dall'azione al dramma. Ma quale sarà il “film del mese” di febbraio 2015? Scopriamolo insieme!

I titoli in lizza

Il segreto del suo volto

Il regista tedesco Christian Petzold ci regala la storia drammatica e toccante di una donna alla riconquista della sua identità, che passa tanto attraverso la trasfigurazione fisica quanto (e più) attraverso quella emotiva. Un film di grande rigore narrativo che sa calibrare perfettamente il suo crescendo drammatico, per volgere poi verso un finale catartico e assai toccante raccordato attorno alle note e parole di Speak Low. Tra i protagonisti: Nina Hoss, Ronald Zehrfeld e Nina Kunzendorf.

Selma - La strada per la verità

Candidato a due premi oscar (miglior canzone originale e miglior film) e vincitore per quello relativo alla miglior canzone, Selma - La strada per la libertà arriva al cinema per restituire linfa e vigore a quella che è stata la lotta di Martin Luther King per i diritti civili degli afroamericani ma che dovrebbe in fondo essere la lotta di noti tutti per la salvaguardia quotidiana dei diritti di ogni esistenza. La regista afroamericana Ava Duvernay realizza un film necessario e assolutamente a fuoco che va dritto per la sua strada (che è poi anche la strada da Selma a Montgomery) senza perdere mai di vista il proprio fine. Esattamente come ha fatto Luther King con i propri obiettivi. Un film che rimette al centro il valore della lotta (pacifica) e degli ideali di uguaglianza, contando sulla magistrale interpretazione di David Oyelowo nei panni di Martin Luther King.

Mune - Il guardiano della Luna

Alexandre Heboyan e Benoit Philippon prendono una storia semplicissima, dalle sfumature di una vecchia leggenda, e la trasformano in una esperienza cinematografica, si potrebbe dire, quasi fuori moda, che ripercorre i vecchi sentieri della narrazione intimista, quella fatta di immagini evocative, piccoli compagni di viaggio adorabili e contrasti che si fondano sui più classici dei dissidi umani. Un film d'animazione inusuale che merita assolutamente una visione da parte di tutti gli appassionati del genere.

Shaun, vita da pecora

Sarà anche nato come un personaggio capace di comunicare ai più piccoli, grazie alla sua natura pupazzosa e la sua comunicazione espressiva, ma Shaun, nel suo primo lungometraggio, dimostra di saper essere divertente e geniale su diversi livelli. Non ci si aspetta molto da lui, ma non delude nessun tipo di aspettativa e anzi, nel suo piccolo, stupisce e ti fa riflettere su come spesso la narrazione cinematografica si nasconda dietro palazzi stratosferici di effetti speciali e arabeschi stilistici che, a conti fatti, non sono sempre necessari per costruire una piacevolissima opera di intrattenimento per tutta la famiglia.

SpongeBob - Fuori dall'acqua

Il nuovo lungometraggio dedicato alla spugna di mare più amata da grandi e piccini è un viaggio "spumeggiante", surreale e ricco di sorprese, che non delude i fan degli abitanti di Bikini Bottom e riesce ad intrattenere anche i più grandicelli. Le premesse non vengono disattese perché i rimandi, le battute, i giochi di parole raggiungono un livello più ampio e divertono, fino alla fine. Senza tralasciare, comunque, un tenero e semplice messaggio sull’amicizia.

Noi e la Giulia

Lotta, sogni, amicizia, amore, fallimenti, ideali vivi ed altri persi di cinque estranei che, nel trasformare un fatiscente casale rurale del Sud Italia in un agriturismo, finiscono per trovarsi ad avere a che fare con la prepotenza della camorra.
È ciò che Edoardo Leo, prendendo le mosse dal testo Giulia 1300 e altri miracoli di Fabio Bartolomei, racconta nel suo nuovo film Noi e la Giulia, sceneggiato insieme al Marco Bonini che già lo aveva affiancato nell’esordio registico Diciotto anni dopo.
Con un cast in ottima forma e la Paradise cantata da Phoebe Cates inclusa nella colonna sonora, una tragicommedia capace di strappare non poche risate attraverso battute tutt’altro che già sentite e situazioni piuttosto originali; man mano che tende a ribadire l’importanza del rimanere uniti e pronti all’azione (qualunque sia il credo politico od il colore della pelle) in un sempre più deluso e disilluso belpaese quotidianamente stretto nella morsa della malavita.
Riconfermando le già testate doti da commediante doc dell’attore-regista.

Vizio di forma

Rilettura ironica dei canoni e delle convenzioni del noir aggiornati all’epoca del postmodernismo, Vizio di forma di Paul Thomas Anderson restituisce sullo schermo la densità narrativa e lo humor dissacrante delle pagine di Thomas Pynchon, in un giallo dalla struttura frammentaria in cui lo stralunato detective interpretato da Joaquin Phoenix si muove all’interno di un variegato microcosmo, nel quale fanno capolino i volti di Benicio del Toro, Reese Witherspoon, Owen Wilson, Martin Short, Eric Roberts e di un impagabile Josh Brolin.

Whiplash

Il giovane regista americano Damien Chazelle rielabora il suo omonimo corto Whiplash per trasformarlo in un film di grande spessore (e valore) umano e artistico, in cui la raffinata partitura musicale che fa da sfondo all'opera diventa fine e mezzo di un’attenta riflessione sull'uomo, sul potenziale artistico e sulle possibilità di sfruttarlo appieno. Un film che svela con potenza le controverse dinamiche spesso legate all'affermazione del genio creativo assieme a quel processo di abnegazione al proprio talento che è quasi sempre prerogativa (necessaria) dei grandi artisti. Un film centrato e teso come una corda di violino, dove ogni 'nota narrativa' sembra essere al posto giusto e dove lo scontro umano assume una straordinaria potenza grazie alla bravura di Miles Teller e J. K. Simmons.

Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza)

Trionfatore agli ultimi premi Oscar, il nuovo film del messicano Alejandro González Iñárritu si pregia di interpretazioni mastodontiche e cattura senza dubbio l'attenzione dello spettatore grazie ad un uso attento, originale, quasi subdolo del mezzo tecnico, a livello di inquadrature, montaggio, colonna sonora. I temi in ballo sono tanti e sono interessanti, anche se non del tutto originali, e il gioco di riferimenti metacinematografici è imponente e gustoso. Di certo non un film “perfetto” e che forse marcia un po' su alcuni stereotipi, ma merita sicuramente attenzione per ripensare ai concetti alla base dello spettacolo e dei suoi mestieri.

Kingsman: Secret Service

Kingsman: Secret Service, inaspettatamente, si rivela come uno dei cinefumetti più riusciti degli ultimi anni e si accaparra il titolo di Film del mese, ricco com'è di gustose interpretazioni, divertenti rimandi ai fumetti ma anche alle più celebri saghe action-spy, tanta azione e un racconto di formazione che funziona e intrattiene. Si tratta di un'opera in grado di appassionare anche chi solitamente non ama i cinecomics, essendo più vicina a un coloratissimo (e acido) Bond-movie che ai supereroi, ma conquisterà anche gli aficionados del fumetto, che per una volta non si sentiranno “traditi” nelle loro aspettative, trovando, piuttosto che la 'solita' involuzione semplicistica e baraccona, un'evoluzione del concetto alla base della miniserie originale.