Recensione Zombie massacre 2: Reich of the dead

Nuovamente sotto la produzione del tedesco Uwe Boll, Marco Ristori e Luca Boni danno un sequel al loro Zombie massacre ricorrendo, però, ad un plot tutto nuovo ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale.

recensione Zombie massacre 2: Reich of the dead
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Nonostante il titolo e il fatto che dietro macchina da presa si trovino gli stessi Marco Ristori e Luca Boni, Zombie massacre 2: Reich of the dead si costruisce su un plot - a firma dei due registi - che non ha nulla a che vedere con lo Zombie massacre che, nel 2013, inscenò un manipolo di coraggiosi armati impegnati a fronteggiare gli esseri umani trasformati in infetti cannibali a causa di una scoperta scientifica usata come arma batteriologica.
Sempre sotto la produzione dell'Uwe Boll artefice, tra l'altro, di House of the dead e della trilogia In the name of the king, infatti, lo scenario d'ambientazione, stavolta, non è più un apocalittico mondo futuristico, bensì quello della Seconda Guerra Mondiale.
Scenario nel quale facciamo immediatamente conoscenza con i soldati protagonisti, che possiedono, tra gli altri, i volti dell'Aaron Stielstra di Anger of the dead e dell'Andrew Harwood Mills visto in At the end of the day - Un giorno senza fine di Cosimo Alemà e in un'infinità di cortometraggi.
Entrambi facenti parte di un buon cast che, oltre a tirare in ballo la prevalentemente televisiva Lucy Drive nei panni della giovane Erin, destinata ad entrare in scena nella seconda parte dell'operazione, annovera il veterano Dan van Husen di Nosferatu - Il principe della notte e Il nemico alle porte perfettamente calato nel ruolo del nazista dottor Mengele.

Seconda guerra mortale

Personaggio, quest'ultimo, che, una volta superata una lunga prima parte di attesa principalmente dedicata alla presentazione dei diversi armati protagonisti, provvede a fornire spiegazioni riguardanti proprio i folli progetti dell'esercito tedesco, riguardanti, come avviene nell'ambito della celluloide fanta-horror dai tempi del Revolt of the zombies diretto nel 1936 da Victor Halperin (se vogliamo, già da quelli del muto Per la patria di Abel Gance), alla creazione di indistruttibili combattenti zombi da inviare al fronte.
Ma, se il capostipite, non privo neppure della presenza di un mostruoso essere evidentemente ispirato al Nemesis di Resident evil: Apocalypse, peccava in un certo sapore amatoriale che traspariva dai pessimi effetti digitali e dalla scelta di privilegiare i campi stretti di ripresa volti, senza dubbio, a camuffare la pochezza scenografica, qui, nonostante la decisamente più convincente resa visiva, lo sviluppo dell'insieme finisce per afflosciarsi su uno script totalmente privo di mordente.
Perché non basta l'apparizione di qualche morto vivente in pigiama a righe da deportato e qualche testa spaccata per mezzo del calcio del fucile a lasciare soddisfatto lo spettatore dinanzi ad un elaborato che sembra essere interessato a staccarsi dal veloce intrattenimento di genere per avvicinarsi, erroneamente, ad ambizioni autoriali testimoniate da un lato da lentissimi ritmi narrativi proto-Terrence Malick, dall'altro da flashback rurali che richiamano quasi alla memoria sia determinate immagini di Giuseppe Tornatore che alcuni spot televisivi di stampo familiare riguardanti le merendine o la pasta.
Un'occasione sprecata.

Zombie massacre 2: Reich of the dead Dopo la parentesi fantasy rappresentata da Morning star (2014), Luca Boni e Marco Ristori tornano ad occuparsi dagli amati morti viventi con Zombie massacre 2: Reich of the dead (2015), sequel del loro Zombie massacre (2013) costruito, però, su un plot del tutto diverso. Peccato che, al di là della buona messa in scena e del convincente cast, facciano l’infelice scelta di abbracciare un certo cinema d’autore, concretizzando un insieme la cui lenta costruzione d’attesa non porta quasi a nessun elemento capace di accattivarsi l’amante dell’horror; tanto da lasciar pensare che, a distanza di quattro anni, il pur non eccelso Eaters (2011) continui a rimanere la loro più riuscita escursione nell’ambito degli infetti sbrana-uomini.

5

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