Recensione Zack And Miri Amore a...primo sesso

Il porno fai-da-te di Seth Rogen ed Elizabeth Banks!

Articolo a cura di

Nerd King

Sono trascorsi quindici anni dal momento in cui Kevin Smith ha conquistato critica e pubblico con la sua piccola, ma preziosissima, gemma indie intitolata “Clerks”. Costato poco meno di trentamila dollari, ricavati per lo più dalla vendita di parte della cospicua collezione di fumetti dell’esordiente regista, è un film che ha avuto il grande merito di lanciare la nuova ondata del cinema indipendente americano degli anni novanta. Il suo stile “sboccacciato”, citazionista, cinico fino a raggiungere la più totale disillusione, era figlio dell’epoca dei bardi del grunge rock, dei romanzi della “generazione x” di Douglas Coupland; nelle avventure dei due antitetici amici Dante e Randall, si respirava tutto il disagio di migliaia di giovani per i quali il silicio di una cartuccia per il Nintendo si confondeva con le note di “Jeremy” dei Pearl Jam senza alcuna soluzione di continuità. Erano anni in cui cominciava a diffondersi l’idea, tragicamente confermata dall’attuale crisi socioeconomica in atto, che la possibilità di costruirsi un futuro fosse solo una chimera per tutte quelle persone generalmente apostrofate ed etichettate come “looser” e “borderliner”.
Kevin Smith, autore di fumetti, geek fin nel midollo, ha da sempre confezionato le storie dei sui personaggi con passione genuina, con trasporto autentico, osservandoli con partecipazione e, soprattutto, con vivo affetto. I risultati sono stati di altalenante qualità (accanto ai due riuscitissimi "Clerks I&II” e alla corrosiva commedia romantica “In Cerca di Amy”, possiamo trovare cadute di stile come “Jersey Girl” o il pretenzioso “Dogma”, in cui l’ambizione del regista di mixare la Bibbia e Star Wars si è rivelata un clamoroso buco nell’acqua). Tuttavia, l’autore nato a Red Bank nel New Jersey, è riuscito a ritagliarsi un appassionato seguito di fan ed estimatori, tanto fra le fila della critica, quanto fra quelle del pubblico.
La sua ultima fatica, “Zack and Miri Make a Porno”, ancora priva di una distribuzione ufficiale nel nostro paese, unisce alle classiche tematiche nerd di Kevin Smith, due elementi di gran presa sul pubblico: uno è costituito dal protagonista del film, quel Seth Rogen star fra le star dell’affollata factory comica di Judd Apatow, e l’ormai inflazionatissimo mondo del porno che di questi tempi, fra internet e reality show, gode di una visibilità maggiore della “tv dei ragazzi”.
Gli ingredienti per ripetere l’exploit di Clerks ci sono tutti. Resta ora da vedere se il cuoco sia riuscito a dosar bene le parti.

Star Whores

Nella fredda e innevata Monroeville, Pennsylvania, Zack (Seth Rogen) e Miri (Elizabeth Banks), amici di vecchia data e coinquilini nello stesso disastratissimo appartamento, devono far fronte alla montagna di debiti e bollette arretrate. Nonostante siano entrambi occupati, lui lavora in un coffee shopo stile Starbucks, mentre lei lavora presso il centro commerciale della città, si ritrovano senz’acqua proprio prima di andare alla riunione dei vecchi compagni di scuola. Alla festa, Miri tenta di sedurre il suo vecchio compagno di classe Bobby Long (Brandon Routh), mentre Zack comincia a discutere con Brandon St. Randy (Justin Long), che si rivela essere un noto attore di film porno gay, nonché fidanzato di Bobby.
Tornati casa, i due capiscono che l’unico modo per cominciare a far quadrare i conti, è sfruttare la mania del porno iniziando a girare e produrre opere hardcore.
Ma dal porno all’amore il passo può rivelarsi molto breve.

Red Band Movie?

Dopo aver assistito alla crescita degli ormai quasi quarantenni commessi Dante e Randall in Clerks II, erano tante le speranze riposte in questa nuova regia. A fare la parte del leone, sono nuovamente due sfigati, gli Zack e Miri del titolo, che, alla soglia dei trenta, devono ancora trovare il proprio posto nella società e campano costantemente oberati da bollette che non riescono a pagare con i proventi dei loro MacJob sottopagati.
Lo sguardo scevro d’inutili pietismi con cui Kevin Smith racconta il tutto, sta a ricordarci come, a conti fatti, egli sia sempre l’allegro “cazzone” d’un tempo, proprio come i sui personaggi; questo nonostante sia ormai di casa nel dorato mondo di Hollywood.
In Zack and Miri Make a Porno, questo profondo legame fra autore e personaggi, non è però articolato come nei migliori exploit cinematografici del regista americano: tanto le linee guida della vicenda, quanto le sfumature dei protagonisti, sono estremamente meno delineate rispetto agli esponenti più fulgidi del Geek Style di Smith.
La promettente e brillante satira di costume iniziale sul porno e sul suo sostanziale “sdoganamento”, muta presto e prevedibilmente, andandosi ad inserire nei prevedibili binari della commedia sentimentale in cui gli inconsapevoli innamorati si lasciano e si riprendono. Questo aspetto, non sarebbe neanche necessariamente un male: nulla vieta di iniziare una storia in un modo e di darle delle diverse sfumature in corso d’opera. Il problema però, è che, così com’è, il film si colloca in un territorio ibrido, con una prima tranche traboccante di spunti satirici che vanno a colpire la factory del porno e i suoi utenti più o meno affezionati (oggi come oggi, tanto negli States quanto nella Vecchia Europa i taboo del mondo a luci rosse stanno velocemente crollando, con la complicità delle Tv satellitari e generaliste, nelle quali l’hardcore e le sue star son sempre più visibili: basta citare programmi come “Porno: un affare di famiglia” o la partecipazione di pornostar ai vari reality stile “La Talpa) e una seconda parte tutta virata sui tony della comedy romantica in cui le questioni vengono però risolte nell’arco di pochi minuti in modo affrettato e banale.
Davvero un peccato, perché, allo stato attuale delle cose, Zack and Miri possiede tutti i crismi dell’occasione mancata. La sceneggiatura ha delle nuanches iconoclaste, tipiche dello Smith più in forma. A farne le spese, sono i classici esponenti della middle class americana, come nella sequenza in cui Zack e Miri incontrano i loro ex-compagni del High School in una di quelle terribili rievocazioni della prom night di fine anno tanto amate negli Stati Uniti, in cui l’unico apparente scopo è quello di sbattere in faccia agli altri i propri successi lavorativi. Il bizzarro citazionismo presente in tutte le sceneggiature del regista del New jersey, va qua a stuzzicare i titoli di celeberrimi film, rivisitati, chiaramente, in chiave porno (l’omaggio più sapido è dedicato alla saga di Star Wars, verso cui Kevin Smith nutre una smodata ammirazione).
Seth Rogen veste i panni di Zack e compie un ulteriore passo verso lo status di nuovo e talentuoso golden boy della commedia americana, inanellando l’ennesima convincente performance. La sua comicità greve e “scollacciata”, risulterebbe con molta probabilità scarsamente tollerabile e fastidiosa in bocca a qualcun altro. Rogen ha dalla sua una notevole faccia da schiaffi, nonché una fisicità adattissima a certi ruoli e quindi lo sproloquio verbale origina un tutt’uno irresistibile con la sua corpulenta esuberanza. Elizabeth Banks, già fidanzata di Zach Braff nelle ultime stagioni di “Scrubs” e fresca di lodi per il suo ruolo di first lady nel controverso “W.” di Oliver Stone, paga lo scotto del dover dar vita a un character femminile che, nonostante la condivisione del titolo del film, è penalizzato da una caratterizzazione davvero troppo abusata, soprattutto se paragonata a quella di Seth Rogen.
Il cast di comprimari e guest star è indovinato: oltre alla faccia sbruffona di Jeff Anderson (inteprete di Randal in Clerks), ritroviamo anche Jason Mewes (il Jay del celebre duo composto insieme a Silent Bob, impersonificato dallo stesso Kevin Smith) che, tanto per continuare la sua consolidata usanza, ci regalerà dei deliranti siparietti a base di nudità.
Fra i momenti migliori del film, possiamo annoverare quello in cui a comparire come guest star sono Brandon Routh (il neo Superman cinematografico del film di Bryan Singer) e Justin Long, giovane membro del Frat Pack di Stiller and co., già visto in “Dodgeball”, “Ti Odio, Ti Lascio, Ti...”: i due interpretano una coppia di fidanzati che, oltre a condividere le gioie dell’amore, dividono anche gli impegni dei set di film porno gay.
Ottima, come sempre avviene nei film di Smith, la selection di brani scelti per la colonna sonora, particolarmente incentrata sulle sonorità indie-rock di fine anni ’90, periodo cui il regista di Red Bank è inevitabilmente legato.

Zack e Miri - Amore a primo sesso Kevin Smith, dopo il più che discreto Clerks II, commette un mezzo passo falso con un film di certo non da buttare, ma incapace d’intraprendere e percorrere con decisione un determinato percorso narrativo. Così com’è, il lavoro di Smith non è né carne né pesce: la satira di costume non è abbastanza mordace e le emozioni che sarebbero dovute emergere dal lato sentimentale del tutto, non ricevono adeguato supporto dalla sceneggiatura. Ad eccezione di un’Elizabeth Banks piuttosto sottotono (non per sua colpa, questo va specificato), il cast da anima e corpo alla dissacrante verve di Smith. Nonostante il nostro amore nei riguardi del vate cinematografico della geek culture, non possiamo promuovere un film genuino, ma marcatamente imperfetto, in cui la satira viene accennata e poi abbandonata in favore di un sentimentalismo scontato e affrettato. Speriamo comunque che l’ultima fatica cinematografica di Kevin Smith possa trovare una distribuzione ufficiale anche nel nostro paese perché, seppur reperibile attraverso i canali dell'importazione e dell'e-commerce, meriterebbe comunque una visione su grande schermo.

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