Recensione Young Adult

Jason Reitman dirige Charlize Theron nel ruolo di una bad-girl cronicamente insoddisfatta

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Young Adult è un termine di marketing con il quale s'intendono prodotti culturali ideati per un target di ‘giovani-adulti' compresi approssimativamente tra i 18 e i 21 anni. Ma la Young Adult dell'ultimo film firmato Jason Reitman (Tra le nuvole) su sceneggiatura di Diablo Cody (bissando una collaborazione che nel 2007 diede vita al premio Oscar Juno), è una donna anagraficamente più che matura rimasta incastrata nel labirinto dell'adolescenza, e ancorata a un'immagine vincente (quella della reginetta del ballo) che alla soglia dei quaranta è lungi dal confermarsi ma che fa d'altro canto fatica a svanire. L'interesse di Reitman per vite da copertina che nascondono grandi buchi esistenziali (era il caso del Clooney tagliatore di teste ed è il caso della Theron di Young Adult) e vite geneticamente scorrette (come il protagonista di Thank you for smoking) si fondono qui insieme all'interesse della Cody per la destrutturazione di una figura femminile che nasconde gli orrori dietro le sinuose forme del proprio corpo. L'idillio americano che si va decomponendo sempre più attraverso gravidanze precoci o processi di maturazione tardivi (quando e se avvengono). Ma non solo. In Young Adult c'è anche la componente sociale dell'habitat, la cui capacità oppressiva è inversamente proporzionale alla sua estensione (e infatti la vita nelle piccole cittadine è quasi sempre soffocata dai pettegolezzi della gente), eppure, nonostante ciò, il rischio più grande si nasconde nelle grandi metropoli, e nella straordinaria potenza illusoria di un sogno ‘metropolitano' che rischia di creare falsi quanto irrealizzabili ideali.

Una vita da young, young adult

Mavis Gray (Charlize Theron) ha 37 anni e vive a Minneapolis, dove lavora come ghost-writer per una serie di libri, Young Adult, che a breve chiuderà i battenti. Ha già un matrimonio fallito alle spalle e la sua vita (del tutto solitaria, se non fosse per la presenza dell'inseparabile volpino Dulce) scorre ‘adolescenziale' tra fiumi di diet coke, trash food, molto alcool, e soprattutto un grande senso di insoddisfazione. Lo scossone arriverà sottoforma di foto, quando una mattina tra gli allegati delle varie mail troverà il volto sorridente di una neonata, primogenita del suo vecchio amore del liceo Buddy Slade (Patrick Wilson). Decisa a riconquistare il fidanzatino di un tempo (noncurante che questi sia oramai un uomo sposato con moglie e bebè al seguito) Mavis partirà dunque alla volta della cittadina di Mercury (in Minnesota), l'asfissiante città natia dalla quale era fuggita tempo addietro per inseguire una vita ‘migliore'. Lì, oltre a Buddy (che non sembra poi così insoddisfatto della sua ‘semplice' vita) e ai suoi genitori (sempre borghesemente disattenti ai problemi della figlia), ritroverà anche il vecchio compagno di liceo Matt Freehauf, uno che ‘vincente' non è stato mai, e che però (al contrario di Mavis) ha compreso e accettato l'idea di avere un ruolo marginale nel mondo. Quando l'idea di Mavis (il cui egocentrismo non le permette di mettere a fuoco le vite - né la sua né quelle degli altri) si scontrerà con la realtà dei fatti, sarà proprio Matt ad aprirle (per un istante) gli occhi.

Effetto Charlize

Pregio e difetto di Young Adult è quello di essere una commedia che ruota tutta attorno al personaggio di Mavis, e dunque costruita sul volto e sulla fisicità di Charlize Theron. E infatti il film funziona a gonfie vele finché si parla della caratterizzazione della protagonista, sottolineata da una nostalgica colonna sonora anni '90. Menefreghista, egocentrica e inguaribilmente viziata, la bella Mavis è il frutto diretto di un corpo da reginetta esaltato dal grigiore della cittadina che le ha dato i natali. Mentre i suoi tic, le sue nevrosi, e la sua profonda instabilità non sono altro che l'attrito che i suoi 37 anni e la sua vita creano con la proiezione che lei ha sempre avuto di sé stessa, ovvero una donna perfetta realizzata in tutto. E se Charlize Theron è sorprendentemente brava nel dotare la sua Mavis di una presuntuosa superiorità che si alterna alla misera inadeguatezza della sua vita, lo script è abile e veloce nell'illustrare questa endemica duplicità esistenziale (Mavis stravaccata e sfatta sul divano con felpa maglietta hello kitty, Mavis seducente in minigonna e tacchi a spillo per riconquistare l'ex, o ancora Mavis in completo da perfetta mogliettina). D'altro canto, però, la struttura filmica, con epicentro narrativo in Mavis, non permette alle pellicola di abbracciare un'esaustività concettuale che generi un coinvolgimento più radicale, qualcosa che vada al di là di una semplice simpatia per la presuntuosa inadeguatezza di questa donna vittima della sua ostinata immaturità, una Theron isterica e sola al punto giusto.

Young Adult Per la regia di Jason Reitman e su sceneggiatura di Diablo Cody, Young Adult è una commedia dal ritmo frizzante e dai toni leggeri (ma non troppo, in perfetto stile Reitman) che segue la traiettoria circolare di una vita matura che non raggiungendo mai i traguardi sperati, continua a volgere lo sguardo al suo ‘glorioso’ passato adolescenziale. Ma se il discorso sulla finta maturità e sul diverso peso specifico che hanno (nei confronti di una possibile realizzazione esistenziale) le piccole città o le grandi metropoli, regge ottimamente il passo nella caratterizzazione della protagonista Mavis (una irritante e sublime Theron), il resto del film appare troppo sacrificato in funzione dell'assoluta protagonista.

6.5

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