Recensione World War Z in Sala Energia

Quando una sala può far la differenza: la nostra esperienza di visione del nuovo film con Brad Pitt presso l'Arcadia di Melzo

recensione World War Z in Sala Energia
Articolo a cura di

L’hanno definita “La Babele della settima arte”. E’ il punto d’incontro tra tecnologia e passione per il cinema. L’Arcadia è un multisala che sorge nei pressi di Melzo, una cittadina dell’hinterland milanese che conta 20.000 abitanti circa. La costruzione è stata inaugurata nel 1997 e, sin dall’inizio, ha avuto l’obiettivo di costituire un punto di riferimento nel panorama cinematografico nazionale.
La struttura ricorda la maestosità degli anfiteatri grechi; la vicinanza alle abitazioni e il piano rialzato su cui poggia la fa sembrare ancora più grande. Gli interni sono di matrice moderna, con grandi vetri e pannelli video che mostrano gli ultimi poster e trailer. Noi per l’occasione abbiamo visto uno dei motion posters di Wolverine - L’Immortale. Sono presenti 5 sale, di cui 4 gemelle dalla capienza di circa 220 posti. Il loro nome è quello degli elementi naturali: Aria, Fuoco, Terra e Acqua. Il fiore all’occhiello è la sala Energia con i suoi 630 posti, uno schermo tra i più grandi di Europa e un abbinamento di sonoro e videoproiezione davvero encomiabile. La prova che seguirà riguarda lo spettacolo 2D di World War Z, consumato in una sala pressoché vuota se si considera che era la prima del film. La THX di George Lucas, che ha seguito la costruzione dell’edificio sin dal principio, ha certificato positivamente tutte le sale: è noto che THX non sia di manica larga nell’elargire le proprie licenze e pare che la richiesta dell’intervento corrisponda ad un costo tutt’altro che esiguo; l’obiettivo è quello di assicurare una visione del film rispettosa delle intenzioni del regista, mirando ad una presentazione video/audio pressoché perfetta. La dimensione di 500mq dello schermo, l’accoppiata di due proiettori 4K sincronizzati, l’insonorizzazione della stanza e la posizione dei diffusori fanno ben capire che si tratta di un cinema di prima serie.

Appena entrati in sala si rimane storditi dall’assenza di rumori di fondo e per una illuminazione soffusa OLF che mantiene alta la visibilità senza infastidire l’occhio, di modo che non si percepisca troppo il divario di luce tra le diverse zone dell’edificio. La posizione dei sedili è ad anfiteatro, con gradoni decrescenti di 1,3m di profondità, per cui i vostri piedi saranno prossimi alla testa delle spettatore della fila avanti. Le poltrone hanno un design semplice ma curato, sono comode e ognuna dispone di una bocchetta di ventilazione e uno spazio porta bibite. Il pavimento in parquet e l’isolamento acustico acuiscono la sensazione di trovarsi in una sala di registrazione. Lo schermo Perlux è un pezzo unico (senza saldature) di 500mq dalla forma concava, selezionato dai tecnici Harkness di Londra per l’alto coefficiente di guadagno in luminosità, di modo da offrire immagini sempre brillanti e con la corretta diffusione di luce.
Dietro questo, troviamo un muro di cemento armato (il cosiddetto Baffle Wall, anche se solitamente è di cartongesso) che THX esige per l’eliminazione dei fastidiosi riverberi sonori. Si può vedere uno squarcio della sala di proiezione dal centro della sala ma un cornicione rende difficoltoso il nostro curiosare; il silenzio percepito anche qui è notevole e non è poca cosa tenendo conto del grande rumore fatto dai proiettori e dal sistema di ventilazione delle cabine.

Inizia il film. Guardo con attenzione il logo Paramount. Sento sfrecciarmi accanto le stelle e ho un preludio di quella che sarà la mia esperienza sorround. Tutti gli elogi dei cineamatori che ho letto nei vari forum trovano presto conferma. Lo splendore e la qualità dell’immagine è sensazionale. Il fuoco è preciso, l’inquadratura pure. Il formato nativo 2,35:1 riempie tutto lo schermo e qui l’utilizzo del superlativo è d’obbligo: è bellissimo vedere l’immagine senza bande nere, così curata, così maestosa da restituire ogni dettaglio, ogni profondità cromatica. Il film è stato girato in pellicola 35 mm ma la grana era ridotta al minimo, complice probabilmente un ottimo trasferimento video che meriterà una riconsiderazione nella futura versione Home Video. La proiezione mostra i muscoli sia nelle scene ben illuminate che in quelle cupe, senza esporsi ad evidenti difetti nemmeno nella suggestiva sequenza notturna che vede l’esercito rifornire un Boeing nei pressi di un aeroporto militare. Quest’ultima scena, oltre a dimostrare la perfetta resa con le diverse gradazioni di luce, stupisce per il coinvolgimento sonoro dato dai retro diffusori che scandiscono ogni singola goccia d’acqua che cade sul piazzale.

L’audio torna a sorprendere nelle sequenze in Israele, quando il precipitare di qualche elicottero fa letteralmente tremare i sedili con la potenza dei bassi che l’impianto può sfruttare. Il crescendo dei passi è poi spettacolare quando gli zombi salgono l’uno sopra l’altro per formare una muraglia 'umana' (scena visibile anche nel trailer). Dopo un'esecuzione così minuziosa, non resta che fare una prova con la celebre sequenza della mandria impazzita di gnu de Il Re Leone, semmai verrà distribuito nuovamente.
Considerazione ultima, ma non per questo meno importante, è il rigoroso rispetto del pubblico. L’esperienza avuta con World War Z rafforza l’impressione che Arcadia sia un cinema visitato per lo più da appassionati che scelgono la struttura per assistere ad un spettacolo al massimo di ogni rigore. Quindi niente risate fastidiose, schiamazzi e suonerie di cellulari. Tuttavia, se le sale risultano sicuramente più gradevoli quando sono poco popolate, la magnificenza di Arcadia meriterebbe un afflusso di maggior pubblico per tutta la settimana, senza per forza affidarsi esclusivamente al pienone del weekend.

World War Z Ad esperienza conclusa, c'è da dire che il cinema di Melzo vola in picchiata al primo posto della classifica “I Migliori Cinema” ipoteticamente redatta da chi vi scrive (che non può ancora vantare, tuttavia, l'esperienza dell’IMAX a pellicola di Riccione). L’esperienza visiva è ad alti livelli, il sonoro stupisce per la precisione più che per il balordo effetto discoteca su cui puntano altre multisala. La superiorità tecnologica delle attrezzature non ha rincarato il prezzo del biglietto che, duole il cuore a dirlo, ha un prezzo minore rispetto ad altri servizi scadenti venduti a prezzo pieno, il cui unico vantaggio sembrerebbe quello di farci risparmiare tempo e chilometri nella tratta casa-cinema.

Che voto dai a: World War Z

Media Voto Utenti
Voti: 22
7.4
nd