World Trade Center, la recensione

Recensione del film World Trade Center, del disastro aereo del 11 Settembre

Articolo a cura di

11/9/2001

Una data ormai marchiata a fuoco nella storia. Una tragedia che ha cambiato forse irrimediabilmente il destino dell'umanità intera. Ed è stato alquanto strano come Hollywood, che ha sempre cercato di mercificare anche i fatti più drammatici, non si sia avvicinata all'avvenimento prima di questo film di Oliver Stone, datato 2006, seguito a breve da United 93. Se vogliamo non è esattamente la prima produzione dedicata a quel nefasto giorno, non dimentichiamo infatti diversi documentari e neanche il film a episodi 11 Settembre 2001 che vedeva firme importanti dietro la macchina da presa, come Sean Penn, Claude Lelouch e Ken Loach. Ma erano comunque storie di "fantasia" che sfioravano la vicenda delle Twin Towers, senza entrarne in diretto contatto, mentre con World Trade Center si racconta la vera storia di quello che accadde, in particolare la vicenda di due poliziotti rimasti sotto le macerie. E' strano che un regista come Stone, da sempre "contro" gli standard commerciali e astioso nei confronti dell'amministrazione Bush e di qualsiasi americanismo esasperato, tipico di buona parte dello star system a stelle e strisce, abbia realizzato un film così politically correct. E fanno comunque dispiacere i fischi ricevuti dal film a Venezia, dove è stato presentato. Si può criticare o meno la qualità artistica del film, ma sputare sopra una pellicola comunque dedicata con il cuore a un episodio così critico per l'America e il mondo intero, è sicuramente di cattivo gusto. Stone ha voluto raccontare la storia della sua nazione, dal punto di vista delle vere vittime, senza far politica o polemica di sorta. E comunque, come vedremo a breve, anche se il suo intento non è riuscito nel migliore dei modi, è sicuramente un film sentito eccome dal regista.


Un cast altisonante

Per interpretare la parte dei due agenti sopravvissuti, di cui qui viene raccontata la storia, Stone si è affidato a un attore ormai simbolo della Hollywood odierna, in cui facilmente gli spettatori possano identificarsi, quel Nicolas Cage che a esser sinceri negli ultimi tempi è in fase calante. Fresco di alcuni flop sia commerciali che interpretativi, Cage è ormai lontano dai fasti di Via da Las Vegas , che lo portarono all'Oscar nel '96. A fargli compagnia tra le macerie delle Torri Gemelle troviamo Michael Pena, già visto in Million Dollar Baby, attore forse un po' sopravvalutato rispetto alle sue reali qualità. La parte in rosa, nei panni delle rispettive mogli dei due protagonisti, riserva invece due buone interpretazioni, Maggie Gyllenhaal e Maria Bello. La due attrici sono infatti più che brave a delineare due figure di donne disperate e affrante, ma sempre speranzose per la salvezza dei propri consorti. In parti secondarie troviamo Stephen Dorff e Michael Shannon, interprete abbastanza insipido di "un marine devoto a Dio", che accorre in soccorso della gente rimasta sotto i detriti; un personaggio che, esistito realmente o meno, appare sicuramente il meno riuscito della pellicola.


Il giorno che cambiò la storia

Il film inizia mostrando una New York che si sveglia all'alba, seguita dalla scritta "11 Settembre 2001". Vengono mostrati i tragitti di alcuni dei poliziotti che verranno mandati in soccorso sul luogo dell'accaduto, mentre il sole compare e illumina l'orizzonte, dove, miracolo della tecnologia, troviamo ancora le Due Torri a regnare incontrastate sulla Grande Mela. E già si può capire il sapore malinconico che Stone decide di dare a tutto il suo progetto, un'aria di ricordo che imperante dominerà per quasi due ore. Ci viene mostrata la normale routine di una squadra di polizia, che però viene ben presto interrotta da un frastuono sentito a miglia di distanza. Drammatica poesia nell'immagine in cui si nota l'ombra di un aereo sfrecciare su un palazzo prima dello schianto. Incredulità e paura si mescolano negli occhi degli agenti, di chi sa che dovrà andare per dovere ma anche per scelta morale a intervenire sul luogo del disastro. Significativa la frase del personaggio di Cage, che era stato tra gli addetti alla realizzazione dei piani di emergenza delle Torri Gemelle dopo l'attentato del'93, ma che di fronte a quello che si trova davanti, riesce solo a dire "Eravamo preparati a tutto, ma non a questo". I primi venti minuti sono grande cinema, la distruzione assume una bellezza perversa nelle inquadrature di Stone, la pura finzione scenica mescolata a sequenze di repertorio rende il tutto ancora più toccante, e lo sguardo attonito della gente non fa che sottolineare quest'immane violenza. Feriti accasciati sulla strada, migliaia di fogli che volano come angeli portatori di sventura, il fumo a coprire la reale entità del massacro. E su tutto questo il coraggio, l'altruismo di tanti uomini coraggiosi che decisero di entrare all'interno delle Twin Towers per salvarne altri. E qui viene segnata la storia del sergente John McLoughlin (Cage) e dell'agente William J. Jimeno (Pena) e di diversi loro colleghi, che non avranno la fortuna di poter raccontare la loro storia ai posteri. Se la pellicola dovesse essere giudicata unicamente per questa prima, piccola parte, si potrebbe quasi gridare al capolavoro. Purtroppo non basta una mezz'ora eccelsa per consentire a una pellicola di diventarlo.


Due vite, due storie

Il punto focale del film è tutto qui, finendo per rendere la pellicola troppo individualista. A volte spuntano personaggi estranei quali l'assurdo e un pò troppo standardizzato marine, più consono a un certo stile di B-Movies che ad un cinema come questo. Ma tutto si concentrerà sulla vita dei due agenti rimasti intrappolati sotto le macerie di una delle due torri. Gli sguardi coperti dalla fuliggine, i corpi devastati e coperti dai detriti, le urla di sofferenza e i ricordi della loro vita alla quale non credevano più di poter tornare. E così fino alla fine, con aggiunte le sofferenze delle loro famiglie ad aumentare ulteriormente la carica emotiva che il regista voleva trasmettere. E ci riesce. Sicuramente più di un passaggio è capace di provocare qualche lacrima agli spettatori dal cuore tenere, di trasmettere emozioni. Però è troppo poco, la gran parte del tempo si pregherà che i due agenti vengano tirati fuori al più presto, per ovvia conseguenza/speranza di giungere al finale. L'effetto suspance è quindi un altro dei punti dolenti, essendo stato detto più volte prima dell'uscita nelle sale che entrambi i poliziotti sono gli unici sopravvissuti estratti dalle macerie, ma sarebbe stata davvero un'impresa titanica riuscire ad aggirare questo "effetto collaterale". Ci si trova così davanti a un polpettone riscaldato, sicuramente ben realizzato, ma che provoca più di uno sbadiglio. Gli ultimi dieci minuti riescono a dare un po' più di vitalità, fino a un finale che invita tutti a non dimenticare.

Per non dimenticare

Se vogliamo fare un paradosso, assolutamente innocuo e senza polemica, si può dire che questo film può anche essere dimenticato. Non è una bocciatura in pieno, World Trade Center ha dei buoni momenti di pathos, a tratti è commovente, soprattutto grazie all'uso sapiente delle musiche di Craig Armstrong (già visto all'opera con grande successo in Moulin Rouge), ma è troppo lento per essere annoverato come pellicola da rivedere. Le inquadrature fisse sui volti di Cage e Pena, che fanno da unico sfondo visivo per troppo tempo, alla lunga stancano, così come i tormenti più o meno segnati sui volti delle mogli, prima incredule a casa, poi in giro per ospedali e centri di polizia per sapere notizie sulla sopravvivenza dei consorti. Assolutamente evitabile anche l'apparizione di Cristo nel delirio di uno dei due agenti, scena che nella sua fin troppo pacchiana religiosità made in Usa finisce per apparire ridicola. Di buon impatto invece le inquadrature sulle macerie, e lo sguardo attonito della famiglia dell'agente Jimeno intenta a guardare l'annuncio dei dispersi in una sala d'aspetto, una scena sicuramente "forte". Importante è il messaggio che trasmette ogni singola scena: la storia di due sopravvissuti, è la storia di tanti, di tutti coloro che sono andati a portare aiuto rischiando la morte, nella maggior parte dei casi trovandola. Il simbolo di un paese, nonostante tutti i suoi problemi, unito nel dolore e nel tentativo di salvare più vite possibili: significativo l'arrivo di alcuni poliziotti del Wisconsin a portare aiuto ai loro colleghi. E' un omaggio, un ricordo per tutti coloro che hanno perso la vita in quel terribile giorno. Non è un buon film, ma sicuramente è colmo di toccante umanità.

L'edizione in DVD

L'edizione oggetto di questa recensione è la Special Edition prodotta dalla Paramount, a due dischi, il secondo interamente dedicato agli inserti speciali, per un mix di audio/video/extra di primissimo livello.

Il video è realizzato con un bitrate medio di discreto livello, pari a circa 6,5 mb/s, che ci ha lasciato ben sperare per un buon risultato qualitativo generale. E non siamo affatto rimasti delusi. Contrasto, luminosità e dettaglio di primissimo livello, nelle scene all'aperto, ottima la resa del nero, e di tutte le basse luci in generale, nelle location ambientate tra le macerie delle Torri Gemelle. Compressione e rumore video minimamente percepibili in questa pellicola, con una resa cromatica estremamente naturale. Il tutto "confezionato" in un formato video widescreen anamorfico.

Sul medesimo livello il comparto audio, con le due tracce a disposizione (inglese e italiana) codificate in Dolby Digital 5.1 che si equivalgono. Entrambe presentano un ottimo livello di dettaglio, con dialoghi mai aspri e sempre ben distinguibili e ottimamente posizionati nello schermo. La dinamica della traccia viene chiamata in gioco in pochi frangenti, ma quelle poche volte riesce ad aggiungere quel surplus graditissimo al coinvolgimento, comunque sempre su buoni livelli. Non eccellente la spazialità, con i canali surround chiamati ad intervenire sì di frequente, ma non quanto ci saremmo aspettati.

Il vero punto di forza di questa edizione è rappresentato dal comparto relativo agli extra, con un DVD9 interamente dedicato, oltre ad una parte del supporto contenente il film. Tra questi troviamo, nel primo disco, due commenti audio del regista e di uno dei superstiti, e alcune scene tagliate; nel secondo, invece, sono disponibili ben 51 minuti per tre making of, 52 minuti per uno speciale incentrato sui superstiti di quella tragedia, due featurette tecniche da 33 minuti, più interviste ad Oliver Stone, spot televisivi, un trailer e una galleria fotografica.

World Trade Center Toccante, commovente, sentito. Ma anche lento, pesante e monotono. Non si possono scindere questi aggettivi, in grado nel loro assurdo contrasto di penalizzare una pellicola potenzialmente ottima. Venti minuti di grande cinema, al quale Stone ci ha abituati in passato, non bastano a salvare World Trade Center dalla noia. E anche la buona prova di Cage, la migliore degli ultimi tempi, non riesce a risollevare un film troppo fermo su se stesso, dove succede per oltre un'ora poco o nulla. L'emozione si fa veramente forte e accesa in alcune scene, e diventa simbolo dell'attaccamento del regista al proprio paese, che ha deciso di raccontare la pagina più buia della storia recente con coraggio e dedizione. Ma questo non è bastato, e il risultato è un prodotto buono solo a metà. Per quanto riguarda il versante tecnico, non possiamo che segnalare una edizione molto riuscita.

7

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