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Work It, la recensione della commedia musicale Netflix

La giovane Quinn deve diventare una perfetta ballerina per potersi iscrivere a una prestigiosa scuola e prendersi una sonora rivincita.

recensione Work It, la recensione della commedia musicale Netflix
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La giovane e intelligente Quinn Ackerman lavora come tecnica delle luci per una popolare crew di ballo, vincitrice da cinque edizioni consecutive dell'annuale torneo scolastico. Durante una sessione di prove a poche settimane dall'evento clou, Quinn commette un errore e viene licenziata in tronco dall'arrogante leader del team.
La protagonista ora ha un unico modo per essere ammessa alla scuola da sempre desiderata: con una mezza bugia convince la preside ad accettare la sua iscrizione, trovandosi costretta a imparare in un brevissimo lasso di tempo le tecniche per diventare una perfetta ballerina.
La ragazza, aiutata da una ex-collega molto più esperta e navigata di lei, inizia la fase di reclutamento per formare una squadra competitiva con la quale prendere parte all'imminente competizione.

Balla che ti passa

Soltanto poche settimane fa vi avevamo parlato di Feel the Beat (2020), commedia a sfondo musicale giunta in esclusiva nel catalogo Netflix, e ora eccoci davanti a un altro titolo originale che si addentra nello stesso, abusato, filone.
Pur con due trame sostanzialmente diverse, il tema del riscatto e della rivincita è una costante che lega le pellicole e che le rende di fatto molto simili a tante altre produzioni a tema.
Work It recupera l'onnipresente mania da talent show con l'ennesimo concorso che vede sfidarsi squadre di ballo, ognuna con le proprie peculiarità, all'interno di una trama che ripercorre il solito calderone di tradimenti, gelosie, riappacificazioni in una chiave leggera e disincantata, strizzando l'occhio a quel pubblico adolescenziale che rimane l'effettivo target di riferimento dell'operazione.

Ingenuità e simpatia

La classica love-story di sottofondo, fortunatamente priva di eccessiva retorica, e qualche sussulto comico gradevole riescono a tenere in piedi l'ora e mezza di visione, altrimenti troppo esile per offrire uno sguardo fresco e nuovo a un genere per nulla semplice da rinnovare.
Le coreografie di danza, che si basano soprattutto sul freestyle, sono indirizzate principalmente a un pubblico di appassionati e lo spettatore occasionale difficilmente potrà notare differenze tra un'esibizione e l'altra, segno questo di una parziale mancanza di varietà.
Se i personaggi posseggono, pur con qualche eccezione, la giusta dose di simpatia e la protagonista Sabrina Carpenter è piacevolmente esplosiva nella recitazione, la stesura di gag e dialoghi lascia il tempo che trova.
Per fortuna qualche siparietto va a segno, con tanto di inaspettato sussulto black humour, e l'attesa dei titoli di coda si fa sentire meno del previsto, confinando Work It nel limbo di quei titoli senza infamia e senza lode dedicati esclusivamente ai fan del genere.

Work It Prodotto tra gli altri dalla cantante Alicia Keys, Work It è l'ennesima commedia a sfondo musicale che ripercorre l'eterno tema del contest scolastico, affrontato dal punto di vista di una ragazza in cerca di riscatto. Pur derivativo nelle situazioni e scarsamente ispirato nelle coreografie - che a lungo andare sembrano fin troppo simili tra loro - il film si "salva" grazie a uno sguardo leggero più marcato della media e alla genuina simpatia di buona parte del cast, con la protagonista Sabrina Carpenter sugli scudi. Novanta minuti di visione dove il lieto fine è scritto in partenza e la colonna sonora a base di canzoni pop e sonorità elettroniche può già sancire l'interesse o meno da parte dello spettatore: il principale target di riferimento rimane in ogni caso un pubblico giovane, coetaneo dei personaggi al centro del racconto.

6

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