Recensione WinX: il segreto del regno perduto

Le streghette di Rainbow arrivano anche sul grande schermo, purtroppo...

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Il mondo magico è nei guai, chi è l'unico essere vivente in grado di salvarlo? Un prode guerriero? Un mago dai mille poteri? Un Hobbit? Harry Potter? No, un piccolo clone made in Italy di Paris Hilton, insieme alle sue amichette del cuore che, casualmente, nascondono incredibili poteri. Ora spero che i nostri lettori scusino l'abbandono del pluralia giornalistico e mi permettano qualche digressione puramente personale; siamo nel 2007, da vent'anni siamo invasi da produzioni giapponesi che, chi più chi meno, propinano un certo tipo di eroina ed un certo tipo di storie, ha senso che l'Italia tenti di competere in un campo in cui parte già con uno svantaggio enorme? Queste WinX altro non sono che un plagio degli Shojo anime più noti, da Sailor Moon a RayHeart, il tutto condito con quel buonismo lezioso e patinato tutto angloeuropeo.

In questo film praticamente nulla è salvabile: la storia è piatta, banale e già conclusa fin dall'inizio con un'onnipresente e fastidiosa voce fuori campo che con fin troppa logorrea si premura di spiegare le vicende che accadono, come se il pubblico, più che da bambini (che molte volte sono più intelligenti e ricettivi di noi), fosse composto da una manica di deficienti, incapaci di distinguere anche le vicende più lapalissiane. I personaggi sono talmente stilizzati da risultare odiosi, senza contare il chara-design che, pur ispirandosi ai manga, non ne conserva la raffinatezza del tratto, finendo per rappresentare delle piccole Bratz, volgari sia nella gestualità che nell'abbigliamento (composto solo da minigonne ascellari, top strettissimi, stivali e quant'altro) e che trasmettono un modello enormemente negativo per tutte le ragazzine. Non si fraintenda, non si vuole fare moralismo spicciolo, il cinema è un'arte ed è libera di trattare le donne e gli uomini come preferisce, ma quando questa libertà diventa un superficiale e deliberato tentativo di trasformare un film in un enorme spot pubblicitario per un certo tipo di industria della moda, bhe, le cose cambiano. Questo cartone animato, dietro un velo di falsi buoni sentimenti e personaggi dall'aria "carina", nasconde una serie di sottesi vermamente devianti e, ci stupiamo (o forse non ci stupiamo) di come il MOIGE, sempre pronto a criticare e mettere alla berlina l'arte di geni come Kubrick o Bertolucci, non abbia alzato un dito contro quest'atto di pedofilia mediatica.

Dal punto di vista tecnico segnaliamo quella che probabilmente la peggior computer grafica che si sia mai vista sul grande schermo; siamo infatti lontani anni luce dalla perfezione tecnica di un Ratatouille o di uno Shrek, segno, forse, che il budget milionario di questa produzione sia andato in altri rivoli (leggasi la campagna pubblicitaria) anziché nello sviluppo di tecnologie adeguate. Tutti i personaggi che si muovono sullo schermo sono rigidi, limitati nei movimenti e nelle espressioni facciali ma, soprattutto, completamente incoerenti con lo sfondo su cui si muovono, un po' come nei vecchi videogames punta e clicca in cui personaggi tridimensionali si muovevano su sfondi prerenderizzati e con telecamera fissa. Inutile dire che il risultato, alle soglie del 2008, è pietoso.

Winx - Il segreto del regno perduto WinX è un film che fa sorgere molte domande. Perché il cinema italiano spreca soldi in progetti come questo? Perché a persone senza talento alcuno è permesso arrivare ai vertici? Perché in Italia non si riesce a produrre un’idea decente che non sia scopiazzata? La risposta purtroppo è semplice, WinX sicuramente farà successo non tanto per colpa dei poveri bambini bombardati dagli spot e dalle marchette dei telegiornali, quanto per colpa degli adulti senza alcuna coscienza cinematografica, che porteranno i loro figli a vedere questo film. Siamo sotto le feste, fate un bel regalo ai bambini, comprategli un bel DvD di un qualsiasi cartone Disney o di qualche anime giapponese; di sicuro cresceranno meglio e si divertiranno di più.

4

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