We are what we are, la recensione dell'horror di Jim Mickle

Una famiglia di cannibali vede spezzarsi il proprio equilibrio alla morte della madre in We are what we are, horror drammatico ricco di sfumature.

recensione We are what we are, la recensione dell'horror di Jim Mickle
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I Parker sembrano una famiglia come tante (marito, moglie, due figlie adolescenti e uno più piccolo) ma nascondono in realtà un terribile segreto: sono infatti gli ultimi eredi di una dinastia di cannibali, cosa che li porta a cibarsi di carne umana. Quando la madre muore in seguito ad un incidente, il compito di preparare la particolare cena spetta di diritto alla primogenita, costretta a uccidere le indifese vittime catturate dal padre, ma le due sorelle sembrano sempre più restie a seguire quel macabro stile di vita auspicando per loro un futuro normale. Quando l'ennesima ragazza della zona scompare misteriosamente, il dottore locale (la cui figlia era scomparsa molto tempo prima) e la polizia cominciano ad indagare...

La cena è servita

L'orrore di We are what we are è più suggerito che mostrato, per quanto un paio di sequenze a discreto impatto "emoglobinico" facciano la comparsa nei cento minuti di visione. Ma l'atmosfera è qui più sottile rispetto ai canoni dei cannibal-movie classici, si opta per una narrazione in cui diverse tematiche introspettive e drammatiche sottolineano lo sviluppo dei personaggi. Dal coming-age inumano subito dalle due giovani figlie adolescenti, costrette ad improvvisarsi complici-assassine di un padre padrone, fino all'ossessione religiosa che si muove come destabilizzante movente delle crudeltà commesse e ordinate dall'uomo, il film di Jim Mickle (remake del messicano Siamo quello che mangiamo del 2010) riesce a catturare istinti e sensazioni con una profonda sensibilità di intenti, capace di travalicare i semplici spunti di genere per raccontare una storia dai profondi significati. Si respira una costante ed opprimente inquietudine nella messa in scena, esplodente in una tensione brutale in una manciata di "scene madri" in cui il terrore psicologico esplode prepotente e, per quanto i colpi siano relativamente prevedibili, la sceneggiatura è attenta nel proporre sempre nuovi sviluppi atti a catalizzare l'attenzione dello spettatore, fino ad una "resa dei conti" finale che lascia magnificamente il segno.

Con un paio di flashback in costume che ci introducono al background dinastico, in un contesto dove mangiare carne umana era necessario per evitare di morire di fame, e un'ottima cura nella caratterizzazione delle figure secondarie, la varietà del racconto non viene mai meno, complice una colonna sonora torbida e suadente e un'ambientazione di provincia, tra paludi e case isolate, in cui i "mostri" hanno facile possibilità di non venire scoperti. Al resto ci pensa l'eccellente cast, con il da poco compianto Michael Parks nei panni della nemesi buona e le giovani Julie Garner e Ambyr Childers ad infondere una struggente personalità alle due tormentate sorelle.

We are what we are Un cannibal movie atipico che ci trasporta nel bel mezzo delle complesse dinamiche di una famiglia mangiatrice di carne umana, il cui equilibrio va lentamente a pezzi dopo la tragica morte della madre. We are what we are schiva l'orrore gratuito, lasciando le scene forti quasi sempre fuori campo in favore di una costruzione inquieta e dolorosa delle psicologie dei personaggi, con particolare attenzione nei riguardi delle due sorelle adolescenti determinate a cambiare stile di vita ed opporsi ai rigidi ed inumani dogmi del padre. Un coming-age estremo, messo in scena su tonalità melanconiche e sofferte, che trova una perfetta chiusura nello splendido finale, epilogo ideale di una vicenda che affascina per una commistione di generi e influenze pregna di personalità. Il film andrà in onda stasera, sabato 14 ottobre, alle 23.30 su RAIMOVIE.

7.5

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