We Are the World Recensione: su Netflix una notte indimenticabile

We Are the World: la notte che ha cambiato il pop ci porta indietro nel tempo a un momento specifico, leggendario e irripetibile nella storia della musica.

We Are the World Recensione: su Netflix una notte indimenticabile
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L'incisione di We Are the World ha rappresentato un evento irripetibile nella storia della musica, in cui si sono incontrati tantissimi elementi inaspettati, iconici e differenti, facendo in modo che l'impronta pop di un periodo storico preciso vi restasse impressa per sempre. In We Are the World - la notte che ha cambiato il pop viene narrata proprio la storia dietro all'incisione di un pezzo che tutti, bene o male, conoscono o hanno sentito nominare almeno una volta nella vita. Il documentario musicale di Bao Nguyen, disponibile su Netflix dal 29 gennaio 2024, però, non si limita a tratteggiare la melodia in sé, soffermandosi piuttosto sulle grandi personalità che hanno contribuito alla sua creazione come la conosciamo, e sul grande impegno dietro alle quinte che ha portato alla sua nascita (un approccio documentaristico simile, connesso coi dietro le quinte nel mondo della musica, lo abbiamo riscontrato anche nella recensione di Vasco Rossi Il Supervissuto) .

In una notte solamente si è fatta la storia della musica come nessuno se la sarebbe mai aspettata. Partendo da un'idea dalle radici sociali e umanitarie, ci si ritrova ad assistere all'organizzazione di un'incisione che, in modo del tutto inatteso, ha raccolto nello stesso posto le voci di alcuni personaggi iconici nel mondo della musica dell'epoca. Qual è stato il riscontro e il valore di tutto ciò? Come ha influito sugli appassionati un evento del genere?

"We Are the World, we are the children"

Come anticipato, al centro di We Are the World: la notte che ha cambiato il pop troviamo proprio l'incisione della canzone che fa da titolo, e le dinamiche specifiche che hanno condotto alla creazione ed attuazione di questo progetto del tutto inatteso all'epoca.

Differentemente da quanto ci si aspetti, We Are the World venne realizzata e incisa in una notte, riuscendo a far combaciare le vite di tutti coloro che vi parteciparono in un gioco d'incastri complesso e determinato ad arrivare fino in fondo. La notte del 28 gennaio del 1985 alcuni fra i più grandi artisti mondiali nell'ambito della musica sono stati riuniti in uno studio nella città di Los Angeles. Ognuno di loro è stato contattato in maniera differente ma la strada è una e una soltanto: realizzare un singolo insieme che riunisca queste grandi personalità mettendo da parte il proprio ego così da sensibilizzare il mondo sulle vittime della carestia in Africa. Lo scopo benefico, quindi, in contrapposizione con le vicende personali e lavorative, cerca di lanciare un messaggio diretto, cercando, in qualche modo, di fare la differenza facendosi ascoltare.

We Are the World: la notte che ha cambiato il pop si prefigge l'obiettivo, come documentario, di raccontare le dinamiche organizzative e i dietro le quinte di questo evento irripetibile nella storia della musica, in cui nomi del calibro di Bruce Springsteen, Cyndi Lauper, Kenny Loggins, Dionne Warwick, Huey Lewis, Smokey Robinson, Michael Jackson, Lionel Richie, Bob Dylan... si trovano riuniti nella stessa stanza e spinti a registrare un pezzo per una causa più grande.

Nei suoi 96 minuti complessivi We Are the World: la notte che ha cambiato il pop realizza una veloce presentazione di un'epoca lontanissima dalla nostra, mettendo subito in chiaro le difficoltà generali nell'entrare in contatto con tutti gli artisti coinvolti e far quadrare alla perfezione tutti gli impegni e difficoltà, canalizzando ogni cosa in una sola notte. Nella nostalgia delle immagini sporcate dal tempo si annida la testimonianza diretta di un momento assolutamente straordinario e difficile da assorbire nella sua interezza, sia emotiva che musicale (già che ci siete non perdete i film Netflix di febbraio 2024).

L'illusione della vicinanza

La grande magia di We Are the World: la notte che ha cambiato il pop risiede proprio nella potenza nostalgica delle immagini che lo compongono. Di pari passo troviamo anche gli interventi di coloro che sono stati realmente sul posto in quella magica sera, regalando dettagli e aneddoti che arricchiscono sicuramente le immagini di repertorio arrivate fino a noi oggi. Fra le voci narranti nel documentario di Bao Nguyen troviamo quella di Lionel Richie, ma anche Bruce Springsteen, Cyndi Lauper e tantissimi altri che tornano a ricordare un momento in cui la leggenda si è resa tangibile.

Risulta fondamentale, inoltre, ricordare che il periodo storico in cui We Are the World venne realizzata era diversissimo dal nostro. Su questo punto We Are the World: la notte che ha cambiato il pop spinge abbastanza, sottolineando quanto fosse difficile comunicare con il resto del mondo (non c'erano i mezzi attuali, ovviamente) e quanto abbia contribuito in questo senso il brano in questione, sensibilizzando su un argomento che poteva interessare tutto l'Occidente.

L'obiettivo di quella canzone, quindi, era più chiaro che mai, e il documentario cerca di evidenziarne l'importanza mano a mano che esplica i fatti nel dietro le quinte. Partendo da una canzone così potente, Nguyen riesce ad ampliare il punto di vista della macchina da presa concentrandosi anche sugli artisti in gioco e sulle loro specifiche reazioni, anche emotive, nel ritrovarsi in una stanza insieme a delle vere e proprie leggende immortali. Organizzare un evento del genere significò entrare in contatto coi bisogni di ognuno e con le sensazioni, positive e negative, affioranti durante le prove.

Oltre 40 superstar si riuniscono e devono assolutamente riuscire nell'impresa di incidere una canzone che impatterà su tutto il pianeta. Il tempo corre e i minuti sembrano non bastare mai per far quadrare ogni cosa. La stanchezza e lo specifico ego di ognuno sono due fattori fondamentali in un'impresa titanica come questa, ma le immagini sgranate si fanno ben presto attestazione diretta di qualcosa d'irraggiungibile e allo stesso tempo stordente, per il suo valore immortale, riproponendo i volti e i suoni di un momento in cui il talento di ognuno è riuscito a prevalere sul il resto.

"Lasciate l'ego fuori dalla porta"

We Are the World: la notte che ha cambiato il pop è piuttosto semplice come documentario, fondendo al proprio interno elementi nostalgici e la testimonianza diretta di un momento altissimo nella storia della musica mondiale. Nel narrare le vicende, anche complesse, che hanno reso possibile la registrazione del brano, resta affascinante l'osservazione delle star che vi hanno preso parte, e il lato più umano derivato da uno sforzo comune in questo senso.

Oltre alle emozioni e al divertimento, però, We Are the World: la notte che ha cambiato il pop pecca nel non premere troppo sull'importanza concettuale della canzone in sé e sul suo impatto immortale a livello mondiale, in quegli anni e oltre. L'intento del progetto risulta chiarissimo fin dal principio, e in questo funziona, regalando agli appassionati e al pubblico più generalista uno spaccato che dà i brividi a più riprese. La velocità d'esecuzione però, e la mancanza di contestualizzazione in alcune sue parti, limitano di molto le possibilità più intellettuali di un documentario che pare non esaurire del tutto le proprie potenzialità comunicative.

We are the world: la notte che ha cambiato il pop We Are The World: la notte che ha cambiato il pop è un documentario sicuramente affascinante e importante, specialmente per gli appassionati di musica. L'intento nostalgico alla sua base risulta più chiaro che mai fin dal principio, come anche l'interesse a ricordare un momento irripetibile nella storia della musica. Mentre le immagini sporcate dal tempo ci trasportano in una stanza e notte leggendaria, fra volti e voci che hanno fatto la storia, resta lecito chiedersi quanto fosse importante riflettere un secondo anche sull'apporto più concettuale e sociale che un brano come We Are The World ha avuto sul pubblico mondiale. Così la testimonianza diretta e indiretta di un momento iconico resta impressa a fuoco, senza però approfondirne troppo l'importanza oltre quella stessa notte.

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