Recensione We are still here

Il produttore Ted Geoghegan esordisce alla regia con un horror di buon mestiere, equamente diviso tra un'atmosfera inquietante e un divertimento gore, che ci porta nuovamente tra le mura di una casa infestata.

Recensione We are still here
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Non è un caso che sia proprio il genere horror a contare il maggior numero di registi esordienti, vuoi per il più semplice ritorno economico anche, e soprattutto, a dispetto di produzioni low-budget. Ennesima pellicola che conferma la regola, We are still here è l'opera prima del produttore/sceneggiatore Ted Geoghegan, già artefice finanziario della seconda tranche di episodi di The ABCs of Death 2. Orrore di matrice prettamente indie, sottolineato anche dalla presenza nel cast dell'omnipresente factotum del genere, il Larry Fassender di Wendigo e Beneath, il cui racconto parte dall'incipit classico della casa infestata. La nefasta dimora viene comprata nel 1979 da una Anne e Paul, coppia di sposi di mezz'età, ancora scossi dalla recente morte del figlio scomparso in un incidente automobilistico. L'uomo si augura che cambiare aria possa essere terapeutico per la moglie, ma ben presto tra le quattro mura cominciano ad avvenire inquietanti fenomeni; inoltre una visita dei vicini li mette al corrente del tragico passato della struttura, nella quale avvennero efferati atti di sangue. I coniugi cercheranno di indagare sull'accaduto e scacciare i presunti spiriti con l'aiuto di una coppia di amici dotati di poteri sensitivi.

E voi vivrete nel terrore

Se il contesto non brilla certo per originalità narrativa, va dato atto a Geoghegan di saper gestire il genere con un certo mestiere, arrivando a creare una sana inquietudine e a rendere appassionanti i novanta minuti scarsi di visione. Con rimandi più o meno palesi ad alcune opere di Fulci, e addirittura la presenza dell'ex scream queen Barbara Crampton (Re-animator) nei panni della protagonista, il film ha una carica aggressiva che si scatena in un'affascinante tripudio gore nei minuti finali, dove sangue e sbudellamenti prendono il sopravvento sull'attesa dello spavento che domina la prima parte della storia. E nonostante una certa prevedibilità, il terrore si fa palpabile e affascinante, grazie anche al mistero che lega l'isolata dimora maledetta all'intera cittadina vicina, nella quale gli abitanti hanno un segreto secolare da nascondere. Registicamente We are still here regala buone soluzioni visive, che non nascondono troppo le diaboliche presenze per infine renderle assolute star del massacro nella resa dei conti finale, dove si palesano nella loro macabra essenza grazie a dei discreti effetti speciali. In una via old-school che è in grado di coniugare gusti di appassionati e neofiti, il film pur senza eccellere vince la sua personale sfida d'intrattenere, con alcune sequenze gustosamente pseudo-parodiche come la possessione ai danni di un istrionico Fassender.

We are still here Un horror "divertente" che farà la gioia degli appassionati sia per la sua verve citazionista, sia per la sua anima ibrida tra atmosfera e violenza gore, che si scatena brutalmente negli ultimi minuti. We are still here non brilla per freschezza narrativa ma mette in ogni modo curiosità per scoprire il mistero dietro la casa infestata, giocando coi leit-motiv e regalando qualche discreto colpo di scena. E pur non eccellendo si rivela inaspettatamente una visione piacevole.

6.5

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