Volano coltelli, la recensione del film con Rob Lowe e Carrie-Anne Moss

Uno stratega politico americano è impegnato nel salvare/lanciare le carriere di alcuni suoi clienti in vista delle prossime elezioni.

recensione Volano coltelli, la recensione del film con Rob Lowe e Carrie-Anne Moss
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Se un candidato politico si macchiasse di un errore, anche grave, ma la sua vittoria potrebbe fare la differenza per milioni di cittadini, lo aiuteresti a vincere le elezioni? Questo è il dilemma che si palesa davanti a Paul Turner, un esperto stratega politico che ha il compito di tirare fuori i suoi clienti da potenziali scandali che potrebbero metterne definitivamente a rischio la carriera.
In Volano coltelli l'uomo, con l'aiuto della bella assistente Kerstin Rhee, figlia di immigrati coreani, gestisce un team dove ognuno ha un compito preciso nel tentativo di smentire accuse esterne, false o vere che siano. Tra gli individui che si assicurano i suoi preziosi servizi vi sono un governatore del Kentucky con un debole per il gentil sesso, un senatore della California vittima di ricatto e una dottoressa idealista che ha intenzione di candidarsi come amministratore.
Con il passare dei giorni e gli incarichi che diventano sempre più complicati e difficili, Turner dovrà decidere se varcare il confine morale e, nel caso, affrontarne le conseguenze.

Le leggi della politica

La satira politica, spesso utilizzata dal cinema americano, è al centro di questo film che trasporta lo spettatore all'interno delle dinamiche solitamente nascoste al grande pubblico, che mostrano i lati oscuri di chi viene eletto. Ispirato a una storia realmente accaduta, Volano coltelli non va per il sottile nella sua messa in scena e palesa sin da subito le sue esibite intenzioni: i titoli di testa, con immagini di repertorio filtrate in bianco e nero che rappresentano noti personaggi della scena statunitense (dai coniugi Clinton a Obama, da Bush Jr. ad Arnold Schwarzenegger) in foto obiettivamente poco riuscite, mettono già in mostra un atto accusatorio verso certe dinamiche che hanno luogo in quel determinato ambito.
Il continuo susseguirsi di spot televisivi, atti a celebrare il sogno americano o a commemorare eroi di guerra solo per ottenere un maggiore riscontro elettorale, ridicolizzano le formule pubblicitarie celebrative che condizionano l'opinione pubblica e il finale, nel quale forse "qualcuno di buono" riesce a raggiungere l'agognato traguardo, appare al contempo speranzoso e autoironico.

...e giustizia per tutti

Il film ha dei suoi punti di interesse nel messaggio narrativo ma non trova altrettanta ispirazione nella relativa messa in scena, la quale sembra figlia delle produzioni televisive standard del piccolo schermo americano, con una fotografia spenta e anonima e un reparto tecnico basilare, a cominciare proprio dalla stessa regia di Bill Guttentag (anche autore della sceneggiatura insieme a Chris Lehane) che utilizza soluzioni gratuite per tentare di variare l'anonimato generale. Dall'utilizzo insensato di split-screen in alcune delle fasi salienti a forzate videochat, Volano coltelli dà in più occasioni l'impressione di non avere una propria personalità e di affidarsi al riciclo di situazioni già osservate, con ben altri risultati, altrove.
L'accumulo di personaggi in maniera incessante non ne aiuta la relativa caratterizzazione e anche lo stesso protagonista finisce per essere una sorta di macchietta caricaturale con il solo compito di gestire i complessi fili della narrazione. Il numeroso cast capitanato da Rob Lowe e Carrie-Anne Moss, con la bella Jamie Chung di Sucker Punch (2011) e David Harbour di Stranger Things in fondamentali ruoli secondari, rischia così di essere sprecato e alla fine dei novanta minuti di visione si ha la sensazione di aver assistito a un titolo più tirato per i capelli che realmente appassionante.

Volano coltelli Alcuni spunti sulla società americana, con la scena politica e situazioni etiche e morali che dominano il soggetto focale del racconto, sono al centro di questo film satirico che non morde mai con la giusta cattiveria, gettando il sasso e nascondendo la mano in diverse occasioni. Volano coltelli paga una messa in scena figlia della televisione standard d'Oltreoceano negli aspetti tecnici e registici, con il solo cast popolato di volti noti del piccolo e grande schermo (tra vecchie glorie e future star) a tentare di tenere in piedi la struttura, con risultati altalenanti. Nei novanta minuti di visione si assiste a un incessante susseguirsi di eventi e comizi elettorali nei quali il protagonista, interpretato da Rob Lowe, tenta in ogni modo di salvare la faccia o aumentare il consenso dei suoi clienti, politici navigati o aspiranti tali, in attesa delle prossime votazioni. I dilemmi morali e le sfumature potenzialmente insite in alcune figure secondarie sono troppo deboli per lasciare il segno dal punto di vista drammatico e le emozioni latitano, trascinando gli eventi a un finale privo di pathos e scontato. Il film andrà in onda mercoledì 13 marzo alle 21:00 su CINESONY in prima visione TV.

5

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