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I viziati Recensione: una commedia Netflix davvero troppo scontata

Gérard Jugnot è il protagonista di una commedia francese che gioca le proprie gag sul contrasto tra ricchezza e povertà.

I viziati Recensione: una commedia Netflix davvero troppo scontata
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Se tra pochi giorni ci attende come ogni anno l'imperdibile appuntamento televisivo con il cult di John Landis - per prepararvi scommettete un dollaro sulla nostra recensione di Una Poltrona per Due -, se siete abbonati a Netflix potete nel frattempo rivolgere la vostra attenzione verso I Viziati, recente original giunto sulla piattaforma (e non perdetevi i film Netflix di dicembre 2021). Francis Bartek è uno dei più ricchi imprenditori monegaschi, proprietario di un impero economico che fa gola a molti. Dedito al lavoro, l'uomo è rimasto vedovo e si trova a crescere da solo tre figli il cui unico scopo nella vita sembra quello di sfruttare le ricchezze paterne senza ritegno, dandosi a vizi e lussi di ogni tipo senza alcun etica di sorta.

Per dare una "svegliata" ai propri figli, Francis decide di fingere una bancarotta con conseguente accusa di frode, che secondo la sua fasulla versione sarebbe stata colpa di un suo collaboratore, e li costringe a trasferirsi insieme a lui in una casa di campagna con pochi soldi a disposizione: il solo modo per tirare avanti sarà ora quello di trovarsi un impiego serio come tutti i comuni mortali.

Dalle stelle alle stalle: qualcosa di già visto

Trasportare personaggi abituati ad un contesto di ricchezza in uno dove devono guadagnarsi da vivere letteralmente alla giornata è uno dei grandi classici non solo del racconto cinematografico; ideale approccio antitetico generato fin dai tempi de Il principe e il povero di Mark Twain. Questa commedia francese diretta da Nicolas Cuche ha inizio nel Principato di Monaco, con tanto di introduzione in voice-over alle dinamiche di lusso e ricchezza che caratterizzano la piccola città-stato nota in tutto il mondo. Che serve anche a presentare la bizzarra famiglia al centro del racconto, formata da un padre ligio e burbero e da tre figli che si limitano a vivere di rendita.

Philippe è alle prese con iniziative improbabili che si rivelano un fiasco dopo l'altro, Alexandre è un vero e proprio sciupafemmine, mentre Stella ha una smodata passione per lo shopping ed è prossima al matrimonio con il latin lover Juan Carlos, ignara che quest'ultimo miri soltanto a mettere le mani sull'ingente patrimonio di famiglia. Quando la situazione cambia niente sarà più come prima: l'ora e mezzo di visione tenta proprio di esasperare la sua verve comica nell'approccio ad un nuovo modo di vivere, con situazioni dove i tre ragazzi si trovano impreparati nella gestione di un inedito stile di vita. Basti pensare a Stella, che si trova a lavorare come cameriera in un ristorante, o a Phillippe, che si reinventa a modo suo stringendo impensabili partnership.

Il giochino va detto si rivela alla lunga prevedibile e non vi sono sorprese di sorta in fase di sceneggiatura, con risvolti ben più che prevedibili che si trascinano fino all'immancabile lieto fine. Almeno il cast cerca di limitare il lassismo della scrittura con una buona dose di simpatia, cominciando proprio dall'inossidabile Gérard Jugnot, che riesce a instillare una discreta dose di personalità nella figura chiave dell'intero racconto.

I viziati Tre figli nullafacenti, che hanno sempre sfruttato a più non posso le ricchezze di famiglia senza mai lavorare un giorno nelle loro vite, si ritrovano a dover ricominciare dal basso quando il padre, stufo della situazione, finge di aver perso il suo immenso patrimonio. I Viziati è tutto condensato in quest'esile trama, nel senso che ogni cosa va come previsto senza alcun colpo di scena degno di nota: chiunque è già in grado di intuire i vari risvolti sin dall'evento chiave di partenza. Qualche gag divertente e la generale simpatia del cast non bastano a coprire i limiti di una sceneggiatura davvero troppo scontata.

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