Il visionario mondo di Louis Wain Recensione: un biopic particolare

Benedict Cumberbatch veste i panni dell'artista britannico Louis Wain, diventato famoso per i suoi ritratti di gatti antropomorfi.

Il visionario mondo di Louis Wain Recensione: un biopic particolare
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Il nome di Louis William Wain probabilmente non dirà nulla alla maggior parte di chi legge, ma nella natia Inghilterra ebbe un notevole successo a cavallo tra il diciannovesimo e ventesimo secolo. Wain divenne famoso per il suo inedito stile nel ritrarre gatti antropomorfi, che rivoluzionò per sempre la concezione del felino come animale domestico. Un uomo tormentato e con una vita difficile, come vedremo a breve, la cui presunta schizofrenia gli ha creato non pochi problemi sia nella vita privata che in quella professionale.

Per comprendere appieno la risonanza che l'artista ha avuto basti vedere il prologo del film, dove un discorso alla radio di H.G. Wells, uno dei padri della fantascienza, celebra il personaggio e introduce all'effettiva narrazione in flashback di questo biopic, tra i film originali Prime Video in uscita a novembre. Un prodotto ambizioso, a cominciare dalla scelta di Benedict Cumberbatch nel ruolo del protagonista.

Il visionario mondo di Louis Wain Louis: avanti al suo tempo

Wain è un abilissimo ritrattista, specializzato in particolar modo nel dipingere animali di qualsiasi genere. Le sue capacità vengono notate da Sir William Ingram, editore del popolare giornale illustrato London News, che gli offre un incarico in redazione. Louis ha un carattere difficile, spesso stralunato e fuori dal mondo, e questo lo porta a perdere importanti occasioni sia lavorative che affettive.

Unico uomo di famiglia dopo la morte del padre, deve inoltre prendersi cura delle cinque sorelle e della madre. Tutto cambia con l'arrivo in casa di Miss Richardson, la nuova istitutrice assunta per prendersi cura delle più piccole, dalla quale Louis si sente subito attratto. Un interesse ben presto reciproco, che porterà i due a sposarsi e andare a vivere insieme, prima che una tragedia comprometta per sempre il loro idillio d'amore. Ma sarà anche grazie a questa che Louis svilupperà la sua completa dedizione all'universo dei gatti.

Elettrico ma non troppo

Come sottolinea anche il titolo italiano, ci troviamo di fronte a un film che cerca di essere appunto visionario, ma ci riesce solo a metà. Questo perché a volte sembra che alcune delle scene clou procedano senza il necessario coraggio, timorose di raggiungere quell'apice di grottesco delirio che la vicenda avrebbe potuto e dovuto consentire.

Un personaggio come Louis Wain non era certo facile da raccontare e almeno nella caratterizzazione del protagonista la sceneggiatura si rivela efficace, potendo contare sulla mimetica performance di un attore di razza come Benedict Cumberbatch, abile nel rappresentare una figura complessa e di non semplice e immediata lettura. In certi momenti anche la regia di Will Sharpe si concede qualche sorprendente guizzo con alcune sequenze suggestive, ma non mantiene un equilibrio costante per tutte le due ore. Incubi, visioni di un prossimo futuro, il dolore per la perdita e il rapporto contrastato con la sorella maggiore, con il solo amore per la bella Miss Richardson a donare un minimo di serenità all'eccentrico artista. Il mix narrativo riesce a catalizzare l'attenzione proprio per via dei vari passaggi chiave che legano le fasi salienti della vicenda, ma si ha in più occasioni l'impressione che manchi proprio quell'elettricità così tanto invocata dal protagonista nei suoi bizzarri discorsi esistenziali.

Il visionario mondo di Louis Wain Benedict Cumberbatch è sempre una garanzia e la sua interpretazione è il maggior punto di forza di un film interessante ma non pienamente compiuto, a tratti troppo timoroso di osare di più. Anche perché la vita del protagonista ne aveva di spunti, alcuni espressi in maniera efficace e altri più debolmente, con quel tocco eccentrico che emerge solo a tratti. Il visionario mondo di Louis Wain racconta la vita dell'artista inglese, divenuto famoso per i suoi ritratti di gatti antropomorfi, concentrandosi sia sui momenti felici che, soprattutto, su quelli più cupi, per un'operazione godibile ma che poteva essere migliore.

6.5

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