Vice - L'Uomo nell'Ombra, recensione: il vero numero uno della Casa Bianca

Christian Bale è Dick Cheney nel biopic diretto dal regista de La grande scommessa, il premio Oscar Adam McKay.

recensione Vice - L'Uomo nell'Ombra, recensione: il vero numero uno della Casa Bianca
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Sul red carpet della première di Vice - L'Uomo nell'Ombra, Christian Bale ha raccontato un aneddoto bizzarro e particolare capitatogli nel periodo delle riprese de Il Cavaliere Oscuro, quando incontrò quello che è l'attuale presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump: "Lo incontrai nella Trump Tower, stavamo girando Batman e m'invitò a visitare il suo ufficio. Credo pensasse che io fossi realmente Bruce Wayne perché indossavo gli abiti di scena. Mi parlava come se fossi Bruce Wayne e io l'assecondai".
La scena di Bale scambiato per il suo personaggio dall'attuale capo della Casa Bianca è piuttosto singolare, a pensarci. Ma è un dato di fatto che la star britannica sia maestra nel mimetizzare sé stessa, celandosi dietro il ruolo che, di volta in volta, interpreta sul grande schermo. L'alternanza repentina fra l'aumento e la perdita di peso di Christian Bale è una delle caratteristiche più chiacchierate del protagonista della trilogia di Christopher Nolan.
E anche se per il film di Adam McKay ha preferito rivolgersi per la prima volta a un nutrizionista, la trasformazione è ugualmente impressionante. In Vice - L'Uomo nell'Ombra, Christian Bale presta le proprie qualità interpretative a Dick Cheney, storica e controversa figura politica statunitense, vicepresidente durante il mandato di George Bush jr.

Chi è l'uomo nell'ombra

Considerato il vice-presidente più potente nella storia americana, Dick Cheney è un personaggio dalla genesi mutevole, la cui scalata al potere è tutt'altro che canonica e banale. Forse è anche per questo che Adam McKay, regista, produttore e sceneggiatore, vincitore dell'Oscar per la miglior sceneggiatura per La grande scommessa, ha deciso di concentrare il suo nuovo lavoro dietro la macchina da presa su di lui.
Il più giovane capo di gabinetto della Casa Bianca, durante l'amministrazione Ford, e fidato assistente di Donald Rumsfeld (nel film interpretato da Steve Carell), Dick Cheney ha contrapposto a una giovinezza turbolenta, rimessa su binari solidi dalla storica fidanzata e poi moglie Lynne Ann Vincent (Amy Adams), una carriera politica famelica, segnata da una sete di potere sempre in aumento.
Di fatto, Cheney è stato il vicepresidente che maggiormente ha reso operativo il suo mandato, gestendo in prima persona periodi di crisi senza precedenti come il post-11 settembre. Ingrassato di circa 20kg per l'occasione, irriconoscibile dietro l'ennesima maschera, Christian Bale è straordinario e lascia il segno una volta di più nei panni di un personaggio ambiguo e sfaccettato, riuscendo a superare l'incidenza del suo aspetto fisico sulla sua performance, che mostra tutti i pregi di un lavoro intenso e ricco di sfumature.

L'originalità di un biopic

Di film biografici pare i cinema pullulino da tempo, non ultimo il racconto di parte della vita di Freddie Mercury e dei Queen in Bohemian Rhapsody. Rispetto a tanti - e spesso anonimi - biopic, Vice - L'uomo nell'ombra possiede una struttura quantomeno originale e insolita. Nonostante la pedanteria piuttosto marcata della voce narrante, la trama si dipana attraverso un'escalation narrativa coinvolgente, ricca di dettagli e riferimenti, con dialoghi avvolgenti che incalzano lo spettatore.
Il film di Adam McKay non si accontenta di proporre una semplice narrazione convenzionale della vita di uno dei protagonisti della politica internazionale, ha il coraggio di provare a raccontare la storia di Dick Cheney attraverso un apparato formale che si diversifica a seconda dell'evoluzione della trama. Del resto quella del politico americano è una figura forte e la scelta di Adam McKay appare alquanto azzeccata. Spiazzante e coraggioso, Vice - L'Uomo nell'Ombra è il perfetto esempio di biopic che gli spettatori meriterebbero di vedere più spesso in sala.

Il circo intorno alla Casa Bianca

Dick Cheney è il fulcro di ogni dinamica alla quale assistiamo ma intorno a lui si muovono altri protagonisti della scena politica statunitense degli ultimi decenni. Sam Rockwell nei panni di George W. Bush lo assiste in una delle scene più interessanti del film, nella quale i due - Bush e Cheney - discutono a pranzo per trovare un accordo sul futuro incarico da vicepresidente di quest'ultimo, lontano da tempo dallo scenario politico.
Altre star spiccano accanto a Christian Bale, tra cui una superba Amy Adams nei panni della moglie di Cheney, Lynne, e un perfetto Steve Carell nel ruolo di segretario della Difesa, Donald Rumsfeld. Come in La grande scommessa, Adam McKay costruisce il proprio film a strati. Dall'analisi della crisi economica e finanziaria nell'America dei primi anni 2000 alla parabola di un uomo di potere.
Squalo in una vasca di squali. Non è solo la trama a creare svariati registri ma è lo stesso cast di personaggi a formare un circo di compromessi, sotterfugi e discussioni intorno a quella macchina chiamata "potere" che la Casa Bianca rappresenta, zona d'ombra degli uomini più influenti nella storia politica e internazionale.

Vice - L'Uomo nell'Ombra Adam McKay confeziona un biopic tutt'altro che banale. Vice - L'Uomo nell'Ombra è il racconto anticonvenzionale di un uomo sempre fuori dal coro, figura di spicco della politica americana e internazionale dell'ultimo secolo. Dick Cheney è interpretato magistralmente da un irriconoscibile Christian Bale, che ruba la scena e monopolizza ogni singola sequenza nella quale compare. Uno di quei film biografici che il pubblico dovrebbe vedere più spesso in sala.

7.5

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