Recensione Viaggio al centro della Terra 3D

Viaggio nella Terza Dimensione

Recensione Viaggio al centro della Terra 3D
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Lo Scopo di un Film

Tra "La Mummia", "Inkheart: Cuore di inchiostro" e "Viaggio al centro della terra"
ultimamente Brendan Fraser si sta legando sempre di più al ruolo di "eroe per ragazzi". Panni che gli calzano a pennello visti i riscontri di pubblico: probabilmente, il suo fisico prestante e la sua faccia da fumetto sono un connubio vincente e convincente.
Scelta ammirevole soprattutto tenendo conto delle sue capacità di recitazione che, a parte alcune eccezioni come il bellissimo "Gods and Monsters", sono state messe alla prova più che altro in film per famiglie.
In ogni caso, Fraser sembra ormai aver trovato il suo ruolo, il suo posto nella dimensione cinematografica e questo permette ai produttori di sfruttare oculatamente la sua immagine.
Un film con la sua faccia stampata sulla locandina indica automaticamente la piega presa dalla trama: il pubblico appassionato di avventure, battute da spaccone e scazzottate sa a cosa va incontro.
Esattamente come chi è andato alla proiezione di "Viaggio al centro della terra 3d".
Il grande successo della pellicola oltre oceano ha convinto le case di distribuzione a farla approdare anche nei cinema europei.
I costi di realizzazione (approssimativamente 60 milioni di dollari) sono stati pienamente coperti e anche superati con il suo guadagno di cento milioni di dollari solo in U.S.A.
Un discreto successo ottenuto grazie ad un furbo piano pubblicitario e da una chiara idea su quale target di pubblico rivolgersi.
Non ci sono dubbi al riguardo: una lineare avventura ricca di momenti action e siparietti comici, contenente tutto quello che uno può aspettarsi da un film del genere.

Il Nucleo dell'Avventura

Il professor Trevor Anderon (Brendan Fraser) non è particolarmente amato nell'università dove insegna. Le sue teorie e il suo lavoro non sono molto accreditati e rischia di perdere il posto.
Un giorno suo nipote Josh (Josh Utcherson) viene a fargli visita per un motivo per preciso: il padre del ragazzo (fratello di Trevor) è disperso in una spedizione.
Zio e nipote, analizzando i suoi appunti, scoprono dove potrebbe trovarsi e decidono di partire alla volta dell'Islanda per indagare sulla sparizione.
Con l'aiuto di Hanna (Anita Briem) guida del luogo, i due inizieranno la loro esplorazione.
Ma i guai non si fanno attendere: il trio rimane confinato in una grotta, l'unica via di fuga sembra la perlustrazione della stessa.
Il tunnel serpeggia fra le viscere del mondo e la spedizione sarà costretta a fronteggiare pareti rocciose, pietre volanti e tirannosauri fino ad arrivare al centro della terra.

3-Dimension

Il regista Eric Brevin punta totalmente alla creazione di un prodotto d'avventura che sappia tenere incollate le famiglie alle poltrone. La tecnica del digitale 3d (film pensato per essa) è talmente influente da riflettersi in alcune inquadrature, chiaramente girate solo per sfruttare al meglio al sensazione di profondità data dagli occhialini. Espediente che paga soprattutto tra i ragazzi: il senso di stupore in questa pellicola è portato all'estremo non dalla credibilità degli effetti speciali, ma dalla furbizia di alcune riprese. Tralasciati questi espedienti, il regista non si sforza poi molto, tutte le scene sono strutturate per rendere chiara e lineare la lettura di ciò che accade per chiunque.
Ovviamente in un opera del genere lo scopo non è raggiungere vette registiche alla Scorsese, ma Brevin almeno avrebbe potuto distanziarsi dall'anonimato.
Il senso di "essenziale" si riflette in ogni aspetto della pellicola, sia nella colonna sonora sia nel montaggio.
L'unico lato che sembra esser stato curato in particolar modo, sono le battute dei dialoghi che, pur essendo anche loro in un certo qual modo "classiche", riescono a strappare qualche risata anche nel pubblico meno legato al genere.
Il romanzo originale di Jules Verne ne esce illeso: la sceneggiatura ne ricalca gli aspetti fondamentali, ricalcandone gli aspetti salienti e senza aggiungere nulla di rilevante.
Probabilmente il film verrà visto e dimenticato: forse, il successo di pubblico convincerà le major a fare un seguito con gli stessi personaggi in un'altra avventura (l'accenno ad Atlantide è chiaro).
Va sottolineato come il finale stoni completamente con il resto della pellicola, non tanto per ciò che accade, ma per il semplice fatto che sembra girato per un telefilm: affrettato e poco convencente, così come i titoli di coda, che dovrebbero regalare un senso di meraviglia, mentre, invece, ricordano solamente uno screensaver di Windows.
Ciò detto, "Viaggio al centro della terra 3d" è un buon prodotto nel senso che riesce a centrare pienamente il target al quale mirava senza perdersi in moralismi o in artisticherie snob: una pellicola senza la minima pretesa, che non si atteggia mai a bacchettona e non tenta nemmeno di apparire più profonda di quello che è.
E' una pellicola, confezionata e immaginata, per i ragazzi.
E' in questo senso, è davvero genuina.

Viaggio al centro della Terra 3D “Viaggio al centro della terra 3d” appassiona, ma non stupisce, svolge a pieno il compito per il quale è stato creato rendendo la sua realizzazione un completo successo. Sul lato artistico fallisce miseramente e non ambisce di certo al raggiungimento di posizioni di rilievo nel club dei grandi film d'avventura per ragazzi, ma valutando gli scopi preffissati della pellicola, non si può che considerare una grande vittoria. Ovviamente consigliata la visione in digitale 3-d qualora abbiate la possibilità di gustarvelo in una sala predisposta, dato che è proprio su tale aspetto che è basata gran parte di questa esperienza.

6

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