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Verónica, la recensione dell'horror di Paco Plaza disponibile su Netflix

La quindicenne Verónica invoca degli spiriti maligni tramite la tavoletta Ouija e si trova a dover difendere i suoi fratelli più piccoli.

recensione Verónica, la recensione dell'horror di Paco Plaza disponibile su Netflix
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La quindicenne Verónica, orfana di padre, vive con due sorelle e un fratello di diversi anni più giovani di lei e con la madre, cameriera in un ristorante. Proprio gli impegni della donna, costretta a estenuanti turni notturni, obbligano la figlia maggiore a prendersi cura della casa e delle esigenze dei consanguinei, caricandola di pesanti responsabilità. Un giorno, durante un'eclissi solare attesa con grande curiosità da tutti gli studenti della scuola religiosa da lei frequentata, la ragazza organizza insieme a due compagne una seduta spiritica tramite tavola Ouija in un seminterrato della struttura, finendo per liberare una presenza che da quel giorno comincia a minacciare lei e la sua famiglia. Ora Verónica, che si trova ad affrontare anche i tipici problemi dell'adolescenza, cercherà di rimediare all'accaduto.

Sussurri e grida

Paco Plaza, autore della trilogia di REC insieme al collega Jaume Balagueró, si cimenta ancora una volta in carriera nel filone prediletto realizzando un horror inquieto e affascinante capace di coniugare genuini spaventi a un percorso di crescita verosimile e non banale. Verónica (disponibile su Netflix) è ispirato al primo rapporto della polizia iberica citante apertamente fenomeni paranormali, steso da un ispettore nel 1991, nel quale erano resocontati fatti inspiegabili di origine sovrannaturale. Adattando la presunta verità degli eventi al contesto filmico con ovvie, ma lucide, trovate di sceneggiatura, il regista carica tutto il peso della narrazione sull'intensa protagonista Sandra Escacena, esordiente assoluta che tratteggia con la giusta dose di disagio giovanile un personaggio complesso e sfaccettato. La complessa situazione familiare da gestire (che la rende una sorta di seconda madre per i fratelli più piccoli) e gli screzi con l'amica un tempo inseparabile offrono un ritratto dolce-amaro in cui il repentino innescarsi della componente spiritica aumenta a dismisura la tensione, sia emotiva che di genere.
Ai jump-scare, pur non assenti, si preferisce la costruzione di un'atmosfera via via sempre più opprimente e claustrofobica, con l'apparizione delle intangibili presenze ben impressa sul sottofondo ambientale tra giochi di luci e ombre e i tipici poltergeist di moderna concezione, con televisioni che si accendono da sole, tonfi di oggetti caduti a terra e fogli che prendono fuoco senza nessuna ragione logica. Un film in cui il periodo storico è fondamentale, tanto che l'assenza di telefonini e smartphone o dello stesso web (che avrebbe potuto rilevarsi di cruciale importanza) complica ulteriormente la lotta della giovane. L'inserimento di gustosi elementi secondari come l'eclissi solare o il personaggio della suora cieca, che nonostante la perdita della vista è l'unica a comprendere lo status della studentessa, garantiscono varietà al racconto fino al bel colpo di scena finale, solo parzialmente prevedibile, che chiude il cerchio con efficacia.

Veronica Horror spagnolo capace di tratteggiare nelle giuste corde il percorso emotivo della giovane protagonista e al contempo di creare una sorta di sana inquietudine nel sempre più spaventoso procedere degli eventi, Verónica si affida alla solida regia di Paco Plaza che, attraverso il rimasticamento intelligente di diversi topoi di genere, trova soluzioni originali sia dal punto narrativo che da quello stilistico. La protagonista Sandra Escacena interpreta magnificamente una figura fragile ma pronta a tutto pur di proteggere i fratelli più piccoli in un film che si ammanta di non banali introspezioni psicologiche nel versante drammatico della vicenda, ispirata a un caso di cronaca realmente avvenuto a Madrid all'inizio degli anni '90.

7.5

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