Vampyres, due sexy vampire assetate di sangue e sesso Recensione

Due vampire seducono e uccidono malcapitati turisti nelle campagne inglesi in Vampyres, remake dell'omonimo cult exploitation del 1974.

recensione Vampyres, due sexy vampire assetate di sangue e sesso
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Una citazione da La morta innamorata (1936) dello scrittore francese Théophile Gautier precede i titoli di testa di Vampyres, remake dell'omonimo cult exploitation firmato negli anni '70 da José Ramón Larraz e distribuito da noi col titolo Ossessione carnale (1974). Proprio come nell'originale la storia è incentrata su due affascinanti vampire che nella campagna inglese seducono gli sfortunati turisti costringendoli ad orge di sesso e sangue che poi si concludono con la morte dei suddetti. L'arrivo nei pressi della villa dove hanno luogo questi lussuriosi massacri di un trio di giovani turisti scombussola parzialmente il "tram-tram" delle signore della notte, così come l'infatuazione di una di loro per il quarantenne Ted, altro sfortunato visitatore del luogo.

L'amore e il sangue

Un merito va sicuramente dato al regista spagnolo (anche autore della sceneggiatura) Víctor Matellano e cioè quello di essere rimasto estremamente fedele all'opera originaria, sia nella storia che nella spartana messa in scena. Quest'ultimo elemento, che potrebbe suscitare potenziale ammirazione nei cultori del relativo filone anni '70, risulta però al giorno d'oggi fuori tempo massimo, apparendo più che un rispettoso omaggio come un semplice mezzo per nascondere il basso budget produttivo. L'ambientazione si riduce ad una piccola foresta, indegna di tal nome, ad un cimitero e a due spartane abitazioni immerse nell'attigua campagna: troppo poco considerando anche lo statico stile registico che, guardando al passato, riporta sì alla memoria gli esigui costi dell'exploitation di un tempo senza però possederne quel genuino spirito artigianale. Negli scarsi ottanta minuti di visione la trama è un semplice pretesto per inanellare sequenze di sangue (qualche strizzatina indolore al torture porn recente) e spinte scene erotiche, sia saffiche che etero, mettendo in mostra, questo sì, la bellezza delle due protagoniste: in particolare Marta Flich concede le sue grazie alla camera nei passaggi più squisitamente, ma gratuitamente, torridi. E non basta qualche vaga citazione, verbale e non, a The Blair Witch Project (1999) a variare la monotonia di una narrazione che, soprattutto nella mezzora finale, si affida a risvolti narrativi privi di ogni logica. Al giungere dei titoli di coda di Vampyres si ha l'impressione di aver assistito ad un rifacimento inutile e superfluo, incapace di aggiornare ai tempi odierni il fascino di una storia che, nelle giuste mani e con maggiori fondi, avrebbe sicuramente avuto ben altro da dire.

Vampyres Due belle vampire seducono sfortunati turisti nelle campagne inglesi in Vampyres, fedele ma anonimo remake del cult exploitation firmato nel 1974 da José Ramón Larraz. Sesso e sangue a profusione al servizio di una messa in scena spoglia e a tratti semi-amatoriale che cerca di recuperare il fascino grezzo del filone anni '70 senza riuscirvi e dando vita ad un prodotto nato già vecchio e pieno di forzature narrative ad oggi irricevibili. Il cast, popolato al 90% da volti inespressivi, può almeno contare sulla torrida bellezza di Marta Flich, protagonista della maggior parte delle scene erotiche, e sulla presenza in ruolo secondario di Caroline Munro, star del genere che fu.

4.5

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