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Recensione Under the Hawthorn Tree

Una storia d'amore durante la rivoluzione culturale cinese firmata Zhang Yimou

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Nella sua carriera Zhang Yimou ha sempre raccontato grandi storie. Che fossero di matrice avventurosa come nei suoi wuxiapian più famosi come Hero e La foresta dei pugnali volanti, o di sguardo sulla storia relativamente recente della Cina come l'intenso Vivere! o Sorgo rosso, i personaggi e i luoghi hanno avuto per il regista Cinese sempre un ruolo preponderante. Un autore che racconta il suo paese con un'intensità unica che tocca più volte le corde emozionali, e che ci ha raccontato, spesso tramite la sua musa Gong Li, scampoli sinceri e commuoventi di vita rurale (La storia di Qiu Ju) e di realtà legate a vincoli arcaici (Lanterne rosse). Dopo aver diretto A Woman, a Gun and a Noodle Shop, remake in cosrtume di A blood simple dei fratelli Coen, il regista ha scelto di portare su schermo un famoso romanzo di Ai Mi, che gli ha permesso di ritrovare temi assai cari della sua filmografia.

L'amore ai tempi di Mao

Ambientato a cavallo tra gli anni '60 e '70, verso la fine della rivoluzione culturale cinese, il film racconta la storia di un amore. Quello tra la giovane Jing (Dongyu Zhou) e Sun (Shawn Dou), figlio di un ufficiale. La ragazza viene mandata in un piccolo villaggio insieme agli altri studenti, per essere rieducata, ed è qui che conosce Sun, studente di biologia che sta lavorando in degli scavi presso il paesino. La loro relazione è però ostacolata dal fatto che Jing, che è tenuta sotto controllo per via del padre, attualmente in galera come prigioniero politico, non può permettersi una relazione che comprometta il suo buon comportamento agli occhi della gente. I due decidono così di attendere del tempo per consumare finalmente il loro puro sentimento, ma una tragedia finirà per sconvolgere inevitabilmente le loro vite. Sun scopre infatti di essere malato di leucemia.

Tenero romanticismo

Zhang Yimou riesce ancora una volta a fare centro: Under the Hawthorn Tree è un film emozionante, ricco di profonda tenerezza e genuino romanticismo, che non fa uso di facili patetismi o toccanti scene gratuite. Lo spettatore osserva la nascita di quest'amore come rapito dall'intensità spontanea con cui i due protagonisti danno vita a questo rapporto difficile, in un periodo storico dove ogni errore poteva segnare per sempre la vita di una persona. Ci si muove nel corso di giorni e mesi, in un arco narrativo non eccessivamente lungo che permette comunque di mostrare i progressivi cambiamenti della società cinese prossima alla fine della rivoluzione culturale voluta da Mao. Ma se in altri contesti, come in Vivere!, il sottofondo storico era una parte fondamentale del racconto, in questo caso, pur presente, è più sotterraneo ed accompagna con semplicità e rigore una love story dal carattere amabile, che riesce a strappare più di una volta sorrisi di gioia e non lesina profonde scene drammatiche, come nel commuovente finale che strapperà facilmente qualche lacrima anche ai cuori di pietra. Merito di sequenze e situazioni dal chiaro sapore poetico, un'ispirazione semplice, come può essere quella di un lungo abbraccio a distanza dalle opposte sponde di un fiume, o ancora di una bacinella per lavare i piedi che, "magicamente", acquisisce una nuova bellezza al solo chiudersi degli occhi. Protagonisti assoluti i due, bravi, attori, entrambi al loro esordio su grande schermo. E se Shawn Dou è l'interprete perfetto per la figura di Sun, non si può ignorare l'imponente prova della giovane Dongyu Zhou, soltanto diciottenne al tempo delle riprese. La giovane attrice ricorda, vagamente anche per aspetto fisico, in maniera impressionante la Gong Li degli esordi: uno sguardo sincero e magnetico, unito ad una tenerezza fanciullesca ma già matura, potrebbero portarla ai livelli della famosa collega nonchè a nuova Musa di Yimou. Se sarà nata una nuova stella potrà essere solo l'ennesimo vanto di un film ricco di cuore e di anima, che conferma per l'ennesima volta Zhang Yimou un Maestro della Settima Arte.

Under the Hawthorn Tree Zhang Yimou torna a parlare della Rivoluzione culturale cinese, lasciando in secondo piano la tematica politica e concentrandosi su una storia d'amore profonda e commuovente, in grado di regalare emozioni a più riprese. Tra pianti e sorrisi un'altra grande pagina di Cinema degna della sua, impeccabile, filmografia.

7.5

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