Recensione Una sposa in affitto

Gradevole commedia senza pretese, quella diretta da Sheree Folkson

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Direttamente dalla Gran Bretagna, arriva questa commedia diretta da Sheree Folkson, già regista di alcune puntate del fenomeno televisivo Ugly Betty, e interpretata dalla Kelly Macdonald di Non è un paese per vecchi, cui si affiancano il David Tennant di Doctor Who e recentemente visto in Fright Night e la Alice Eve di Lei è troppo per me.
Una trama semplice semplice e un ritmo tutto sommato gradevole accompagnano lo spettatore lungo tutto il corso del film, al termine del quale si esce da una visione forse non propriamente memorabile ma che di certo non lascerà
insoddisfatto il pubblico di riferimento.
Lara Tyler (Alice Eve), attrice di fama internazionale, sta per convolare a nozze con James (David Tennant), scrittore inglese. Onde evitare pressioni da parte dei paparazzi, i due decidono di celebrare il matrimonio su una remota isola della Scozia, ingaggiando una ragazza del posto per fingere di essere la sposa e tenere a bada i media. Peccato che James si innamorerà proprio della finta sposa...

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Figlia della più classica - e abusata - tradizione della commedia romantica, Una sposa in affitto si conferma, sulla base di quelle che erano le aspettative, l’ennesimo prodotto di livello medio con al centro la solita love story incentrata su un matrimonio che, per un motivo o per l'altro, è destinato a non celebrarsi. Questa volta, come detto, perché lo sposo si innamora perdutamente della ragazza incaricata di sostituire la futura consorte.
Senza alcuna pretesa di essere diverso dall’innumerevole quantità di pellicole che l’hanno preceduto, il film della Folkson risulta comunque simpatico oltre che efficace nella strutturazione della storia, priva di significativi guizzi e colpi di scena ma comunque più che gradevole nella sua semplicità.
La regia si mantiene volutamente su toni pacati e sceglie di non osare neanche laddove potrebbe, adagiandosi su un copione tutto sommato scontato ma che riesce tuttavia a farsi ricordare per alcune situazioni ben sfruttate e per una piacevole freschezza di fondo, senza la quale ci saremmo senz’altro trovati di fronte a un risultato molto meno meritevole di consensi.
Nella sua struttura essenziale, il film prosegue su binari ad esso accessibili regalando allo spettatore un divertimento genuino e spensierato, il che sorprende se pensiamo al basso livello di aspettative e alla scarsità di grandi nomi sia davanti che dietro la macchina da presa.
A completare il discreto lavoro svolto dagli autori sull’impianto narrativo entra in azione un cast che si dimostra in grado di tenere viva l’attenzione con performance contenute e calibrate. I tre protagonisti si prestano infatti piuttosto bene a vestire i panni di personaggi visibilmente stereotipati ma non per questo fastidiosi, coinvolgendo lo spettatore a passare un’ora e mezza di svago in grado di distendere i nervi e far dimenticare le noie quotidiane.

Una sposa in affitto Gradevole la commedia di Sheree Folkson, arrangiata su una delle più classiche strutture narrative delle romantic comedies. Un buon cast aiuta la storia a prendere la giusta direzione, di modo che lo spettatore riesca ad affezionarsi ai personaggi e a passare qualche ora di sano divertimento con una pellicola onesta e garbata, in cui nulla è particolarmente eclatante, ma che di certo non lascerà rimpianti.

6.5

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