Recensione Un Ponte per Terabithia

Libera la fantasia!

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Una moda "fantastica"

Negli ultimi anni, soprattutto grazie all'enorme successo della saga del Signore degli Anelli si è assistito a un proliferare scriteriato di pellicole fantasy, la maggior parte di più che dubbia qualità, capaci però di attirare un gran numero di pubblico grazie ai sempre più nuovi e strabilianti effetti speciali. Grandi battaglie, indomiti cavalieri, creature mostruose non sempre portano alla nascita di grandi epopee come quella realizzata da Peter Jackson. Tra i casi più eclatanti possiamo citare lo squallido Eragon e il mediocre Le Cronache di Narnia. E proprio quest'ultimo titolo ha un punto in comune con Un Ponte per Terabithia. Infatti i produttori sono gli stessi, e questo in partenza non faceva certo presagire un destino roseo per il film in questione. Inoltre la regia è stata affidata a un esordiente assoluto, tale Gabor Csupo, animatore con una grande passione per il cinema. Azzeccato senza dubbio il cast, sia i due giovani protagonisti Josh Hutcherson (già apprezzato in Zathura) e l'incantevole Anna Sophia Robb (La Fabbrica di Cioccolato), sia la figura del padre del ragazzo, interpretato da Robert Patrick, che i più ricorderanno come T-1000 di Terminator 2, ma che qui sfodera una prova magistrale creando una figura paterna di grande spessore. Perfette le musiche e gli effetti speciali, per una storia più matura di quel che si possa pensare.

Un regno tutto nostro

La vita del giovane Jesse (Hutcherson) non va per il verso giusto. A casa subisce continui rimproveri dal padre (Patrick) e a scuola viene preso in giro da tutti, ragazze comprese. Ma la noiosa e triste routine della sua vita è destinata a cambiare con l'arrivo nella sua scuola di una nuova ragazza appena trasferitasi, Leslie (la Robb). Dopo un'iniziale diffidenza, crescerà un solido rapporto di amicizia tra i due, che riusciranno a prendersi insieme diverse rivincite sui prepotenti della classe. E soprattutto la loro costante voglia di libertà li porterà a realizzare, col solo potere dell'immaginazione, un mondo tutto loro nel quale allontanarsi dalla vita di tutti i giorni, un luogo nel quale tutto diventa possibile. "E' il nostro regno" sussurra la ragazza "e nessuno ce lo potrà togliere". E qui si dipanano incredibili avventure, con scoiattoli giganti e troll dalle facce suine, eserciti di libellule e creature bizzarre. Ma più di tutti il vero nemico, Il Signore del Male, che alla fine si rivelerà più che una semplice e mera allucinazione fantastica, ma una sorta di catarsi per sconfiggere i propri demoni interiori. Il tutto sembra andare al meglio, ma non aspettatevi un lieto fine tipico di questo genere di produzioni, perchè qui non ci sarà, e la morte impietosa verrà a chiedere il suo tributo.

Crescere...

E' molto difficile, se non impossibile, che un film aiuti a crescere. E' per questo motivo apprezzabile il tentativo di Un Ponte per Terabithia, di mettere a confronto il pubblico dei giovanissimi con dei temi molto difficili, quali la morte di una persona cara. Il tutto è trattato con una vena umanistica veramente insolita per una pellicola dedicata a questo target, e riuscirà a commuovere anche il pubblico adulto. Le vere amicizie non muoiono mai, è questo l'insegnamento maggiore che si può trarre. I ricordi dei momenti trascorsi insieme, i pomeriggi d'allegria e spensieratezza lontano da ogni pensiero non si perderanno mai nella memoria. E questo è un insegnamento che può far molto bene al pubblico di futuri adulti, ormai sommersi da videogames e film dai valori più che deprecabili. Lo stesso rapporto familiare viene qui trattato con una maturità esemplare, riuscendo a dipingere un ritratto veritiero di rapporto padre-figlio, tra incomprensioni e riavvicinamenti, tra gioia e lacrime. Di tutto questo va dato atto al cast di aver fornito una prova magnifica, riuscendo a dipingere psicologie perfette e non plastificate. Così come gli stessi "cattivi" della scuola riescono a redimersi e trovano comprensione in situazioni difficili, il protagonista cresce e trova una sua stabilità interiore che lo porterà a trovare la vera maturità.

La vera magia è la fantasia

Il trailer è alquanto ingannevole, realizzato più per attirare orde di ragazzini smaniosi di vedere mostri e creature fantastiche. Ma l'aspetto prettamente fantasy è in realtà periferico, e ridotto al minimo indispensabile. E' tutto un continuo alternarsi tra la realtà del mondo di Terabithia e quello reale, con quest'ultimo nettamente predominante. Le scene più strettamente fantasy sono ridotte all'osso, con una sola vera battaglia che possa chiamarsi tale, peraltro di breve durata. Tutto si focalizza sui due ragazzini, sui loro sentimenti, sulla loro voglia di sognare imprese aldilà della loro portata, come correre a spron battuto nei boschi alla velocità della luce, o andarsene a zonzo con un cane cerca-troll. Una scelta più che riuscita, visto che il film riesce a emozionare, e tanto, grazie a piccoli particolari, come la luce del sole catturata dalla giovane protagonista nella sua borsa, o il ponte di legno costruito da Jesse, che ai suoi occhi diventa magico e dorato. Perchè tutto, se fatto con impegno e duro lavoro, può essere grandioso: niente o nessuno potrà sminuire qualcosa realizzato col sudore delle tue mani. Ed è questo l'insegnamento più grande, credere nei propri sogni, ma soprattutto credere in se stessi. E trovare tutto questo in un prodotto, solo apparentemente, destinato ai ragazzi, non può che stupire e sorprendere. I piccoli qui diventeranno un po' più grandi, e i grandi torneranno un po' bambini. Una realtà da favola.

Un Ponte per Terabithia Un film per tutti. Destinato principalmente a un pubblico di ragazzi, è in grado di emozionare anche le platee adulte, con la sua commistione tra favola e realtà che riserva più di una sorpresa. Si affrontano temi difficili come quello della morte, di solito inadatti ai più piccoli, ma che qui sono trattati con una delicatezza e una voglia di riscatto che ha qualcosa di magico. E' una favola forse un po' triste, ma intrisa di valori che possono aiutare a crescere, primo su tutti l'amicizia. Gli effetti speciali sono ridotti al minimo, e questo è un bene, perchè i veri protagonisti sono due giovani sognatori alle prese con un mondo duro e difficile. Ma che, con la fantasia e l'impegno, può diventare più bello.

7.5

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