L'ultimo amore di Casanova, recensione del film erotico di Benoit Jacquot

Il regista francese Benoît Jacquot racconta, in un film crepuscolare e affascinante, la controversa love-story tra Casanova e Marianne de Charpillon.

recensione L'ultimo amore di Casanova, recensione del film erotico di Benoit Jacquot
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La figura di Giacomo Casanova ha segnato un immaginario libertino di avventure di una notte e incredibili passioni. Il dongiovanni veneziano, in realtà uomo a tutto tondo come dimostrano le sue molteplici attività artistiche e culturali, è il seduttore per eccellenza e il contesto nel quale ha vissuto, a contatto con grandi personalità della storia, è sempre stato il perfetto palcoscenico per aumentare l'aura mitica del personaggio anche sul grande schermo, con svariati attori che hanno prestato il loro fascino al ruolo.
Da Heath Ledger nel film omonimo a Donald Sutherland nella versione di Federico Fellini, da Alain Delon a Marcello Mastroianni, da Vittorio Gassman a Stefano Accorsi, solo per citarne alcuni, la lista di interpreti che hanno (s)vestito i panni dello sciupafemmine è davvero lunghissima.
A questi si è aggiunto proprio quest'anno anche Vincent Lindon, noto attore francese, alle prese con una versione già in là con gli anni dell'affascinante protagonista nonostante, numeri alla mano, il Nostro avrebbe dovuto avere poco meno di quarant'anni nel presente degli eventi (e Lindon è prossimo a spegnere le sessanta candeline).

L'ultimo amore di Casanova, titolo italiano già di per se esplicativo dal più sobrio originale Dernier Amour, ha inizio alla fine del diciottesimo secolo, quando un anziano Casanova ripercorre in un lungo flashback una vicenda risalente a tre decenni prima in quel di Londra. L'uomo, costretto all'esilio, si trova nella capitale inglese per darsi alla bella vita e qui conosce la giovane e misteriosa cortigiana Marianne de Charpillon, che lo ammalia a tal punto da fargli dimenticare le altre donne. Casanova è pronto a tutto pur di conquistare l'amata, la quale conoscendo il carattere dello spasimante si sottrae ogni volta con un diverso pretesto al fine di condurlo a una cieca "obbedienza" verso lei e lei soltanto, per una love-story in sottrazione che rischia di condurre entrambi sull'orlo della follia.

L'amore che non muore

Il regista francese Benoît Jacquot ha sempre unito la sua passione per le produzioni in costume a un raffinato erotismo, come dimostrano alcuni dei suoi titoli maggiormente noti: da Sade (2000) fino al più recente Addio mia regina (2012), il cineasta è solito indagare nella sensualità di corte e nell'alta società autoctona di determinati periodi storici.
Con L'ultimo amore di Casanova ha optato per un approccio crepuscolare e melanconico che crea un efficace attrito con il carattere esuberante e lussurioso del suo protagonista, qui non seduttore ma sedotto.
Uno sguardo inedito, basato sul libro di memorie Storia della mia vita, che riesce a infondere mordente e originalità nel corso dei novanta minuti di visione e a nascondere quella leggera monotonia che rischiava di farsi strada nella storia passionale in divenire, prima platonica e poi più bruciante.

Il risultato complessivo, pur al netto di tali limiti narrativi, appassiona anche per altri due motivi. Il primo è la ricostruzione d'epoca sobria e raffinata (costumi e scenografie denotano una certa cura) e il secondo l'alchimia tra i due interpreti, con Lindon che non esita a sfoggiare il suo charme da piacente uomo sospeso tra giovinezza perduta e vecchiaia incalzante e la longilinea Stacy Keach, che si era già messa letteralmente a nudo nel dittico di Nymphomaniac, a esporre le sue sinuose grazie in camera.
Per un film particolare nel suo erotismo d'autore, più trattenuto che realmente esposto, che punta le proprie carte su un'atmosfera straniante e piacevolmente ostica nel suo non scendere a compromessi di facile consumo.

L'ultimo amore di Casanova Un lato inedito e crepuscolare del più grande e famoso seduttore della storia è quello proposto dal regista francese Benoît Jacquot in L'ultimo amore di Casanova, film in cui il noto libertino si trova alle prese con un'ardua sfida di conquista nella quale rischia di infrangere i propri sentimenti. L'efficace ricostruzione d'epoca e le solide performance del cast, con l'affascinante e maturo Vincent Lindon e la giovane e sensuale Stacy Keach, sono al servizio di un intrattenimento d'autore non sempre centrato ma ricco di un fascino tutto particolare, dove l'erotismo viene saggiamente accennato per alcune scene madri e nascosto per buona parte di questa potenziale love-story in divenire, narrata per la sua interezza in un lungo flashback ripercorso dall'anziano protagonista. Il film andrà in onda venerdì 15 novembre alle 21.15 su CIELO TV in prima visione TV per il ciclo Voulez vous couchez avec moi?.

6.5

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