Tutto Quello che Vuoi, la recensione del film di Francesco Bruni

Il cineasta Giuliano Montaldo è uno dei due principali interpreti di Tutto quello che vuoi, racconto di formazione scritto e diretto da Francesco Bruni.

Tutto Quello che Vuoi, la recensione del film di Francesco Bruni
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"Tutto quello che vuoi racconta la storia di Giorgio, un carismatico poeta di ottantacinque anni, un intellettuale che non ha mai guadagnato grandi fortune ma che è stato amico di Sandro Pertini e ha vissuto grandi slanci e potenti passioni prima di essere colpito dal morbo di Alzheimer, che a poco a poco lo sta privando della lucidità. È ospite di una generosa padrona di casa, ovvero Raffaella Lebboroni, che, accortasi col tempo della sua crescente vulnerabilità, finisce col convincersi che lui abbia bisogno di qualcuno che lo accudisca, una sorta di badante. Gli propone così la compagnia di Alessandro, interpretato dall'esordiente Andrea Carpenzano, un ruspante ventenne trasteverino piuttosto ignorante, testardo e litigioso. Si tratta di due tipi inconciliabili per età, cultura, storie personali e modi di essere e di parlare, ma, una volta chiamato ad occuparsi di Giorgio, Alessandro finirà con l'incuriosirsi sempre di più alla vita dell'elegante vegliardo". Lo storico cineasta genovese Giuliano Montaldo sintetizza così il plot della terza fatica registica del fido sceneggiatore virzìano Francesco Bruni, al cui interno veste proprio i panni dell'anziano Giorgio, tornando a fornire una prova d'attore, mestiere non nuovo all'interno del suo curriculum.

Romanzo (di formazione) di un giovane povero


Una straordinaria prova d'attore, rivelandosi il miglior elemento del cast insieme alla menzionata Lebboroni e alla Carolina Pavone che troviamo nel ruolo di Zoe, una ragazza impegnata nel gruppo di recupero di una vecchia sala cinematografica e destinata ad entrare nella vita del giovane protagonista, il quale ha una storia d'amore con Claudia alias Donatella Finocchiaro. Personaggio piuttosto irrilevante, quest'ultimo, e che non può fare a meno di incarnare soltanto una delle pecche di Tutto quello che vuoi, romanzo di formazione sul filo del confronto generazionale che, senza alcun dubbio, non mancherà di accattivarsi il cuore dello spettatore meno critico e semplicemente conquistabile tramite la ricerca della lacrima facile. Perché Bruni, che tira in ballo anche una gita fuori porta alla ricerca di un tesoro richiamando vagamente alla memoria i film americani per ragazzi sulla scia di Stand by me - Ricordo di un'estate, prima di condurre verso un prevedibilissimo epilogo non si esime, ovviamente, dal ricordare che la poesia e la vita sono due cose completamente diverse. Una carta che gioca dopo aver costruito in maniera piuttosto fiacca e poco coinvolgente la oltre ora e quaranta di visione, che, al di là di qualche breve momento divertente (citiamo la gag con la vecchia elemosinante), non si perde altro che in un'infinità di luoghi comuni, intrisi di quel fastidioso sguardo radical chic (e classista) che fu già intuibile nella sua precedente fatica Noi 4. Sarebbe sufficiente citare il campionario di personaggi tagliati con l'accetta, tra sinistroidi bravi e intelligenti e la combriccola di compagni di scorribande di Alessandro, tendenzialmente destrorsi, cattivelli e piuttosto violenti, oltre che eccessivamente caricati nelle loro caratterizzazioni. Per non parlare del fatto che la sceneggiatura - a firma del regista stesso - non appare esente da facilonerie e risvolti non privi di ridicolezza. A tal proposito, incommentabile si presenta la sequenza del posto di blocco dei carabinieri, degna di una barzelletta che li riguarda.

Tutto Quello che Vuoi Cosa accade se un anziano poeta malato di Alzheimer vede entrare nella sua vita un giovane coatto romano che gli si improvvisa badante? Accade che prende progressivamente forma una storia di confronto e cambiamento tempestata di ricordi che riaffiorano con difficoltà e qualche occasionale gag. Ma, oltre che poco coinvolgente, tutto appare tanto banalmente costruito a tavolino per accattivarsi il pubblico meno esigente quanto inverosimile nella descrizione di determinate realtà capitoline. Di sicuro, una menzione speciale la merita la lodevole prova recitativa sfoggiata da Giuliano Montaldo, ma, se Tutto quello che vuoi è poco più riuscito dell’indifendibile Noi 4, della filmografia registica di Francesco Bruni preferiamo ricordare l’ottimo debutto Scialla! (Stai sereno).

5.5

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