Venezia71

Recensione Tutto può accadere a Broadway

Al suo ritorno al cinema dopo oltre un decennio di assenza, il veterano Peter Bogdanovich firma un'esilarante commedia dal grande cast.

recensione Tutto può accadere a Broadway
Articolo a cura di

Classe 1939, prolifico regista e sceneggiatore ma prima ancora critico cinematografico nonché grande cultore della settima arte (oltre che autore di numerosi volumi saggistici e di libri-interviste rimasti memorabili), il newyorkese Peter Bogdanovich rappresenta, ormai da oltre quarant'anni, uno dei massimi alfieri di un cinema impegnato a recuperare temi e stilemi tipici dei generi del passato, aggiornandoli mediante uno spirito moderno che tuttavia non confluisce in una rivisitazione ironica e dissacrante, ma piuttosto in un omaggio affettuoso e morbidamente nostalgico, senza per questo risultare anacronistico. Fin dai tempi della New Hollywood, Bogdanovich è diventato il portabandiera di un classicismo in grado di parlare anche al presente, realizzando un capolavoro intramontabile quale L'ultimo spettacolo (1971) ma pure commedie deliziose come Paper Moon (1974) e soprattutto Ma papà ti manda sola? (1972, titolo originale What's up, doc?), uno splendido remake del cult Susanna! di Howard Hawks.

Sulle orme di Ernst Lubitsch

E proprio il filone della screwball-comedy americana, con i suoi ritmi infallibili, la sua arguta analisi sociale e quel velo di romanticismo miracolosamente amalgamato con un acuto sarcasmo, è stato riesumato da Bogdanovich in titoli quali Ma papà ti manda sola?, con Barbra Streisand e Ryan O'Neal, o Rumori fuori scena (1992), un'altra pochade che, se non altro per l'ambientazione teatrale, risulta accostabile a Tutto può accadere a Broadway, il film che segna il ritorno del regista dietro la macchina da presa dopo ben tredici anni di assenza (nel frattempo, comunque, il buon Peter ha diretto due Tv-movie e si è concesso diverse apparizioni come attore). Proiettato fuori concorso alla 71° edizione della Mostra di Venezia, She's funny that way (titolo originale della pellicola) è uno degli esiti più felici dell'ultima parte della carriera di Bogdanovich, a metà strada fra il Woody Allen più scanzonato (fin dai vivaci standard musicali dei titoli di testa) e, per l'appunto, la commedia classica americana, con tanto di esplicito omaggio al maestro di questo filone, Ernst Lubitsch, e al suo penultimo film, Cluny Brown, con Charles Boyer e Jennifer Jones. Ad introdurre ed accompagnare la scatenata girandola di equivoci, colpi di fulmine e tradimenti è la voce narrante (e non del tutto affidabile) della protagonista della vicenda, Isabella Patterson (la venticinquenne inglese Imogen Poots), giovane attrice in ascesa con un passato da call-girl, incalzata dalle domande della sua cinica intervistatrice Judy (Illeana Douglas).

La screwball-comedy nel nuovo millennio

Attraverso le parole di Isabella, Tutto può accadere a Broadway mette in scena un trascinante meccanismo comico, oliato alla perfezione e senza neppure un momento di stanca. Dall'incontro fra la escort Isabella e il suo cliente Arnold Albertson (Owen Wilson), regista teatrale dal cuore d'oro che ovviamente si ritroverà nei guai con la moglie Delta Simmons (la bravissima Kathryn Hahn), protagonista dello spettacolo diretto dal marito e in procinto di debuttare a Broadway. Il film di Bogdanovich inanella una serie di sequenze scandite da tempi comici impeccabili, grazie anche ad una squadra di attori diretti in modo formidabile: oltre al terzetto Wilson / Poots / Hahn, nel cast funzionano a meraviglia Rhys Ifans nei panni di Seth Gilbert, attore vanesio e donnaiolo, e una Jennifer Aniston forse mai così brava nella parte di Jane, una psicologa decisamente nevrotica che regala alcuni fra i momenti più divertenti del film. Ma si guadagnano l'applauso pure gli interpreti secondari, fra cui alcune vecchie conoscenze del cinema di Bogdanovich come Cybill Shepherd e Austin Pendleton, senza contare i camei di Lucy Punch (un'unica scena, ma esilarante), Michael Shannon, Tatum O'Neal e perfino Quentin Tarantino. Fra visite clandestine e irruzioni impreviste in camere d'albergo (come accadeva già in Ma papà ti manda sola?), bizzarri incroci sentimentali e burrascose esplosioni di gelosia, Tutto può accadere a Broadway si rivela una commedia godibilissima, a riconferma del talento di un autore che non ha perso il proprio "Lubitsch touch".

Tutto può accadere a Broadway Al suo ritorno al cinema dopo oltre un decennio di assenza, il veterano Peter Bogdanovich, autore di commedie cult degli Anni ’70 quali Ma papà ti manda sola? e Paper Moon, firma l’esilarante Tutto può accadere a Broadway, un delizioso aggiornamento degli stilemi della screwball-comedy americana, scandito da tempi comici perfetti ed interpretato da una squadra di attori diretti in maniera magistrale: fra questi, accanto ai protagonisti Imogen Poots e Owen Wilson, si distinguono in particolare Kathryn Hahn, Rhys Ifans ed una strepitosa Jennifer Aniston.

7.5

Che voto dai a: Tutto può accadere a Broadway

Media Voto Utenti
Voti: 6
7.2
nd