Recensione Tutti giù per aria

Il caso Alitalia all'interno di un sistema-Paese in caduta libera

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Tutti giù per aria nasce dalla volontà divulgativa di ex dipendenti Alitalia che hanno vissuto in prima persona e sulla loro pelle le vicende legate al tracollo e alla successiva vertenza della compagnia di bandiera italiana, e che hanno deciso di documentare passo dopo passo la loro discesa verso gli inferi dell'incertezza, la perdita della dignità del lavoro, la totale mancanza di un sostegno sociale alla loro causa. Una storia torbida - che rispecchia mestamente certi malati eppure diffusi meccanismi societari - in cui, ancora una volta (come sottolinea sarcasticamente Ascanio Celestini nella sua allegoria dell'aereo di carta simbolo di precarietà di un Paese - anch'esso - di carta), sono i poteri di pochi signorotti interessati solo a gonfiarsi le tasche a decidere le sorti di un intero Paese. Poche mani, tra di loro amiche e omertose, che si scambiano società, banche, compagnie aeree come carte al tavolo da gioco, noncuranti che i soldi (quelli veri sudati con ore e ore di estenuante lavoro) su cui si fa sempre affidamento, sono quelli dei lavoratori onesti, dei contribuenti integerrimi, che pagano e ripagano di tasca loro la spensieratezza economica di un capitalismo ‘delinquenziale'. Si tratta di un docu-fiction (la parte documentaristica è stata inscritta in una cornice narrativa di finzione) realizzato nel 2009 dal regista Francesco Cordio e che trova la luce della sala solo ora, grazie al coraggio distributivo e all'impegno nel sociale di Distribuzione Indipendente .

Il caso Alitalia

È il 2008 quando si comincia a parlare della questione Alitalia, della concreta possibilità di fallimento e delle aleatorie possibilità di salvataggio. Da quel momento in poi per migliaia di dipendenti (piloti, assistenti di volo e di terra, operatori aeroportuali) cominceranno otto mesi di ‘sospensione' riguardo alle loro sorti, legate a doppio filo a quelle dell'azienda, che una volta accantonata la possibilità di un rilevamento da parte di Air France (l'ipotesi di fatto più sensata), passerà nelle mani di una cordata italiana che ne decreterà infine l'acquisizione da parte di C.A.I., pronta a gestire il discorso risorse umane secondo la filosofia per cui i lavoratori diventano 'materiale umano' e le famiglie rappresentano rigidità gestionali intrinseche. Un percorso tortuoso attraverso il quale i lavoratori vedranno andare in fumo i diritti lavorativi acquisiti negli anni, lottando e opponendosi per poi dover infine accettare con rassegnazione ciò che qualcuno dall'alto sembra aver improrogabilmente già deciso, e alla fine della fiera pochi usufruiranno del sacrifico di molti (contribuenti in primis che pagheranno di tasca loro il ‘salvataggio' e lavoratori, di cui qualcuno vedrà peggiorare le proprie condizioni lavorative, qualcuno finirà in cassa integrazione e altri - i soliti, invisibili precari - perderanno silenziosamente il lavoro). A rappresentare e ad accompagnare questo percorso di smarrimento e di perdita di sé stessi si muove sullo sfondo la storia di uno dei tanti assistenti di volo (interpretato da Fernando Cormick) che in voice off racconta la lenta caduta che finirà per privarlo della sua divisa così come del suo lavoro. Divise che torneranno, in un ultimo atto di (vana) protesta a ingombrare (abbandonate dai loro ex proprietari) i gradoni dell'ingresso-dipendenti dell'azienda, e che poi finiranno per essere prontamente cestinate (come i destini di molti) dal personale della sicurezza.

Il contraddittorio

Un lavoro che si pone come ‘contraddittorio' (e che paradossalmente non è stato acquisito dalla Rai proprio per mancanza di un contraddittorio) a tante voci circolate sull'argomento e spesso filtrate da un punto di vista governativo e dunque di parte, che è stato ricostruito scegliendo e montando 80 ore di materiale documentativo realizzato dagli stessi lavoratori e dunque di qualità altalenante. Un resoconto di certo non esaustivo ma interessante, traballante (come molte delle immagini) dal punto di vista prettamente filmico ma socialmente utile per capire le dinamiche che regolano questo nostro paese di carta, gestito in virtù dell'apparire e non dell'essere (per cui ci si accontenta che le cose abbiano le sembianze di...), che ti fa creder di volare e che invece alla fine ti lascia sempre giù per terra (o per aria).

Tutti giu per aria Distribuzione Indipendente promuove l’uscita di Tutti giù per aria, un docu-fiction ‘militante’ sul caso Alitalia raccontato attraverso la voce dei lavoratori che hanno subito sulla loro pelle le vicissitudini della nota compagnia di bandiera. Un prodotto filmico atipico e mancante di una sua chiara fisionomia narrativa che risulta però interessante nel suo fornire un nuovo punto di vista, un contraddittorio su una vicenda che abbiamo conosciuto sempre tramite le stesse, ridondanti voci ‘istituzionali’.

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