Tutte le strade portano a Roma, la recensione del film con Sarah Jessica Parker

Madre e figlia in vacanza in Italia finiscono in un'imprevedibile avventura on the road riscoprendo nuovi e vecchi amori.

Tutte le strade portano a Roma, la recensione del film con Sarah Jessica Parker
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Il proverbio popolare sostiene che Tutte le strade portano a Roma ed è proprio questo il destino cui vanno incontro Maggie e Summer Falk, madre e figlia americane, che decidono di trascorrere due settimane di vacanza in Italia. La donna, fresca di separazione dal marito, spera di rivedere l'amore di gioventù indigeno Luca mentre l'adolescente non vede già l'ora di tornare a casa dove l'aspetta il fidanzato. Giunte nella cascina in Toscana luogo del pernottamento, le due donne si imbattono proprio nell'ex fiamma di Maggie, ma la volontà di Summer di scappare (aumentata anche dalla "misteriosa" scomparsa dello smartphone) verso l'aeroporto trascina ben presto gli eventi su una via imprevedibile. La teenager infatti si imbarca in un viaggio on the road con l'anziana madre di Luca e decide di accompagnarla a Roma dove ha in programma un matrimonio segreto con un vecchio fidanzato in una chiesa locale.

Viaggio in Italia

Che il Belpaese sia spesso vittima degli stereotipi culturali non è certo una novità, ma il cinema americano di matrice commerciale sembra voler continuare in una marcata reiterazione che poi trova scarsi ed effettivi collegamenti con la realtà. Non è un caso che Tutte le strade portano a Roma non abbia neanche goduto di una distribuzione in sala su suolo nazionale, forse anche per via dello scarsissimo successo di critica e di pubblico alla sua uscita Oltreoceano. La regista svedese Ella Lemhagen è al timone di questa co-produzione tra Europa e Stati Uniti vedente per protagonisti Sarah Jessica Parker e Raoul Bova, una coppia "perfetta" per un pubblico casalingo/televisivo, alla prese con un racconto on the road di rara pochezza ed enorme prevedibilità, tanto che i vari risvolti dell'ovvio lieto fine sono già ben più che intuibili sin dai primi minuti. Si viaggia col pilota automatico nell'ora e mezza di visione che gioca scontatamente le proprie carte tra le differenze culturali e linguistiche e una struttura romantica che, tra gelosie e presunti colpi di scena, ci insegna per l'ennesima volta come il vero amore vinca sempre contro ogni difficoltà. Paesaggi da cartolina, personaggi secondari ben oltre il limite della macchietta, finti telegiornali creati ad hoc creano un resoconto fasullo e folkloristico di un'Italia sui generis, in una messa in scena di evidente piattezza in cui dispiace vedere impegnata in un ruolo scult un'attrice simbolo del cinema nostro e internazionale quale Claudia Cardinale.

Tutte le strade portano a Roma Raoul Bova, Claudia Cardinale e Shel Shapiro sono le guest-star nostrane (con le dovute differenze) di questa commedia romantica ambientata nel Belpaese con protagonista Sarah Jessica Parker. Una produzione elementare diretta a un palese tipo di pubblico, che prova a variare con scarso successo le coordinate base del filone tramite un'impostazione "on the road" tutta imbastita sulle differenze culturali e sugli stereotipi caratterizzanti la visione d'Oltreoceano del popolo italiano. Tutte le strade portano a Roma si rivela un titolo talmente innocuo da non risultare nemmeno offensivo, unico (de)merito di un'operazione prevedibilmente stantia. Il film andrà in onda stasera, mercoledì 21 marzo, alle 21.10 su CANALE 5 in prima visione tv.

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