Recensione Tulpa - Perdizioni Mortali

Il secondo horror di Federico Zampaglione

recensione Tulpa - Perdizioni Mortali
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Mostrandoci Claudia Gerini e Luca Lionello alle prese con una misteriosa coppia di vicini di casa nella villetta bifamiliare appena acquistata, Federico Zampaglione, leader della band Tiromancino, esordì nel 2007 dietro la macchina da presa tramite Nero bifamiliare, graffiante commedia nera dichiaratamente ispirata al cinema bizzarro dello spagnolo Alex de la Iglesia (autore di Azione mutante e Ballata dell'odio e dell'amore, per intenderci).
Due anni dopo, invece, fu la volta della sua opera seconda Shadow - L'ombra, con protagonista il Jake Muxworthy di Borderland - Linea di confine che, nei panni di un giovane soldato di ritorno da un giro di servizio in Iraq e deciso a dimenticare il suo passato di reduce di guerra, intraprendeva un'avventura in mountain-bike per l'Europa trovandosi prima alle prese con due folli cacciatori, poi con il sanguinario Mortis alias Nuot"Il divo"Arquint, macellaio residente in un'oscura dimora.
Una riuscita pellicola che permise al musicista-regista di omaggiare l'horror, ovvero il suo genere preferito, dimostrando, allo stesso tempo, che, a differenza di quanto spesso affermato da produttori del tutto privi di fantasia e senso del rischio, cavalcare cinematograficamente il genere è ancora possibile perfino nell'Italia d'inizio XXI secolo, la cui spesso non esaltante produzione su celluloide si limita, in maniera principale, a rassicuranti commedie e storie d'impegno sociale.

Il buio intorno a Claudia

Impresa che, su sceneggiatura scritta insieme al Giacomo Gensini che già lo affiancò nel lungometraggio precedente e al Dardano Sacchetti il cui lungo curriculum spazia dalla trilogia di Mark il poliziotto a collaborazioni con Lucio Fulci, Umberto Lenzi e Lamberto Bava, ritenta con questa vicenda volta a tirare di nuovo in ballo sia la Arquint che la Gerini; il primo nel ruolo di un eccentrico guru tibetano che gestisce il sexy club Tulpa, dove i soci possono incontrarsi per dare sfogo ai propri istinti e alle proprie fantasie erotiche, la seconda in quello di Lisa Boeri, ricca donna manager che, cliente del posto, finisce presto alle prese con un misterioso assassino dedito all'omicidio di tutti i suoi partner occasionali, maschili e femminili.
Senza potersi rivolgere alla polizia, in quanto ciò porterebbe alla luce la sua doppia vita, rischiando di compromettere la sua avviatissima carriera professionale.

Profonde tenebre

Quindi, mentre Shadow - L'ombra partiva dagli odierni orrori del conflitto bellico in Iraq per attingere in parte da Un tranquillo week-end di paura di John Boorman, in parte da Allucinazione perversa di Adrian Lyne, proponendo anche gli ambienti chiusi e sporchi del torture porn alla Hostel, Tulpa, in maniera evidente, omaggia i thriller sfornati da Dario Argento nel suo periodo d'oro; a partire dai titoli di testa con protagonista impegnata a fare footing per le strade del quartiere romano dell'EUR, come avveniva all'inizio di Tenebre.
E non sono assenti neppure un volto ustionato alla Profondo rosso e una vittima ricoperta di affamati ratti alla Inferno nel corso della oltre ora e venti di visione, non eccelsa ma perfettamente capace di richiamare alla memoria le cupe, efficaci atmosfere dell'italian thrilling sfornato nel periodo a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta.
Atmosfere che si respirano soprattutto durante sequenze come quella della ragazza trucidata sulla giostra; man mano che, tra occhi cavati, evirazioni e non indifferenti dosi di spargimenti di sangue, la Gerini si cimenta anche in torbide scene di sesso che coinvolgono, tra gli altri, una molto poco vestita Crisula Stafida, la quale già prese parte al succitato Nero bifamiliare.
Con la risultante di una godibile operazione che, accompagnata dalle non disprezzabili musiche firmate da Andrea Moscianese, Federico e Francesco Zampaglione, difficilmente lascerà delusi coloro che attendono da anni il ritorno sullo schermo di un assassino caratterizzato da cappellaccio e impermeabile nero.
Assassino di cui, oltretutto, non è neppure così facile scoprire l'identità.

Tulpa - Perdizioni Mortali Dopo Shadow - L’ombra, del 2009, il musicista-regista Federico Zampaglione torna dietro la macchina da presa per dedicarsi nuovamente all’horror, omaggiando in questo caso il Dario Argento del periodo d’oro. Infatti, con un cast comprendente, tra gli altri, l’Ivan Franek de La grande bellezza, Michele Placido e la Michela Cescon di Tutte le donne della mia vita, confeziona un violento giallo infarcito di erotismo che attinge in maniera evidente da diversi titoli appartenenti alla filmografia del maestro della tensione tricolore, da Profondo rosso a Inferno, passando soprattutto per Tenebre. E, anche se la morale che ne viene fuori può apparire piuttosto discutibile, l’insieme funziona in maniera più che sufficiente, tanto da lasciare difficilmente delusi i fan del filone.

6.5

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