ROMA09

Recensione Triage

Un fotoreporter, appena tornato dalla guerra, sembra nascondere un orribile segreto

Recensione Triage
INFORMAZIONI FILM
Articolo a cura di

Il signor Danis Tanovic, di grazia, non è proprio un novellino: vincitore dell’Oscar per il miglior film nel 2001 con No man’s land, è divenuto una sorta di icona del cinema di guerra più introspettivo, più umano. Tornato sul grande schermo con il film di apertura del festival internazionale del film di Roma, Triage, il regista bosniaco sembra inarrestabile, sempre in formissima e pronto a dare ancora molto.
La forza di Triage, oltre che nel soggetto affascinante, risiede in un cast fatto di bravissimi attori, partendo da Colin Farrel (nel ruolo di protagonista e, passando per Christopher Lee e Jamie Sives . Tratto dal libro omonimo di Scott Anderson, Triage si preannuncia uno degli eventi di questa fine stagione cinematografica per merito della crudezza e dell’eotività che riesce a trasmettere.

Il fucile e l'obiettivo

Mark Walsh (Colin Farrel) è un fotoreporter d’assalto. Inviato in Kurdistan a testimoniare la guerriglia che ogni giorno ne dilania i territori, impara a comprendere con occhi diversi quel mondo fatti di sangue e stragi quotidiane. Dopo due mesi di scatti e rischiosi sopralluoghi, l’uomo torna in irlanda dalla moglie completamente cambiato e senza il collega/amico David, anch’egli fotoreporter nei territori curdi.
Gli atteggiamenti di Mark però, una volta tornato, sembrano essere incomprensibili: non parla mai dell’amico, è inspiegabilmente ferito e non riesce a muovere bene le gambe e appare completamente alienato. Sua moglie, preoccupata, decide di chiedere aiuto al nonno spagolo (Christopher Lee), ex veterano di guerra sofferente di un difficile rapporto con la nipote che, erroneamente, lo accusa di aver fatto parte dell’esercio di Franco. Si dipana così un’affascinante matassa che giungerà ad uno sconvolgent,e per quanto preannunciato, colpo di scena finale. La guerra, le lacrime, il sangue, la testimonianza. Triage non è un film sulla guerra, è un film con la guerra dentro.

ne muoiono tanti..

Ecco perché muoiono tanti fotoreporter, a volte credono che quello che c’è di fronte all’obiettivo non sa reale


Tentare di eguagliare il succeso di un capolavoro come No Man’s Land è un’impresa decisamente ardua, a tratti rischiosa per un regista relativamente giovane come Danis Tanovic. Bisogna però dire che chi gira un film di quella portata non può certo essere uno sprovveduto e il nostro regista è uno che la sa lunga. Parte da un’idea di base fortissima: la guerra sconvolge chi la osserva e chi, meglio di un fotografo, riesce ad osservare? Tra un’interessante analisi del sistema sociale ed introspettivo più personale, Triage cerca di colpire lo spettatore rendendolo partecipe tanto delle piccole guerriglie quotidiane quanto delle ferite che le stesse lasciano dentro gli uomini che le vivono in prima persona. La forza del film, forse, risiede proprio nella semplicità del messaggio che intende mandare e che, senza ombra di dubbio, lo spettatore riceve. Viene però a mancare la vera svolta di dinamica: l’intera pellicola soffre, spiace dirlo, di un leggero piattume che finisce con il renderlo meno credibile di quanto ci si aspetti. Come detto all’inizio però, Triage non è dentro la guerra, ha la guerra dentro: Mark Walsh è tormentato e porta dentro di se il male di tutto ciò che ha visto, è il tentativo fallito di somatizzare una guerra che lo ha profondamente sconvolto. Piuttosto controverso e toccante in alcune sequenze, poco coinvolgente e quasi anonimo in altre. Disturbante, in una delle scene iniziali, l’immagine di un medico che uccide i propri pazienta per non farli soffrire: usanza purtroppo comune in guerra. Ottima interpretazione di Colin Farrel e del gigante Christopher Lee, ipnotico in ogni sua battuta e fortissima personalità. Tanovic invece sembra aver mantenuto una propria dimensione artistica che sicuramente ha giovato al prodotto finale, ma la fotografia, forse troppo patinata e standardizzata per un film di questo tipo, non gli ha dato la spinta di cui aveva bisogno.
In definitiva un film che sembra aver incontrato dei limiti tecnici durante il suo percorso, pago, però, di un cast eccellente e di una direzione artistica sommariamente di tutto rispetto.

Triage Progetto interessante, purtroppo non completamente riuscito. Tanovic ha sicuramente mantenuto un personale tocco d'autore moderno, ma questo film è lontano dalla forza del suo No man's land. Comunque struggente, Triage non verrà magari ricordato dai posteri, ma, attualmente, è di sicuro una visione affascinante.

6.5

Che voto dai a: Triage

Media Voto Utenti
Voti: 30
6.2
nd

Altri contenuti per Triage