Trash: la recensione del nuovo film d'animazione italiano

Dopo la Festa del Cinema di Roma arriva nelle sale italiane un nuovo prodotto dell'animazione nostrana, che però non convince al cento per cento.

Trash: la recensione del nuovo film d'animazione italiano
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Non solo Soul di Pete Docter alla Festa del Cinema di Roma 2020, con i registi Francesco Dafano e Luca Della Grotta che hanno presentato Trash, film d'animazione nella sezione Alice nella Città da loro scritto e diretto, che il pubblico italiano può trovare anche al cinema.
Il paragone con le due opere è quasi d'obbligo non perché ci sia grande attinenza tematica, ma perché Dafano e Della Grotta all'immaginario della Pixar sembrano dovere tutto, dalle idee generali alla base della trama fino ai dettagli più importanti che ne compongono l'impianto filmico.
Tuttavia per una volta c'è da segnalare un uso della tecnica davvero valido, Trash a livello visivo è un altro piccolo trionfo tutto italiano dopo Gatta Cenerentola del 2017. Ha tutt'altro stile rappresentativo eppure può fare la voce grossa in fatto di texture, uso delle luci, della color correction, dei fondali, dell'essere cartoon con stile senza ricorrere ad animazioni scadenti o ai cliché tipici del genere.
Semmai, purtroppo, è quello che ne fa, di questa grande tecnica, a non farci strappare i capelli.

Rifiuti e reietti

Il film racconta la storia di un gruppo di rifiuti: gettati per strada dall'uomo, abbandonati, senza un vero e proprio scopo (e già pensiamo a Forky) se ne stanno lì per terra tutto il giorno, in bella vista ma completamente ignorati da chiunque.
Anche quando presi a calci restano impotenti e immobili ma col calare della notte tutto cambia: come in Toy Story, lontani da sguardi indiscreti, i rifiuti prendono vita e iniziano a mostrare la loro vera natura e la loro anima.
Tra essi c'è la scatola di cartone Slim, che abita in un mercato insieme a Bubbles, la bottiglia che una volta conteneva una bibita gassata: insieme a loro anche altri amici, tutti con espressioni e caratteristiche tipiche, tutti diversi.
L'obiettivo del gruppo è quello di fuggire dalla grande minaccia di questo sottobosco di rifiuti, i Risucchiatori, macchine per la pulizia mangia-immondizia che per il loro mondo equivalgono a un mix fra un accalappiacani e un tristo mietitore.
La loro vita è questa, se non fosse per una leggenda: quella della Piramide Magica, un Eden fantastico in cui si dice che ai rifiuti venga data una seconda possibilità, una nuova esistenza e un nuovo scopo.
Slim non è convinto che questa storia sia vera, è rassegnato e non crede più in nulla, fino a quando una giovane scatola in pericolo dev'essere ritrovata e salvata, e questo cambierà il suo destino.

Riciclo

Se dal lato tecnico Trash potrebbe addirittura rappresentare un piccolo orgoglio per il cinema italiano, da un punto di vista narrativo c'è davvero poco per cui entusiasmarsi, e quel che c'è sembrerebbe o derivativo o incatenato ad obblighi "altri": non è un caso che dietro al film ci sia il sostegno dei Consorzi italiani per il riciclo degli imballaggi.
Lo scopo sembra quello di raccontare una favola che insegni ai bambini (come agli adulti) la forza del riciclo, e quella via la si segue pedissequamente anche al costo di sacrificare il cinema.
Lo scopo principale è quello didattico, per raggiungerlo ci si limita a replicare le strade della Pixar senza mai sforzarsi di inventare, potremmo quasi dire riciclando quanto fatto dalla casa di produzione che abita sotto il tetto Disney.
C'è ovviamente l'idea di un mondo segreto che si anima già citata prima, ma anche quella del tema del viaggio, del perdersi in una realtà alternativa alla nostra, della ricerca, e perfino diverse gag.
L'impressione, da un certo punto in avanti, è di avere a che fare con poca originalità, poca voglia di inventare e di stupire e molto più desiderio di inviare un messaggio a tutti i costi. Apprezzabile, addirittura nobile e magari anche utile, ma poco immaginifico e ancor meno trascinante a livello cinematografico.

Trash film italiano In tutto e per tutto un film "Pixariano", ma questo comporta insieme ai pro (belle le animazioni, il look del prodotto in generale) anche diversi contro (nulla di nuovo a livello di trama, anzi). L'aspetto peggiore in assoluto però è che Trash dà l'impressione di aver sacrificato la fantasia, la magia e la voglia di fare cinema tipiche della Pixar per immolarsi e farsi didattica, oscillando così tra l'esasperato e il futile. Tuttavia, per quanto "riciclato", sicuramente resta un film da non da buttare.

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