Roma 2014

Recensione Trash

Una coinvolgente avventura nelle favelas brasiliane

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Brasile. Tralasciando ogni pensiero relativo ai passati Mondiali e a tutte le polemiche che attorno a essi si sono mosse (non solo calcistiche), cosa ci porta alla mente questo Paese? Spiagge bellissime ma anche, e soprattutto, una situazione sociale e politica difficile, complicata da gestire e da capire fino in fondo, soprattutto per noi che, per quanti sforzi possiamo fare, abbiamo una forma mentis europea. Ed è proprio per questo che ci risulta un po' strano pensare a un film ambientato in questo mondo diretto dal regista di Billy Elliot e scritto dallo sceneggiatore di Love Actually e Quattro Matrimoni e un Funerale. Ah e non vi abbiamo ancora detto che Trash, la pellicola in questione, fondamentalmente è un incrocio tra un thriller e un film d'avventura. Ecco, adesso anche voi avete un po' di confusione in mente, giustificabilissima tra l'altro. Per questo vi diciamo fin da subito che, per apprezzare pienamente questo progetto, vi conviene fin da subito azzerare ogni tipo di pensiero che automaticamente avete prodotto a riguardo e porvi davanti a esso come degli ingenui bambini, non ancora corrotti dai meccanismi mentali e dalle preoccupazioni che derivano dall'età adulta. Sedetevi in poltrona e preparatevi per un'avvincente avventura tra le favelas.

A qualunque costo

Rafael, Gardo e Gabriel hanno circa 14 anni, vivono in una favela brasiliana e lavorano nelle discariche: il loro compito è quello di scovare tra i rifiuti, che arrivano quotidianamente, qualcosa che possa essere utile. È così che Rafael entra in possesso di un portafogli con dentro dei soldi, una chiave, una fotografia con dei numeri appuntati sul retro e un calendario degli animali. Poco dopo la polizia locale raggiunge la discarica e inizia a fare domande sul fantomatico portafogli, spingendosi a offrire una lauta ricompensa a chi lo riconsegnerà. Come mai la polizia lo vuole così disperatamente? Quando le cose iniziano a mettersi male e la ricerca si trasforma in una minaccia fisica per i ragazzi, Rafael decide che sarà lui a svelare il mistero legato a quell'oggetto e al suo contenuto e, supportato dai suoi due amici, inizierà una corsa contro il tempo e la polizia, immischiandosi in un intrigo più grande di loro, pieno di politica, bugia, morte e soldi, tantissimi soldi.

Una grande avventura

Trash è l'adattamento cinematografico dell'omonimo libro per ragazzi scritto da Andy Mulligan ed è questo che bisogna tenere bene a mente avvicinandosi a questo film. Non si vuole fare politica, nessuna denuncia sociale, nessun puntare i riflettori su una polizia corrotta o un sistema politico altalenante che, pur trattandosi di elementi tutti presenti all'interno della narrazione, sono solo presenza di scena con cui interagire e smuovere i vari tasselli dell'avventura di Rafael, Gardo e Gabriel. È un film d'azione, in cui attraverso i vari indizi raccolti dai ragazzi cerchiamo di ricostruire la storia del portafogli, ma è anche puro cinema alla Stephen Daldry e Richard Curtis, fatto di correre, scappare, fuoriuscire dalle inquadrature e immergersi in un mondo fatto di colori e assoluta vitalità. Un mix ben riuscito che regala puro intrattenimento, dal ritmo calzante e che non perde tempo a dare spiegazioni sociologiche su quello che sta avvenendo sullo schermo. Allo sceneggiatore non interessa altro che raccontare una bella storia, così come il regista si concentra sul modo migliore di renderla sullo schermo, senza utilizzare quel tipico sguardo occidentale che guarderebbe con passionale pietà al tipo di vita dei suoi protagonisti. Trash non giudica, non prova pietà per loro, non si schiera a far politica o impartire lezioni morali, anzi esalta la vita che vibra nelle favelas avvalendosi della fotografia di Adriano Goldman, fatta di forti contrasti e saturazioni estreme. Il messaggio sociale, se vogliamo, si nasconde tra i pensieri dello spettatore che, suo malgrado, alla fine si ritroverà a riflettere sulla reale portata di quello che si nasconde dietro la storia che gli è appena stata raccontata.

Trash Trash è puro intrattenimento, costruito alla perfezione da persone che, si vede benissimo, hanno una grandissima esperienza hollywoodiana. Non è un film perfetto, ma quei piccoli buchi narrativi e quel buonismo da lieto fine che fa capolino soprattutto verso la fine del film gli vengono tranquillamente perdonati a fronte di un’esperienza cinematografica godibilissima, coreografata come la più favolistica delle rappresentazioni e messa in scena da tre ragazzi, non professionisti, che riescono a catturare tutti con il loro carisma e spontanea eccezionalità. Trash è un film raccontato con occhi angloamericani in cui gli attori internazionali, come Rooney Mara e Martin Sheen, sono paradossalmente "inutili", oscurati e surclassati dal vibrante mondo autoctono che gira loro attorno.

7.5

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