Recensione Transporter: Extreme

Jason Statham torna a vestire i panni di Frank Martin in Transporter: Extreme, secondo capitolo della saga action creata da Luc Besson.

Recensione Transporter: Extreme
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L'ex-mercenario Frank Martin si è trasferito a Miami trovando lavoro come autista personale della famiglia Billings: il suo compito principale è quello di accompagnare il piccolo Jack da casa a scuola. Proprio il bambino però finisce nelle mire di un'organizzazione criminale facente capo all'uomo d'affari italoamericano Gianni Chellini il cui scopo, almeno inizialmente, sembra quello di richiedere un ingente riscatto di denaro. Frank, ritenuto erroneamente complice poiché involontaria parte attiva durante le fasi del rapimento, si imbarca in una missione personale per salvare il piccolo, scoprendo che il piano ordito dai sequestratori è molto più subdolo del previsto e il cui fine ultimo è quello di diffondere un virus letale e contagioso.

Action Explosion

A tre anni dalla prima avventura fa ritorno il personaggio creato da Luc Besson (anche qui attivo in fase di produzione e sceneggiatura) ed incarnato nella prima trilogia dall'iconico volto e corpo action di Jason Statham. Transporter: Extreme segue le linee guida del predecessore, non prendendosi troppo sul serio e spingendo forte l'acceleratore su una pura e frenetica esagerazione, con tanto di macchine che prendono letteralmente il volo e sequenze di combattimento che giocano e non poco su una sana ironia di genere. Novanta minuti che, dopo un inizio introduttivo, scorrono ad un ritmo frenetico che non lascia un attimo di fiato, con il Nostro impegnato in improbabili acrobazie (sia coreografiche che su mezzi, terrestri o acquatici che siano) che toccano l'apice nelle avvincenti sparatorie con l'antagonista Lola, la pupa del boss nonché spietata killer, che ha il fisico e il fascino irresistibile della modella Kate Nauta. Louis Leterrier, già co-regista del primo capitolo diretto insieme a Corey Yuen, sa il fatto suo e dà vita ad un giocattolone divertente quanto innocuo, dove sceneggiatura e caratterizzazioni dei personaggi passano in secondo piano rispetto all'impianto puramente adrenalinico che riesce a far dimenticare sviluppi improbabile ed inutilmente complessi, con tanto di pseudo-cliffhanger dopo la prima metà che appare come un'evidente forzatura atta a lanciare un'escalation di azione spropositata, con tanto di pre-finale avente luogo su un aereo fuori controllo. Lo stesso cast, tolto il convincente Statham (faccia quasi sempre azzeccata per produzioni di questo tipo), non spicca per immedesimazione, coinvolgendo poco dal punto di vista prettamente empatico al destino dei protagonisti, semplice pedine di questa costruzione action senza infamia e senza lode.

Transporter: Extreme Un rude e autoironico Jason Statham, sempre ed esclusivamente in impeccabile smoking bondiano, è nuovamente assoluto protagonista nei panni di Frank Martin. Transporter: Extreme non si distacca molto dalle atmosfere action del predecessore, e la mano di Luc Besson in fase di sceneggiatura è sempre evidente in questo tourbillon senza sosta dove l'esagerazione è ben più che una costante; storia e personaggi finiscono ben presto in secondo piano di fronte ad un ritmo frenetico che ci trascina per novanta minuti in un susseguirsi di sparatorie, combattimenti ed inseguimenti automobilistici e non, che difficilmente deluderanno gli appassionati del filone.

6

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