Recensione Titanic 3D

Il film più amato della fine del 20esimo secolo, nuovamente al cinema, in 3D

recensione Titanic 3D
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

A 15 anni dalla prima uscita in sala del film, e a cento dalla vicenda storica da cui prende ispirazione, torna nei cinema Titanic, una delle pellicole più conosciute, amate, premiate della cinematografia mondiale. Un'opera nata dal genio filmico di James Cameron, il Re Mida del cinema moderno, che si pone davanti ad una delle sue sfide più perigliose, infine vincendola, guadagnando fama (lui) e facendo registrare a 20th Century Fox e Paramount l'incasso fino a quel momento più alto della storia del cinema, superato solo dal successivo Avatar, sempre opera di Cameron.
Potremmo star qui ore a parlare dello sforzo produttivo, del cast imponente -che vedeva protagonista un giovane DiCaprio ormai avviato sul viale del successo-, delle innovazioni tecniche, dei miliardi guadagnati e dei numerosissimi premi vinti (tra cui 11 Oscar) ma sarebbe quasi superfluo, tanto se n'è parlato negli ultimi quindici anni.
Il film ha avuto un impatto fortissimo sulla cultura di fine/inizio millennio, e a tutt'oggi rimane un simbolo del cinema, avendo in sé tutte le caratteristiche del buon Cinema, caratterizzato com'è da una perfetta commistione di generi: storico, romantico, drammatico... Una grandeur difficile da eguagliare. Grazie alla 'moda' della riproposizione in stereoscopia dei grandi classici abbiamo ora una nuova opportunità di godercelo in sala, opportunità imperdibile per molti.

Second opinion, a cura di Francesco Manca

Vedere “Titanic” al cinema è un’esperienza che, in un modo o nell’altro, lascia il segno. E per coloro i quali erano troppo giovani all’epoca in cui uscì nelle sale, l’occasione è certamente propizia. Già, perché a 15 anni dal suo attracco sul grande schermo, il kolossal di James Cameron è pronto per una nuova traversata, questa volta in 3 dimensioni.
La gioia nel rivedere davanti ai nostri occhi la struggente, emozionante, appassionante storia d’amore tra Jack e Rose, alias Leo e Kate, è di proporzioni epiche proprio come l’intera pellicola, che - fortunatamente - non cambia di una virgola rispetto alla versione originale. Unico neo è proprio il 3D, a tratti fastidioso e ininfluente. Poco male, perché la lacrimuccia, alla fine, ci scappa comunque...

“Il Titanic era considerato 'la nave dei sogni' e lo era davvero”

Alle 23:40 di domenica 14 aprile 1912, accade l'incidente marittimo forse più famoso della storia: quello che coinvolge il transatlantico Titanic, in viaggio da Southampton a New York per il suo viaggio inaugurale. Una nave di dimensioni maestose, considerata il top dell'industria navale dell'epoca, nonché virtualmente inaffondabile. Il fato beffardo, invece, dimostrò quanto, a volte, i sogni di grandezza dell'uomo possano andare a schiantarsi con la dura realtà, esattamente come la nave si schiantò contro un inaspettato iceberg, causando l'affondamento della gigantesca imbarcazione e la morte di 1523 (su 2223) passeggeri.
A bordo, un vero e proprio microcosmo di variegata umanità: nobili, borghesi, ricchi imprenditori, e poveri immigrati in cerca di una vita migliore, tutti accomunati nella sciagura, in un modo o nell'altro. Tra questi, nella finzione scenica dello script cameroniano, vi erano anche Rose DeWitt Bukater (Kate Winslet), diciassettenne rampolla di buona famiglia, e il giovane scavezzacollo Jack Dawson (Leonardo DiCaprio), il cui incontro sarà fatidico quasi quanto la tragedia che si consumerà poche ore dopo. La fanciulla, promessa in sposa al facoltoso e arrogante Caledon Hockley (Billy Zane), è insoddisfatta di questo matrimonio combinato e rimane presto affascinata dalla libertà di spirito di Jack, che vive la vita come viene. Un incontro tra due mondi diversi, destinato a lasciare il segno...

Titanic in 3D

Commento tecnico a cura di Gabriele Giglio

Se il film è 2D lo spettatore lo guarda, se è 3D lo spettatore lo vive. Così dovrebbe essere sempre, ma così, spesso, non è. Titanic 3D, invece, è una piacevolissima conferma di quanto, se realizzata come si deve, la stereoscopia possa dare a un film, anche non girato appositamente in 3D. Ma da James Cameron, che è stato fautore o autore dei migliori 3D degli ultimi anni, non potevamo aspettarci altrimenti. Nelle scene sottomarine, ad esempio, la terza dimensione è evidenziata dalla presenza di bolle e corpuscoli sottomarini, mentre, nella piccola sequenza dei piatti che cadono per l'inclinazione della nave, l'effetto è proprio quello che cadano addosso alla platea: spettacolo garantito, dunque. Ma il 3D non serve solo a dar spettacolo, quanto ad 'immergere' effettivamente gli spettatori nelle scene, e renderli consci della maestosità dei vari elementi scenici o della claustrofobia di certe situazioni. Nella scena del tentato suicidio, infatti, il 3D da risalto alla vicenda perché, nelle riprese dall'alto, si nota quanto in basso è il mare; lo spettatore vive in prima persona le scene riguardanti i corridoi che si riempiono d'acqua, o l'ultima sequenza dove è presente la nave, oramai in posizione verticale: la stereoscopia è sempre molto curata, per far immedesimare al massimo lo spettatore e renderlo partecipe in prima persona di quello che sta accadendo, nonché di quanto immensa fosse la nave e di quanto grande sia stata la tragedia.

Titanic 3D Il maxischermo, impossibile negarlo, non fa che accentuare lo splendore di una pellicola come Titanic, uno di quei film che non invecchia mai e che rimane nel cuore di più generazioni per la sua epica e le molteplici chiavi di lettura. Oltretutto, la conversione in 3D -grazie alla perizia di James Cameron- risulta anche qualcosa in più che un semplice pretesto per approfittare dei vari anniversari ricorrenti nel 2012: se non vi spaventano tre ore di occhialini stereoscopici, il tributo a questo monumento cinematografico è dovuto, che l'abbiate amato all'epoca o che lo vogliate scoprire ora per la prima volta.

8.5

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