Timmy Frana, la recensione del film di Tom McCarthy in streaming su Disney+

Timmy Frana arriva su Disney+ al debutto della piattaforma in Italia, andando a riprendere l'archetipo creato da Dennis la minaccia nel '93.

recensione Timmy Frana, la recensione del film di Tom McCarthy in streaming su Disney+
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Oltre a Stargirl, Disney+ ha portato con sé, come contenuto originale, anche Timmy Frana, un film che si rivolge a un pubblico molto giovane, strizzando l'occhio più ai bambini che agli adolescenti. Diretto da Tom McCarthy, che abbiamo visto all'opera con l'intricato Il caso Spotlight, Timmy arriva direttamente da una serie di libri scritta da Stephan Pastis, pronto a vivere una serie di avventure all'insegna dell'investigazione giovanile, con tantissimi problemi annessi. Il film, in maniera molto soft, intrattiene lo spettatore, senza però esaltarsi o diventare memorabile, proprio per il suo riprendere alcune tematiche che appartenevano già al noto Dennis la minaccia del 1993.

Un eroe chiamato Timmy Frana

Timmy si sente un eroe: sia quello di cui abbiamo bisogno, sia quello che ci meritiamo. Lui si chiama Frana, Timmy Frana, con un accento molto à la James Bond, attento a usare le parole e con una grande proprietà di linguaggio. Ha appena undici anni, vive a Portland e sta finendo le scuole elementari. Fin qui sembra tutto regolare, se non fosse per il suo essere titolare dell'agenzia Superfrana SPA, un'azienda che investiga sulle problematiche che colpiscono la cittadina in cui vive. Ad affiancarlo c'è il suo partner di nome Super, un orso bianco che lo supporta nell'affrontare i russi, minacciosissimi avversari che stanno cercando di controllare i movimenti degli abitanti di Portland.
Ci sono degli elementi che vanno a rendere il personaggio di Timmy molto vicino agli archetipi delle serie con protagonisti i bambini, ma che provano a distinguerlo dagli altri. Un esempio è il Segway che guida senza alcun tipo di autorizzazione e che lo separa da quello stereotipo del ragazzino in bicicletta, che attraversa la città alla ricerca di un mistero da risolvere, come successo in Stranger Things.
Proprio da qui parte l'avventura di Timmy, chiamato a ritrovare lo zaino smarrito di un suo compagno di scuola, e a gestire allo stesso tempo i problemi di una madre molto apprensiva e alla ricerca di una nuova vita sentimentale.

L'investigatore migliore che ci sia

Timmy è sì una frana, com'è stato localizzato in italiano, ma si sente brillante e unico, senza rivali nel mestiere. Il suo prendere sul serio qualsiasi aspetto dell'agenzia investigativa lo rende diverso. Pur essendo una calamita per i guai, il suo obiettivo è realmente quello di arrivare a risolvere i numerosi problemi che affliggono la città di Portland, nonostante la presenza sempre ingombrante di Mr. Rimba, interpretato da Wallace Shawn. Un maestro elementare molto propenso al borbottio e al dover gestire le assurdità fantastiche di Timmy: il rapporto è come quello che già Dennis la minaccia aveva messo in piedi con George Wilson. Shawn, tra l'altro, aveva ricoperto un ruolo analogo in Ragazze a Beverly Hills, con Alicia Silverstone nei panni della studentessa da moderare e da controllare.
Segno che all'attore non è stato chiesto più di quanto non abbia già fatto almeno una volta in carriera, senza inventare nulla di nuovo e denotando scarsa originalità nel rapporto tra insegnante e alunno.
Frana, per fortuna, dalla sua ha qualcosa in più, ha uno stile basato su una teoria complottistica dall'altissima capillarità, che lo porta a credere che tutti i casi che decide di prendere in gestione siano collegati da un fil rouge che rimanda ai tanto spaventosi russi. Il suo modo di agire lo rende tenero agli occhi dello spettatore, proprio perché è un bambino che crede tantissimo in ciò che dice.

Una storia che non diventa memorabile

Il problema principale dell'intera storia è che Timmy non ha un vero e proprio tema al quale stare dietro. Non si può definire il film come una vicenda pronta a raccontare il fascino della fantasia e della giovinezza. Tutti i casi che il ragazzo decide di risolvere fanno parte di una sequenza slegata, come se fossero delle trame verticali di una serie televisiva condensata in un solo film.
In questa accozzaglia di eventi diventa quasi filosofica la visione di Timmy sulla scuola media: una prigione da cui scappare, con il rischio di non poter diventare il detective di punta di Portland.

Tutto intorno a lui è una minaccia, compreso il nuovo compagno della madre, un vigilante comunale che Timmy finisce per prendere come bersaglio delle sue malefatte. Il film è addolcito dall'onnipresenza di un orso polare che, in qualità di unico dipendente della Superfrana SPA, è sempre fedelissimo al proprio datore di lavoro.
Mantenendosi sempre sulla superficie e senza mai affondare in nessun argomento in particolare, Timmy non riesce nemmeno a trasmettere un senso di soddisfazione e di compassione per gli emarginati, che nell'indossare una sciarpa rossa e nel vedersi accompagnati da un enorme animale artico non fanno altro che sentirsi diversi per partito preso.
L'immaginario visivo è sicuramente affascinante, tanto da rendere Portland quasi un universo parallelo dove inserire le dinamiche di un giovanissimo Dirk Gently, privo però di casi da risolvere. McCarthy confeziona un film abbastanza imperfetto, che non si lascerà ricordare per la sua dinamicità né per i suoi contenuti.

Timmy Frana - Qualcuno ha sbagliato Tenero, pronto a far scaturire qualche sorrisetto, ma niente di più. Timmy Frana è un personaggio che ha dalla sua una fervida immaginazione, tipica dei bambini della sua età che cercano di evadere da quel mondo opprimente che non permette loro di esprimersi al meglio. La sceneggiatura, però, non riesce mai a trasmettere questo senso di fuga che Timmy ricerca. Tra le sue più interessanti peculiarità c'è il farsi accompagnare perennemente da un orso polare, realizzato con una CGI che si amalgama bene con il resto dell'universo di Portland, reale e tangibile. Manca però la capacità, da parte della pellicola, di creare una connessione con lo spettatore, che resta quasi inerme dinanzi ai comportamenti di Timmy, slegati e senza un reale connettore. Le investigazioni risultano, così, prolisse e poco interessanti ai fini di quello che si trasforma in un disaster movie dai toni sì gioviali, ma che non punta a diventare indimenticabile.

6

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