Timecrimes, un thriller a spasso nel tempo su Amazon Prime Video

Nel 2007 il regista spagnolo Nacho Vigalondo esordisce con un thriller a basso budget e grande inventiva, incentrato sui viaggi temporali.

recensione Timecrimes, un thriller a spasso nel tempo su Amazon Prime Video
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Attore, regista e sceneggiatore attivo fin dagli albori del nuovo millennio, lo spagnolo Nacho Vigalondo è uno dei nomi di punti della scena di genere e indipendente nazionale, autore dal notevole estro narrativo tanto da aver esordito anche su suolo hollywoodiano, prima con il misconosciuto Open Windows (2014), che metteva insieme l'inedita coppia Elijah Wood-Sasha Grey, poi con il particolarissimo kaiju-eiga/comedy Colossal (2016) con protagonista una scatenata Anne Hathaway.
Ma il cineasta iberico ne ha fatta di strada per raggiungere questi traguardi, partendo da un cinema primordiale e low-budget dove la mancanza di mezzi era sopperita da sceneggiature contorte e affascinanti, come per l'appunto nel suo esordio Timecrimes qui oggetto di recensione, inerente all'abusata tematica dei viaggi nel tempo, rivisitata in un'ottica tanto straniante quanto convincente.

Uno, nessuno e centomila

La trama del film vede per assoluto protagonista il personaggio di Hector, uomo di mezz'età da poco trasferitosi con la moglie in una nuova casa di campagna. Le stranezze avvengono già quando, tra uno scatolone e l'altro, Hector riceve la chiamata da un numero sconosciuto (cosa già di per sé insolita visto che nessuno tra amici e parenti aveva il contatto) e dall'altro capo non vi è risposta alla cornetta. Poco dopo il Nostro, solito osservare la natura circostante con un inseparabile binocolo, nota nella boscaglia antistante la proprietà una giovane donna che si sta spogliando e, non appena rimasto solo, decide di andare a indagare.

Al suo arrivo nel luogo prefissato rinviene il corpo apparentemente esanime della ragazza e viene aggredito da un individuo mascherato con delle inquietanti bende di color rosa. Ferito a un braccio, Hector trova momentaneo rifugio in una struttura disabitata nei pressi e, recuperato un walkie-talkie, comunica con una voce maschile che gli suggerisce la migliore via di fuga per scappare dall'assalitore, il quale nel frattempo lo sta ancora inseguendo.
Sarà solo l'inizio di un incubo in cui l'uomo non potrà credere a niente e nessuno e dovrà agire d'astuzia per far ritorno a casa sano e salvo.

Non è più tempo d'eroi

Un senso di sporcizia morale permea sin dai primi istanti i novanta minuti di un'operazione fuori dai canoni, capace di sfruttare la tematica dei viaggi temporali per mettere in mostra tutte le brutture dell'animo umano, di figure messe alle strette e obbligate, volenti o meno, a prendere determinate decisioni per riportare il tutto a una solo apparente normalità.
La sceneggiatura si basa sul principio di autoconsistenza di Novikov, che sostiene l'immutabilità del passato e la totale esclusione di qualsiasi potenziale paradosso, e come lo spettatore scopre ben presto tutte le mosse narrative si muovono in una direzione univoca che conduce a un epilogo amarissimo, senza vinti né vincitori, che ingabbia il cuore della storia in un eterno e infinito loop.

Senza fine

Timecrimes (disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video) risulta efficace nella sua febbrile atmosfera tensiva, con diverse situazioni in cui il climax si fa opprimente e claustrofobico, ovviando alle esigue capacità produttive con un'intelligente e calibrata disposizione di luoghi e figure secondarie (lo stesso Vigalondo interpreta lo scienziato, vero e proprio co-protagonista della vicenda), solo quattro ma di pari importanza ai fini degli eventi: una scelta stilistica che l'autore riproporrà quattro anni dopo nell'altrettanto godibile Extraterrestre (2011), che racconta di un'invasione aliena.

Il regista è abile a creare una storyline affascinante e respingente senza il ricorso a effetti speciali di alcun tipo, sfruttando solo una sana inventiva in fase di script tale da rendere avvincente l'insieme fino al giungere dei titoli di coda. Perché in questa parabola di doppelganger e occasioni perdute, a contare più di tutto è la capacità dell'essere umano di trasformarsi in bestia e giustificare le proprie, ipotetiche, malefatte con il ghigno di chi sa che il destino è già scritto.

Timecrimes Non uno sci-fi banale, dal basso budget reso un efficace punto a favore fino a una narrazione e relativo protagonista respingenti e scomodi nel mettere a nudo gli istinti più bassi dell'animo umano. Dopo aver diretto una manciata di cortometraggi, nel 2007 il regista spagnolo Nacho Vigalondo firma il suo primo lungo dando vita a una pellicola sfaccettata e ricca di sfumature che utilizza la tematica dei viaggi temporali per innescare tesissime dinamiche thriller e paradossi più potenziali che reali, in una vicenda di specchi e doppelganger in cui niente è quello che sembra e tutto è ciò che deve essere. Timecrimes non va per il sottile e anche al netto di qualche ingenuità da opera prima e mezzi effettivamente risicati, con soli quattro personaggi in scena costruisce una diabolica e millimetrica macchina a orologeria in cui Bene e Male non hanno più significato di fronte all'immutabilità del destino.

7

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